Prahovo, il Danubio svela i relitti della Seconda guerra mondiale

Danubio in secca, riemergono i relitti della Seconda guerra mondiale: a Prahovo affiorano le navi tedesche affondate nel 1944

Prahovo, il Danubio svela i relitti della Seconda guerra mondiale
G D
Giulia Darante
Pubblicato il 3 ago 2026

Il caldo persistente e il conseguente abbassamento del livello delle acque del Danubio stanno riportando alla luce una delle testimonianze più suggestive della Seconda guerra mondiale. Nei pressi di Prahovo, nella Serbia orientale, emergono infatti i relitti di decine di navi da guerra tedesche affondate nel 1944 dagli stessi equipaggi della Wehrmacht durante la ritirata davanti all’avanzata dell’Armata Rossa.

Si tratta di una scena che si ripete ormai ogni estate particolarmente secca. Con il livello del fiume in costante diminuzione, le carcasse metalliche riaffiorano dall’acqua, ricordando uno degli episodi meno conosciuti del conflitto sul fronte balcanico. A riportare l’attenzione sul fenomeno è stato il settimanale tedesco Focus, che ha ricostruito la storia di questi relitti e dei progetti avviati per la loro rimozione.

Nell’autunno del 1944 le forze tedesche erano in ritirata sia via terra sia lungo il Danubio. Per impedire che il materiale bellico cadesse nelle mani dell’Armata Rossa, gli equipaggi ricevettero l’ordine di autoaffondare le proprie imbarcazioni. L’obiettivo era anche quello di creare una barriera artificiale capace di ostacolare la navigazione delle truppe sovietiche lungo il secondo fiume più lungo d’Europa.

A distanza di oltre ottant’anni, quella decisione continua ad avere conseguenze concrete. I relitti rappresentano ancora un ostacolo alla navigazione commerciale, soprattutto nei periodi di magra, quando il livello dell’acqua si abbassa sensibilmente e rende più difficoltoso il passaggio delle navi.

Per risolvere il problema è stato avviato un progetto sostenuto dall’Unione europea attraverso il Quadro di investimenti per i Balcani occidentali (WBIF), con il supporto della Banca europea per gli investimenti (BEI). L’iniziativa prevede il recupero dei 21 relitti ritenuti più pericolosi per la navigazione, all’interno di un tratto di circa cinque chilometri del Danubio nei pressi di Prahovo.

Le prime operazioni sono già iniziate nel 2024. Alcune imbarcazioni sono state estratte utilizzando funi e mezzi specializzati, dopo essere state liberate dal fango e dai sedimenti accumulati in decenni. Secondo le autorità serbe, le moderne tecnologie consentono oggi interventi che in passato sarebbero stati estremamente complessi o addirittura impossibili.

Il recupero, tuttavia, presenta notevoli difficoltà. Sul fondo del Danubio erano presenti circa 200 relitti, tra navi da guerra, chiatte, rimorchiatori e imbarcazioni da trasporto. Molte delle unità militari potrebbero contenere ancora munizioni inesplose, rendendo necessarie operazioni estremamente delicate affidate a sommozzatori specializzati e squadre di artificieri. In alcuni casi, le dimensioni dei relitti rendono impossibile il recupero completo: per queste imbarcazioni si è scelto di interrarle più in profondità nel letto del fiume, così da eliminare il rischio per il traffico navale.

L’intervento ha anche un’importante valenza economica. Prima dell’avvio del progetto, la presenza dei relitti provocava rallentamenti e limitazioni alla navigazione commerciale, con perdite stimate in circa cinque milioni di euro all’anno per la Serbia. Nel luglio 2024 la BEI ha stanziato una sovvenzione da 16 milioni di euro per sostenere i lavori, che dovrebbero concludersi entro il 2028. L’obiettivo è rendere il Danubio più sicuro e competitivo come via di trasporto, favorendo lo spostamento di una quota crescente del traffico merci dalla strada alle vie d’acqua e contribuendo allo sviluppo della navigazione interna nell’intera regione balcanica.

Ti potrebbe interessare: