BYD Racco, la piccola elettrica che sfida il Giappone: parte l'offensiva nel regno delle kei car

BYD lancia la Racco, la sua prima kei car elettrica sviluppata per il Giappone. Prezzo competitivo, fino a 320 km di autonomia e l'obiettivo di conquistare uno dei mercati più difficili al mondo

BYD Racco, la piccola elettrica che sfida il Giappone: parte l'offensiva nel regno delle kei car
R T
Renato Terlisi
Pubblicato il 31 lug 2026

BYD alza ulteriormente l’asticella della propria espansione internazionale e sceglie una delle sfide più difficili in assoluto: conquistare il mercato giapponese delle kei car, un segmento storicamente dominato dai costruttori locali. Il colosso cinese ha infatti presentato la nuova BYD Racco, una citycar elettrica sviluppata appositamente per rispettare gli standard della categoria più popolare in Giappone.

L’obiettivo è ambizioso. Le kei car rappresentano circa il 40% delle immatricolazioni di auto nuove nel Paese e, fino a oggi, il segmento è stato quasi esclusivamente appannaggio dei marchi giapponesi. Con la Racco, BYD diventa il primo costruttore straniero a entrare in questo mercato con un modello progettato specificamente per questa categoria.

Una kei car progettata per il Giappone

La BYD Racco non è l’adattamento di un modello già esistente, ma una vettura sviluppata pensando alle esigenze degli automobilisti giapponesi e alle severe regole che disciplinano le kei car, caratterizzate da dimensioni molto compatte e vantaggi fiscali.

Tra i punti di forza della nuova elettrica spiccano un’autonomia dichiarata fino a 320 chilometri e le porte posteriori scorrevoli, una soluzione molto apprezzata in Giappone per la praticità negli spazi ristretti e nei parcheggi cittadini.

Prezzo aggressivo per conquistare nuovi clienti

Per aumentare le proprie possibilità di successo, BYD ha scelto una politica di prezzo particolarmente competitiva.

La Racco viene proposta a partire da 1,95 milioni di yen prima di tasse e incentivi. Secondo il costruttore, il prezzo finale può scendere sotto la soglia dei 2 milioni di yen grazie agli aiuti disponibili, un livello considerato strategico per attirare gli acquirenti giapponesi.

Nonostante ciò, alcune rivali locali come la Nissan Sakura possono ancora risultare più convenienti dopo l’applicazione degli incentivi statali, grazie a contributi pubblici più elevati.

L’obiettivo è vendere 10.000 auto entro fine anno

BYD punta a sfruttare il lancio della Racco per rafforzare la propria presenza in Giappone, dove finora i risultati sono stati piuttosto contenuti.

L’azienda ha fissato un obiettivo di 10.000 ordini entro la fine del 2026, un traguardo che rappresenterebbe un importante salto di qualità rispetto ai circa 7.400 veicoli venduti nel Paese dal debutto del marchio nel mercato delle auto passeggeri, avvenuto nel 2023.

Secondo il presidente di BYD Auto Japan, Atsuki Tofukuji, il traguardo nasce dalla convinzione nelle potenzialità del modello e dalla volontà di sfruttare il forte interesse suscitato dal lancio.

Una sfida ai costruttori giapponesi

L’arrivo della Racco rappresenta molto più del debutto di una nuova citycar elettrica.

Entrare nel segmento delle kei car significa confrontarsi direttamente con marchi come Suzuki, Daihatsu, Honda e Nissan, protagonisti assoluti di una categoria che da decenni costituisce uno dei pilastri del mercato automobilistico giapponese.

Per BYD si tratta quindi di una mossa strategica destinata ad aumentare la notorietà del marchio in uno dei mercati più complessi e competitivi al mondo. Se la Racco riuscirà a convincere gli automobilisti giapponesi, potrebbe rappresentare un passaggio fondamentale nell’espansione internazionale del costruttore cinese e dimostrare che anche un produttore straniero può ritagliarsi spazio nel tradizionale regno delle kei car.

Ti potrebbe interessare: