Top Gear, Hammond racconta i tre episodi che potevano finire in tragedia
Richard Hammond racconta i tre episodi più pericolosi vissuti durante Top Gear, tra inseguimenti, incidenti spettacolari e tensioni internazionali
Per anni milioni di spettatori hanno seguito le avventure di Top Gear chiedendosi quanto di ciò che vedevano sullo schermo fosse reale e quanto invece fosse costruito per esigenze televisive. Auto distrutte, sfide improbabili, viaggi estremi e situazioni al limite hanno contribuito a rendere il programma britannico un fenomeno globale.
A fare chiarezza è stato recentemente Richard Hammond, che in un video pubblicato sul canale DriveTribe ha deciso di raccontare alcuni dei momenti più controversi e pericolosi vissuti insieme a Jeremy Clarkson e James May.
Secondo il celebre conduttore, molte situazioni erano effettivamente studiate per intrattenere il pubblico. Altre, invece, sono sfuggite completamente di mano trasformandosi in episodi che ancora oggi vengono ricordati come tra i più delicati della storia del programma.
Quando uno scherzo in Alabama si trasformò in una fuga
Uno degli episodi più discussi risale allo speciale girato negli Stati Uniti. L’idea iniziale sembrava relativamente innocua: attraversare alcune zone dell’Alabama a bordo di vecchie auto americane decorate con scritte provocatorie e ironiche. Clarkson, Hammond e May pensavano di suscitare qualche reazione divertita o al massimo qualche commento poco amichevole. La realtà si rivelò molto diversa.
Dopo una sosta in una stazione di servizio, alcuni residenti locali interpretarono le scritte come un’offesa diretta. La tensione salì rapidamente e la situazione degenerò nel giro di pochi minuti. Secondo il racconto di Hammond, il gruppo si ritrovò circondato da persone ostili, con veicoli che arrivavano da ogni direzione e un lancio di oggetti contro la troupe.
La fuga divenne inevitabile. Nel caos generale, James May rimase persino bloccato a causa di una batteria scarica e fu necessario un intervento d’emergenza per rimettere in moto la sua auto prima di allontanarsi dalla zona. Una sequenza che sullo schermo appariva quasi surreale ma che, a quanto pare, fu molto più seria di quanto molti spettatori immaginassero.
L’incidente con la Rimac Concept One che poteva costargli la vita
Se l’episodio americano fu spaventoso, quello vissuto in Svizzera rischiò di avere conseguenze ancora più gravi. Durante le riprese di una cronoscalata, Hammond si trovava al volante della Rimac Concept One, una delle hypercar elettriche più avanzate dell’epoca.
Nel corso dell’ultima salita perse il controllo della vettura, che uscì di strada precipitando lungo un pendio per decine di metri. L’impatto fu devastante e l’auto prese fuoco poco dopo l’incidente. Fortunatamente il conduttore riuscì a uscire dall’abitacolo prima che le fiamme avvolgessero completamente la vettura. Hammond riportò una frattura a una gamba e venne trasportato in ospedale con l’elicottero.
L’episodio fece rapidamente il giro del mondo e suscitò grande preoccupazione tra gli appassionati. Con il passare del tempo lo stesso Hammond ha raccontato come il fondatore della casa croata, Mate Rimac, abbia visto nella vicenda anche un lato positivo: la struttura dell’auto aveva protetto efficacemente il conducente nonostante la violenza dell’impatto.
La tensione in Argentina e il caso della targa della Porsche
Tra tutti gli episodi ricordati dal conduttore, quello vissuto in Argentina resta probabilmente il più delicato dal punto di vista umano. Durante uno speciale sudamericano, la troupe venne coinvolta in una forte polemica legata alla targa di una Porsche guidata da Jeremy Clarkson.
Alcuni interpretarono la combinazione alfanumerica come un riferimento alla guerra delle Falkland, tema ancora estremamente sensibile nel Paese. La situazione si aggravò rapidamente e divenne anche un caso politico. Secondo Hammond, la troupe si ritrovò improvvisamente al centro di proteste e manifestazioni sempre più aggressive. I tre conduttori vennero evacuati per motivi di sicurezza, mentre il resto della produzione dovette affrontare un viaggio particolarmente complicato per lasciare il Paese.
Blocchi stradali, tensioni e momenti di forte apprensione trasformarono quella che doveva essere una normale produzione televisiva in una delle esperienze più traumatiche vissute dal team.
Il vero miracolo di Top Gear
Guardando indietro, Hammond sostiene che l’aspetto più sorprendente non sia rappresentato dalle polemiche o dai problemi incontrati durante le riprese. Ciò che ancora oggi lo colpisce è il fatto che, nonostante anni di viaggi in ogni parte del mondo, migliaia di chilometri percorsi e produzioni estremamente complesse, nessuna persona esterna al programma sia mai rimasta gravemente ferita.
Tra villaggi africani, strade asiatiche, deserti, montagne e città affollate, la troupe di Top Gear ha spesso lavorato in condizioni difficili e imprevedibili. Lo stesso Hammond ha pagato più volte il prezzo di questa ricerca dello spettacolo con incidenti e infortuni, ma il bilancio complessivo resta sorprendentemente positivo.
A distanza di anni, quelle avventure continuano ad alimentare il mito di Top Gear, un programma che ha rivoluzionato il modo di raccontare il mondo dell’automobile e che, dietro le risate e l’intrattenimento, nascondeva spesso situazioni molto più reali e pericolose di quanto il pubblico potesse immaginare.