1000 Miglia 2014: un secondo posto che vale più di una vittoria

1000 Miglia 2014: quando a vincere è il coefficiente. Siamo arrivati secondi, ecco com'è andata, con il nostro racconto e con tutte le foto della Corsa più bella del Mondo.

1000 Miglia 2014 Alfa Romeo 6C 1750 GS Zagato

Tutto è iniziato qualche settimana fa. Due chiamate inaspettate mi hanno annunciato che avrei finalmente coronato uno dei sogni che avevo nel cassetto fin da bambino: correre la 1000 Miglia. Il privilegio di essere tra i 435 equipaggi della Corsa più bella del Mondo, come la definì Enzo Ferrari, è già immenso si per sé, ma parteciparvi a bordo di un’Alfa Romeo 6C 1750 Gran Sport Zagato come squadra ufficiale Alfa Romeo ha un significato ancor più importante. Una vettura identica alla nostra infatti vinse due Mille Miglia consecutive nel 1929 con Giuseppe Campari e nel 1930 con Tazio Nuvolari. Il nostro equipaggio non si conosceva ed il primo contatto con Alessandro Gamberini è avvenuto al telefono, dove l’esperto pilota di auto storiche mi ha messo subito davanti ad un bivio importante: “hai intenzione di fare una passeggiata o vuoi entrare nella Storia dell’Automobilismo?”.

La risposta, scontata, ha fatto subito emergere la competitività dell’equipaggio appena formatosi e fin da subito molto affiatato: il nostro, ambizioso, obiettivo era il podio. Dopo una breve prova di navigazione e qualche spiegazione su come gestire i vari strumenti elettronici per il calcolo dei tempi, siamo arrivati a Brescia dove dopo le verifiche tecniche della nostra Alfa 6C 1750 abbiamo riscontrato un problema burocratico che ha creato ore di suspense: la nostra 1000 Miglia era a rischio. Fortunatamente il team Alfa Romeo ha risolto prontamente tutto procurandosi i documenti aggiuntivi poche ore prima della partenza di giovedì pomeriggio. Lo shock e la paura iniziale ci hanno però aiutato: non c'era più spazio per le emozioni e quando i documenti sono arrivati è tornata anche la tranquillità.

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Fin da subito ci siamo accorti che c’era qualcosa di strano nell’aria, una sensazione di velata perfezione della nostra vettura, decisamente migliorata rispetto alle prime prove tecniche della settimana precedente dagli abilissimi meccanici del Museo Alfa Romeo: tutte le tessere del puzzle erano al posto giusto, potevamo giocarci la 1000 Miglia fino in fondo. Questa è stata proprio una delle basi del nostro successo: per noi, che abbiamo esperienza nelle gare automobilistiche, partire con un’automobile perfetta meccanicamente ed essere appoggiati ufficialmente dalla sua Casa costruttrice è una sensazione fantastica, capace di infondere tranquillità e di aumentare ancor di più la concentrazione e la voglia di vincere.

1000 Miglia 2014 Alfa Romeo 6C 1750 GS Zagato

Giovedì sera è arrivato il momento di calarci all’interno dell’abitacolo della nostra Alfa Romeo 6C 1750 GS Zagato, un’impresa non troppo semplice visto l’angusto spazio per le gambe riservato al co-pilota, giusto una trentina di centimetri tra il freno a mano ed il serbatoio dell’olio. Il pubblico di Brescia alla partenza è stato subito calorosissimo, così come tutte le persone che abbiamo incontrato in strada, fino a tarda notte quando siamo prima passati da Verona per poi arrivare a Padova, imponendoci fin da subitocon ottimi risultati nelle prime prove cronometrate. La guida notturna è stata molto difficile ed impegnativa, i fanali di 84 anni fa non illuminano di certo come gli odierni gruppi ottici e vedere la strada, nelle zone meno illuminate, non è stata cosa semplice. Leggendo le note del Road Book di gara con una piccola torcia ci siamo così fatti strada fino alla fine della tappa, rimanendo veramente impressionati dal pubblico presente a lato delle strade anche a notte inoltrata.

Giusto un paio di ore di sonno ed è arrivato il momento più difficile della 1000 Miglia 2014: le quasi 16 ore di guida che ci hanno portato dalla provincia di Padova a Roma, passando per l’Aquila, un estenuante viaggio di oltre 775 chilometri. Il percorso anche in questo caso non è stato dei più semplici, con alcuni passaggi complessi e moltissime prove cronometrate, oltre alle, da noi temute, prove di media. Proprio le prove di media sono risultate molto complesse visto che abbiamo dovuto destreggiarci unicamente con il calcolo via GPS della percorrenza, senza avere veri e propri strumenti collegati alle ruote dell’auto che sicuramente ci avrebbero aiutato. Dopo essere passati a San Marino siamo subito ripartiti alla volta di Rimini, della provincia di Pesaro Urbino per poi arrivare ad Ancona, continuando poi per Ascoli Piceno e dirigendoci verso L’Aquila. Grande afflusso di pubblico in tutte le città toccate dalla Mille Miglia nonostante si trattasse di una giornata lavorativa, con l’arrivo a Roma che ha segnato l’apice della nostra giornata tra una folla in visibilio davanti alla nostra bellissima Alfa Romeo 6C 1750 GS Zagato.

Usciti dalla Città Eterna, dopo il consueto passaggio sul palco di Castel Sant’Angelo ed al Colosseo, abbiamo dormito giusto un paio d’ore con ancora il frastuono del nostro sei cilindri sovralimentato in testa prima che la sveglia ci ricordasse che era ora di partire verso Bologna. Nella sosta romana la nostra classifica era buona, ma per arrivare al podio dovevamo rimanere concentrati e lottare fino alla fine. Partiti dalla Capitale, con moltissime pressioni psicologiche, tanta tensione e con decine di ore di sonno arretrate, siamo arrivati a Siena in corteo con altre due Alfa Romeo 6C, in Piazza del Campo, dove purtroppo (ma anche per fortuna) non abbiamo avuto neanche il tempo di emozionarci per le migliaia di persone accorse a vedere la Mille Miglia, rimanendo concentratissimi senza quasi neanche accorgerci di quello che stava succedendo attorno a noi.

1000 Miglia 2014 Alfa Romeo 6C 1750 GS Zagato

Solo il tempo di sentire voi lettori, che ci siete venuti a salutare calorosamente anche in questa città, oltre che lungo tutto il percorso, e siamo subito dovuti ripartire per Pisa, avvicinandoci ad uno dei passaggi critici della nostra gara: i passi della Futa e della Raticosa. Proprio in questo frangente abbiamo riscontrato molte difficoltà ma, nonostante la pioggia che ci ha bagnati in salita, il freddo e qualche problema alla vista causato dalla fuliggine dei mezzi anteguerra, siamo riusciti a dare il meglio. Alessandro Gamberini si è impegnato fino all’ultimo istante guidando in maniera assolutamente impeccabile ed evitando le manovre di alcuni guidatori di passaggio distratti che ci hanno fatto rischiare più di un incidente. Proprio in questa tappa abbiamo rischiato prima un tamponamento, per via di un automobilista che ci ha tagliato la strada negandoci la precedenza, dovendo poi evitare più di una persona che, noncurante della presenza delle auto in strada, attraversava senza nemmeno guardarsi attorno. Oltre a questo però nelle diverse centinaia di chilometri di questa tappa abbiamo visto tantissimi appassionati, qualcuno vestito anche in modi molto strani, come un Vichingo e dei Tirolesi in abiti tipici con trombe al seguito che suonavano per salutare le auto storiche.

L’arrivo a Bologna, città natale di Alessandro, ci ha emozionato, con l’organizzazione cittadina che in questo caso ha peccato, facendo passare sulla pedana di Piazza Maggiore non i protagonisti della corsa, ma il primo gruppo di automobili giunte in città che, in media, non aspiravano a posizioni importanti in classifica. Proprio a Bologna a dividere le vetture dal pubblico non c'erano transenne e ci siamo immediatamente accorti di come la gente apprezzasse la nostra Alfa Romeo 6C 1750 non appena ci siamo trovati letteralmente circondati da centinaia di persone che volevano vedere e fotografare un gioiello dell'automobilismo italiano.

Finalmente, dopo quattro o cinque ore di meritato riposo, è arrivata l’ultima tappa della nostra Mille Miglia, sicuramente la più importante. Le classifiche parlavano chiaro a Bologna: eravamo quinti e ci serviva una difficile rimonta per arrivare a podio. Senza neanche fare colazione, ci siamo calati nell’abitacolo dell’Alfa Romeo 6C 1750 GS Zagato del Museo di Arese e da quel momento, fino a Brescia, siamo rimasti concentratissimi, con la mente sgombra da ogni pensiero. Alessandro ogni tanto perdeva la concentrazione, volendo controllare le classifiche, ma dopo qualche nostro colorito richiamo è subito tornato a concentrarsi verso il nostro obiettivo: Brescia. Nelle ultime prove cronometrate un attimo di panico ci ha congelato: le regolazioni dei nostri strumenti per la misurazione dei tempi non corrispondevano. Fortunatamente ci siamo subito accorti del problema, segnalandolo ad Alessandro che, dopo essersi fermato ed aver controllato tutto, ha corretto il suo strumento sincronizzandolo con il nostro e segnando così una prova praticamente perfetta: avevamo conquistato il primo posto nella classifica delle penalità, serviva solo arrivare in tempo a Brescia. Senza perdere neanche un attimo abbiamo corso, scortati in alcuni casi dalla Polizia, fino a Brescia, rispettando però sempre le regole della strada, fermandoci a stop e semafori, contrariamente da quanto fatto da altri concorrenti meno assennati. Gli incidenti purtroppo, non sono mancati alla Mille Miglia 2014, con diversi esempi di automobili più o meno danneggiate che hanno caratterizzato anche questa edizione.

Siamo così arrivati a Brescia con circa mezz’ora di anticipo sul Controllo Orario: volevamo tenerci del margine per essere sicuri. Proprio negli ultimi istanti di gara però tutto ha rischiato di sgretolarcisi tra le mani, con tantissime auto che sono arrivate insieme dai giudici di percorso. Così sono saltato fuori dall’abitacolo con la nostra tabella e correndo, facendomi strada tra gli altri concorrenti, sono arrivato alle 12:06 esatte al tavolino del Controllo Orario, imponendo con prepotenza il nostro arrivo e facendo segnare l’ora corretta sulla nostra tabella: avevamo vinto la Mille Miglia.


1000 Miglia 2014 Alfa Romeo 6C 1750 GS Zagato

Una vittoria rovinata solo da una nota stonata, il coefficiente di una Lancia Lambda tipo 221 Spider, superiore di 0.15 rispetto al nostro: questo non per colpa della nostra vettura, ma per una decisione presa negli ultimi giorni dalla direzione di gara a favore della Lancia Lambda. Le nostre penalità erano solo 302: siamo stati i migliori di tutta la gara, sappiamo di aver dato il meglio di noi e che più di così proprio non potevamo fare, non rimpiangiamo assolutamente nulla. Una decisione presa dagli organizzatori e criticata, oltre che dagli altri concorrenti, anche dal pubblico, con la premiazione che è stata una vera e propria vittoria morale per noi, acclamati ed applauditi molto più che i vincitori di questa gara di “regolarità”.

Un’esperienza davvero unica, con un successo all’esordio che personalmente non avrei mai neanche osato sognare, con parte del merito che è sicuramente da assegnare all’ottimo supporto tecnico e logistico offertoci da Alfa Romeo Automobilismo Storico, con il meccanico assegnato alla nostra vettura, Alessandro Rigoni che ci ha consegnato un’automobile straordinaria, con Paola Lanati e Stefano Agazzi che ci hanno supportato durante tutto questo lunghissimo viaggio, così come tutti gli altri fondamentali componenti della Squadra Alfa Romeo, nessuno escluso. Complimenti anche all'equipaggio composto da Fabio Salvinelli e Maurizio De Marco, che, concludendo al sesto posto ha piazzato la seconda Alfa Romeo ufficiale nelle prime posizioni della Mille Miglia 2014, ma anche a Gaetano Derosa e Laura Confalonieri di Ruoteclassiche che hanno gareggiato a bordo di un'Alfa Romeo 2000 Sportiva. Un ringraziamento particolare va però fatto anche a Leonardo Fabbri che ci ha supportato, e sopportato, durante tutto il percorso, seguendoci in moto con una dedizione impressionante. Un grazie anche a tutti voi lettori, che siete scesi in strada per salutarci personalmente, urlando il mio nome ed incitandoci in tutti gli angoli d’Italia. Tantissimi di voi, oltre a tifarci, ci hanno scattato delle fotografie: se ancora non ce le avete mandate, scriveteci a suggerimenti@autoblog.it e le aggiungeremo, citandovi, nell'articolo dedicato a voi lettori insieme a tutte le altre immagini della nostra 1000 Miglia, ripercorrendo i quasi 1.900 chilometri della nostra avventura con le vostre fotografie.

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