Toyota crolla in Cina: vendite giù del 22,8% e settimo mese consecutivo in rosso
Toyota resta il primo costruttore mondiale, ma ad agosto perde il 22,8% in Cina. È il settimo mese consecutivo di calo nel più grande mercato automobilistico
Toyota continua a dominare il mercato automobilistico mondiale, ma c’è un Paese nel quale la sua tradizionale ricetta sembra funzionare sempre meno. È la Cina, dove ad agosto le vendite del gruppo sono precipitate del 22,8%, segnando il settimo mese consecutivo in calo.
Il dato assume ancora più peso considerando ciò che sta accadendo nel mercato cinese: i costruttori locali continuano a guadagnare terreno e le auto elettriche e ibride plug-in stanno assumendo un ruolo sempre più centrale. Uno scenario particolarmente complesso per Toyota, che ha costruito una parte importante del proprio successo internazionale sull’ibrido non ricaricabile.
A livello mondiale, agosto si è comunque chiuso con 790.743 Toyota e Lexus vendute, il 6,4% in meno rispetto allo stesso mese del 2025. La produzione è diminuita del 5,9%, fermandosi a 700.860 unità.
In Cina il calo continua da sette mesi
La flessione cinese non rappresenta un episodio isolato. Già a maggio Toyota aveva registrato un calo del 31,7%, con 102.300 vetture vendute. Il primo semestre si è poi concluso con 694.700 unità, in diminuzione del 17% rispetto all’anno precedente.
Il problema riguarda più generalmente i marchi giapponesi. La loro quota nel mercato cinese delle autovetture, pari al 22,6% nel 2021, è scesa al 12,1% nei primi otto mesi del 2026. I costruttori cinesi hanno seguito la traiettoria opposta: dal 41,2% del 2021 sono arrivati al 65,4% nel 2025 e al 66,2% nel 2026.
Il cambiamento riguarda soprattutto le motorizzazioni. Ad agosto nove delle dieci automobili più vendute in Cina erano esclusivamente elettriche, mentre la restante era disponibile sia a batteria sia come ibrida plug-in. I cosiddetti veicoli a nuova energia rappresenterebbero ormai il 65,2% delle vendite di autovetture.
Toyota accelera sull’elettrico
Il costruttore giapponese sta reagendo. Nel primo semestre il 63% delle Toyota vendute in Cina risultava elettrificato considerando insieme ibride, plug-in ed elettriche. Le sole BEV sono cresciute dell’83%, raggiungendo 65.100 esemplari.
Tra i modelli protagonisti c’è la bZ3X sviluppata insieme a GAC. Le due principali joint venture locali mostrano però andamenti differenti: FAW Toyota ha perso il 27,4% tra gennaio e agosto, scendendo a circa 273.700 vetture, mentre GAC Toyota ha beneficiato maggiormente della famiglia elettrica bZ.
Anche globalmente le elettriche Toyota stanno crescendo rapidamente: nei primi cinque mesi del 2026 ne sono state vendute 155.074, con un incremento del 138%. Nonostante questo balzo, rappresentavano ancora soltanto circa il 7% delle vendite complessive del costruttore.
Il problema non è globale
I numeri cinesi non significano che Toyota stia attraversando la stessa situazione ovunque. In Europa, nei primi otto mesi, il marchio ha totalizzato 495.085 immatricolazioni, con una crescita dello 0,3%, mentre ad agosto l’incremento è stato del 2,6%.
Anche il Giappone ha chiuso agosto positivamente, con un +9,1%. Negli Stati Uniti, primo mercato nazionale del gruppo, le vendite sono invece diminuite del 4,4%, mentre in Medio Oriente il calo ha raggiunto il 37,5%. Toyota rimane quindi il primo costruttore mondiale e dispone di una solidità finanziaria molto elevata. La Cina rappresenta però un segnale difficile da ignorare.
Proprio nel più grande mercato automobilistico, la rapidissima avanzata delle vetture ricaricabili sta mettendo sotto pressione una strategia basata soprattutto sull’ibrido tradizionale. Toyota sta aumentando rapidamente le proprie elettriche, ma dopo sette mesi consecutivi di flessione la sfida è ormai recuperare terreno mentre i costruttori cinesi continuano ad avanzare.