Tesla Semi entra davvero in produzione, il primo camion esce dalla nuova linea

Tesla ha prodotto il primo Semi sulla nuova linea ad alta capacità del Gigafactory Nevada. Dopo anni di ritardi, il camion elettrico entra finalmente nella fase di produzione

Tesla Semi entra davvero in produzione, il primo camion esce dalla nuova linea
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Renato Terlisi
Pubblicato il 30 apr 2026

Tesla ha ufficialmente prodotto il primo Semi Truck sulla nuova linea produttiva ad alta capacità del Gigafactory Nevada, segnando una tappa fondamentale per uno dei progetti più travagliati della storia recente del marchio.

L’immagine pubblicata sull’account ufficiale Tesla Semi conferma infatti l’avvio della produzione nella nuova fabbrica dedicata da circa 1,7 milioni di piedi quadrati, costruita accanto all’impianto di Sparks, in Nevada.

Dal prototipo ai ritardi: la lunga storia del Tesla Semi

Presentato nel 2017, il Tesla Semi sarebbe dovuto arrivare sulle strade già nel 2019. In realtà il progetto ha accumulato continui rinvii, passando prima al 2020, poi al 2021 e infine al 2022, anno in cui Tesla consegnò soltanto alcune unità pilota a PepsiCo.

Quei primi camion erano praticamente assemblati a mano. Negli anni successivi Tesla ha lavorato per ottimizzare il progetto, riducendo il peso del veicolo di circa 450 kg e sviluppando una linea produttiva completamente dedicata.

A febbraio 2026 sono arrivate anche le specifiche definitive:

  • Standard Range con autonomia fino a 325 miglia
  • Long Range con autonomia fino a 500 miglia

Entrambe le versioni mantengono il peso massimo combinato americano di circa 82.000 libbre. Tesla ha fissato il prezzo della variante Long Range a circa 290.000 dollari, mentre la Standard Range dovrebbe partire da circa 260.000 dollari, diventando di fatto il camion elettrico Classe 8 più economico della categoria.

Produzione di massa e ricarica ultra rapida

Il vero salto di qualità è però rappresentato dalla nuova linea ad alta capacità. La fabbrica del Nevada è stata progettata per arrivare fino a 50.000 camion l’anno, anche se Tesla procederà inizialmente con una crescita graduale dei volumi.

Uno dei vantaggi principali è la forte integrazione produttiva: le celle batteria 4680 utilizzate dal Semi vengono prodotte direttamente nello stesso complesso industriale. Una soluzione che permette a Tesla di ridurre i problemi di approvvigionamento che negli ultimi anni avevano rallentato il progetto.

Il Tesla Semi utilizza un sistema a tre motori elettrici da oltre 1.000 CV e supporta la ricarica tramite i nuovi Megacharger da 1,2 MW. Secondo Tesla, in circa 30 minuti è possibile recuperare il 60% dell’autonomia, un tempo studiato anche in funzione delle pause obbligatorie per gli autisti negli Stati Uniti.

Nel frattempo la rete Megacharger continua ad espandersi: la prima stazione è già operativa in California e Tesla ha pianificato decine di punti di ricarica in vari stati americani.

Tesla accelera mentre i rivali rallentano

L’arrivo della produzione su larga scala potrebbe cambiare gli equilibri nel settore dei camion elettrici pesanti. Marchi come Daimler, Volvo e PACCAR hanno già modelli elettrici sul mercato, ma spesso con autonomie inferiori e prezzi più elevati. Nikola, che sembrava poter diventare uno dei principali concorrenti di Tesla, è invece finita in bancarotta.

Anche sul fronte della domanda il Semi sembra partire forte. Nel programma californiano Clean Truck & Bus Voucher, Tesla ha raccolto quasi tutte le richieste di incentivi dedicate ai camion elettrici pesanti tra il 2025 e il 2026.

Intanto cresce anche l’ecosistema attorno al mezzo: alcune aziende stanno già preparando formule “Semi as a Service”, con camion, infrastruttura di ricarica ed energia inclusi in un canone mensile pensato per abbattere i costi iniziali delle flotte.

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