Volkswagen, utili in calo e margini sotto pressione
Volkswagen chiude il primo trimestre 2026 con ricavi e utili in calo. Blume e Antlitz annunciano una trasformazione radicale
Il gruppo Volkswagen conferma le difficoltà emerse nelle ultime settimane: il primo trimestre 2026 evidenzia un netto peggioramento della redditività e rafforza la necessità di una trasformazione profonda del modello industriale e operativo del colosso tedesco.
Conti in peggioramento: pesano dazi, concorrenza e rallentamento globale
Nei primi tre mesi del 2026, le consegne del gruppo sono scese del 4% a 2,05 milioni di veicoli, mentre i ricavi hanno registrato un calo del 2,5%, fermandosi a 75,66 miliardi di euro.
Peggiora soprattutto la redditività. L’utile operativo è diminuito del 14,3% a 2,46 miliardi di euro, con il margine operativo sceso dal 3,7% al 3,3%. A pesare sono stati soprattutto le svalutazioni legate alla Volkswagen ID.4 negli Stati Uniti e l’impatto dei dazi americani sui marchi premium del gruppo, in particolare Audi e Porsche.
Anche l’utile netto ha subito una forte contrazione, scendendo del 28,4% a 1,56 miliardi di euro.
Arrivano però segnali incoraggianti sul fronte della cassa. Grazie a un maggiore controllo dei costi e a minori esborsi fiscali, i flussi di cassa delle attività automobilistiche sono tornati positivi per 1,99 miliardi di euro, contro i -828 milioni registrati un anno fa.
Skoda e Cupra tengono, Porsche continua a rallentare
Non tutte le divisioni del gruppo hanno però registrato risultati negativi. Il Core Brand Group, che comprende Volkswagen, Skoda Auto, SEAT e Cupra, ha migliorato l’utile operativo del 38% fino a 1,5 miliardi di euro, raggiungendo un margine del 4,4% grazie alle misure di riduzione dei costi.
Anche il gruppo Progressive, che include Audi, Lamborghini e Bentley, ha beneficiato delle ristrutturazioni interne e di minori accantonamenti legati alle normative sulle emissioni.
Situazione più complicata invece per Porsche, che continua a perdere terreno: l’utile operativo è sceso da 700 a 500 milioni di euro, mentre il margine è calato dall’8,7% al 7%.
Restano inoltre in perdita sia la divisione software Cariad, con un rosso di 420 milioni, sia il business delle batterie, che registra perdite per 230 milioni di euro.
Blume e Antlitz: “Serve una trasformazione radicale”
L’amministratore delegato Oliver Blume ha ammesso apertamente che il contesto globale resta estremamente complesso.
“Guerre, tensioni geopolitiche, barriere commerciali, normative più severe e concorrenza intensa stanno creando ostacoli”, ha dichiarato il manager, sottolineando però come la nuova offensiva di prodotto e la disciplina sui costi stiano iniziando a produrre risultati concreti.
Secondo Blume, però, questo non basta più. Volkswagen dovrà “evolvere costantemente il proprio modello di business”, adattando prodotti, tecnologie e produzione alle esigenze dei singoli mercati regionali.
Ancora più diretto il direttore finanziario Arno Antlitz, secondo cui il margine operativo attuale “rimane troppo basso”.
Per Antlitz, il gruppo dovrà avviare una trasformazione strutturale profonda, puntando su:
- riduzione dei costi industriali;
- semplificazione delle piattaforme;
- meno complessità nella gamma prodotti;
- taglio dei livelli decisionali interni;
- maggiore efficienza produttiva;
- sviluppo tecnologico più rapido.
Il manager ha inoltre ammesso che i programmi di efficientamento già avviati “non sono più sufficienti” dopo i profondi cambiamenti del mercato globale negli ultimi 18 mesi.
Le prospettive per il 2026
Per l’intero 2026, Volkswagen mantiene una previsione prudente: il gruppo si aspetta ricavi stabili oppure in crescita fino al 3%, con un margine operativo compreso tra il 4% e il 5,5%.
Restano però molte incognite legate a tensioni geopolitiche, guerre commerciali, volatilità dei prezzi energetici e delle materie prime, oltre all’intensificarsi della concorrenza globale, soprattutto nel settore elettrico.