Una Jaguar del 1960 esce dal garage dopo 53 anni: riusciranno a riaccenderla?

Una Jaguar Mark II 3.8 del 1960 torna alla luce dopo 53 anni di inattività. Ecco la storia della berlina britannica, il tentativo di riavvio e le sue sorprendenti condizioni

Una Jaguar del 1960 esce dal garage dopo 53 anni: riusciranno a riaccenderla?
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Giorgio Colari
Pubblicato il 29 giu 2026

Ci sono automobili che raccontano un’epoca anche quando restano immobili per decenni. È il caso di una Jaguar Mark II 3.8 del 1960, rimasta ferma per oltre 53 anni prima di rivedere finalmente la luce del sole. La storica berlina britannica ha trascorso prima circa trent’anni in un fienile e successivamente altri vent’anni all’interno di un garage, dove è rimasta dimenticata fino a oggi.

La sua storia ha attirato l’attenzione degli appassionati di auto d’epoca, non solo per il lungo periodo di inattività, ma anche per le sorprendenti condizioni in cui il veicolo è stato ritrovato. Dopo oltre mezzo secolo senza circolare, il motore non risulta bloccato e gli interni conservano ancora gran parte dell’aspetto originale.

Una berlina inglese rimasta ferma dal 1973

L’ultima immatricolazione della vettura risale al 1973, un anno che segnò profondamente il mercato automobilistico mondiale. Con la crisi petrolifera e il forte aumento del prezzo dei carburanti, le grandi berline equipaggiate con motori di elevata cilindrata persero rapidamente interesse sul mercato. Per una vettura come la Jaguar Mark II 3.8, dotata di un sei cilindri in linea da quasi quattro litri, trovare un nuovo proprietario diventò estremamente difficile.

L’attuale proprietario acquistò l’auto nel 2004 dal secondo intestatario, con l’intenzione di restaurarla. Tuttavia, altri progetti automobilistici hanno sempre avuto la precedenza e la Jaguar è rimasta parcheggiata per oltre vent’anni nello stesso garage senza mai essere rimessa in moto. Solo recentemente è arrivato il momento di riportarla all’aperto.

Nonostante il lungo periodo di inattività, gli pneumatici hanno mantenuto sufficiente pressione da consentire lo spostamento dell’auto fuori dal garage, dove non vedeva la luce naturale da oltre due decenni.

Il primo tentativo di riportarla in vita

Prima di provare l’avviamento sono stati effettuati alcuni interventi essenziali. Sono state installate nuove candele, una batteria nuova e sostituito l’olio motore, nella speranza che il sei cilindri tornasse a funzionare dopo così tanti anni.

La buona notizia è arrivata quasi subito: il propulsore non è grippato e l’impianto di accensione produce regolarmente la scintilla. Il motore, però, non è riuscito ad avviarsi. Secondo chi ha seguito il recupero della vettura, sarà necessario l’intervento di uno specialista per individuare il problema e completare il lavoro di ripristino.

Nel frattempo la Jaguar ha ricevuto almeno il suo primo lavaggio dopo oltre mezzo secolo, eliminando lo spesso strato di polvere accumulato durante i lunghi anni trascorsi al coperto. Dal punto di vista della carrozzeria, la situazione appare migliore del previsto. Sono presenti alcuni punti di corrosione, in particolare su un parafango anteriore e sul cofano, ma la vettura non può essere considerata un relitto.

Gli interni rappresentano probabilmente l’aspetto più sorprendente: abitacolo, plancia e rivestimenti risultano ancora originali, trasformando questa berlina in una vera capsula del tempo.

Perché la Jaguar Mark II è ancora un’icona

Presentata alla fine degli anni Cinquanta, la Jaguar Mark II è ancora oggi una delle berline sportive più celebri della storia dell’automobile britannica. La versione 3.8 era la più potente della gamma e montava il famoso motore XK sei cilindri in linea, capace di sviluppare circa 220 CV.

Per l’epoca si trattava di prestazioni eccezionali: l’accelerazione da 0 a 100 km/h richiedeva circa 8,5 secondi, mentre la velocità massima superava i 200 km/h. Numeri che contribuirono a renderla una delle berline più veloci del suo tempo e le valsero anche una certa fama nella cultura popolare, tanto da essere spesso associata ai film polizieschi britannici degli anni Sessanta.

Oggi, con il marchio Jaguar impegnato in una profonda trasformazione della propria gamma, modelli come la Mark II assumono un valore ancora maggiore agli occhi dei collezionisti. La speranza degli appassionati è che questa berlina possa presto tornare a percorrere le strade, riportando in vita non soltanto un’automobile rimasta ferma per oltre mezzo secolo, ma anche una delle pagine più affascinanti della storia del costruttore inglese.

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