Auto Express guida la Volkswagen Scirocco

Volkswagen Scirocco

Solida “ossatura”, pochi difetti, sostanza e razionalità non inficiate dal suo voler essere una coupé: insomma, la solita Volkswagen. O no? Certo che no: la Scirocco non avrebbe retto l’onta di un carattere dinamico spuntato, di un comportamento su strada scolorito dall’efficacia del “bordino rosso” (la Golf GTI). Erano necessarie quelle modifiche strutturali che potessero trasporre la sfacciataggine della linea al carattere di guida.

I tecnici tedeschi hanno perciò abbassato il baricentro rispetto alla Golf, con sospensioni dalla taratura maggiormente sportiva e un assale posteriore nuovo di zecca; e se le prestazioni sono identiche alla GTI – entrambe impiegano 7.2 secondi per raggiungere i cento all’ora – le personalità sono ben distinte.

Volkswagen Scirocco
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La Scirocco mostra una tenace aderenza, una salda compostezza ed un rollio contenuto: naturale che il 2.0 TSI da 200 cavalli si esprima senza freni inibitori, enfatizzato da un DSG a suo agio come non mai – rapido e vellutato, esalta i 280 Nm di coppia.

Volkswagen Scirocco
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I 1.298 chili – ben 80 in meno rispetto alla GTI – sono ben distribuiti, tanto da restituire un entusiasmante feedback: la possibilità di pescare nel mazzo dell’Adaptive Chassis Control fra le modalità comfort, normal e sport accentua il suo spessore caratteriale, privilegiando l’agilità o la souplesse a seconda del proprio umore.

Volkswagen Scirocco
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In chiusura, però, emerge l’anima da vera Volkswagen: la consistenza cui tutti aspirano. Il baule è ampio (da 292 a 755 litri) e sfruttabile, mentre i sedili posteriori degni di tal nome: dettagli non indifferenti per una coupé. E poco importa se la plancia è poco emozionale. Ad avercene di auto così…

Via | Auto Express

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