La miglior auto di Hammond in pezzi nel garage: parte il restauro dopo 20 anni
Richard Hammond riprende il restauro del suo Land Rover Series I del 1956 dopo oltre vent'anni: la serie su Drivetribe mostra il rifacimento del motore con esperti e dettagli tecnici
Il mondo di Richard Hammond è da sempre pieno di auto iconiche, restauri complicati e progetti rimasti in sospeso per anni. Ma questa volta il celebre volto di Top Gear e The Grand Tour ha deciso di tornare su una delle storie più particolari della sua collezione personale: una storica Land Rover Serie 1 smontata pezzo per pezzo e rimasta in garage per oltre due decenni.
L’auto in questione non è una semplice vettura da collezione. Per Hammond rappresenta qualcosa di più profondo: il modello che, dopo un famoso sondaggio televisivo di Top Gear, era stato definito come la “più grande auto mai costruita”. Un titolo simbolico che lo stesso conduttore aveva contribuito a difendere, scegliendola tra altre leggende come la McLaren F1 e la Ford Mustang.
Il progetto nato da Top Gear e mai completato
La storia parte da lontano. Durante uno degli storici sondaggi del programma, il pubblico britannico aveva incoronato la Land Rover come “miglior auto di sempre”. Una scelta che aveva colpito Hammond al punto da spingerlo ad acquistare proprio l’esemplare protagonista della trasmissione.
Da lì l’idea: restaurarla completamente. Un progetto ambizioso, iniziato con entusiasmo ma rimasto presto incompiuto. Il veicolo è stato smontato completamente, rivetto dopo rivetto, con ogni componente catalogato e conservato in scatole. Poi il silenzio. Oggi, a distanza di oltre 20 anni, il progetto torna improvvisamente in vita. Hammond ha deciso di rimettere mano a quell’auto rimasta “in sospeso”, trasformandola in una nuova serie dedicata al restauro.
Il ritorno in officina: il restauro riparte dal motore
Il primo passo del progetto riguarda il cuore della vettura: il motore. Si tratta di un’unità 1.6 litri da circa 50 cavalli, semplice ma iconica, che rappresenta perfettamente la filosofia dell’auto originale.
Il lavoro viene seguito insieme a un esperto tecnico, con un approccio estremamente metodico e quasi didattico. L’obiettivo non è solo rimettere in funzione il propulsore, ma riportarlo alle condizioni originali, rispettando ogni dettaglio tecnico.
Il progetto è raccontato attraverso la piattaforma Drivetribe, con un formato più lento e tecnico rispetto ai contenuti televisivi a cui Hammond è abituato. L’idea è quella di mostrare ogni fase del processo, senza scorciatoie o montaggi rapidi.
Un restauro lungo e quasi “filosofico”
Quello che rende questo progetto diverso da altri restauri è il suo approccio. Non si tratta di un’operazione rapida o puramente estetica, ma di un lavoro lungo e dettagliato che coinvolge ogni singolo componente.
Hammond stesso ha ammesso che questo tipo di contenuto non è per tutti, proprio per il livello di dettaglio tecnico. Ma per gli appassionati rappresenta un’occasione rara: vedere una vettura storica rinascere pezzo dopo pezzo, con un approccio quasi artigianale. Il motore, una volta completato, dovrebbe tornare a funzionare come una “unità impeccabile”, secondo le parole dello stesso Hammond, con un carattere vicino a quello di un’unità di epoca classica.
Il progetto segna anche un ritorno alle origini per il conduttore, che negli anni ha sempre mostrato una forte passione per le auto classiche, dai modelli sportivi giapponesi alle icone britanniche. Questa Land Rover, però, ha un significato particolare: non è solo un mezzo storico, ma un progetto personale rimasto in sospeso per troppo tempo e finalmente riportato alla luce.