PanDakar: i motivi del ritiro

PanDakar

Come avevamo anticipato, le simpatiche PanDakar si sono entrambe ritirate nel corso della quarta tappa di 405 km da El Rachidia a Ouarzazate. I cugini di Motorsportblog pubblicano le motivazioni ufficiali del ritiro, tratte dal comunicato stampa Fiat. Le due Panda stavano viaggiando tra loro vicine, mantenendo "un buon ritmo", quando Biasion non è riuscito ad evitare una profonda buca, a causa della limitata visibilità notturna, provocando l'insabbiamento della vettura ed il conseguente ritiro.

Il pilota dell'altra PanDakar, Bruno Saby, è invece riuscito a giugnere al punto di rifornimento di metà prova, ed ha proseguito senza particolari problemi nell'arco della nottata, finché non ha incontrato le dune di sabbia soffice (il cosiddetto "fesh-fesh"). Al mattino la PanDakar è riuscita a superare la zona sabbiosa, ma è giunta a Ouarzazate fuori tempo massimo, ed è stata quindi esclusa dalla prosecuzione della gara.

Le PanDakar, vetture "praticamente di serie", non solo hanno dimostrato una buona affidabilità, ma hanno ottenuto tempi di buona levatura - ad esempio, il 91° tempo assoluto di Biasion nella seconda tappa - rispetto a quelli fatti segnare dai prototipi sviluppati appositamente ed esclusivamente per questa gara. In effetti, l'unica vera pecca della Panda è stata l'altezza da terra, troppo ridotta per poter affrontare le buche ed i solchi, spesso lasciati dai camion e dagli altri prototipi.

Biasion ha comunque dichiarato: "E’ stata un’esperienza fantastica; la nostra auto ha un buon potenziale tecnico e lo ha dimostrato. L’aver lottato con vetture costruite appositamente per questa gara ha comunque evidenziato la bontà del prodotto".

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