Tesla, "Guida completamente autonoma" a un conducente che sta perdendo la vista.

La promozione del Cybertruck come soluzione per chi ha problemi di vista accende critiche: il sistema è classificato SAE Level 2, NHTSA indaga 3,2 milioni di veicoli e si apre un confronto su sicurezza, responsabilità e marketing

Tesla, "Guida completamente autonoma" a un conducente che sta perdendo la vista.
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Giorgio Colari
Pubblicato il 30 mar 2026

Nel mondo dell’automotive, la tensione tra Tesla e le autorità di regolamentazione si fa sempre più accesa, soprattutto quando il marketing incontra la questione cruciale della sicurezza. Oggi, la controversia ruota attorno alla promozione del sistema Full Self Driving – noto anche come FSD – e ai suoi limiti reali rispetto alle aspettative create dal brand di Elon Musk. Con ben 3,2 milioni di veicoli sotto indagine e oltre 80 infrazioni stradali documentate, la posta in gioco non è mai stata così alta.

La vicenda ai raggi X

Tutto è esploso a seguito di un video pubblicato dall’account ufficiale di Tesla North America. Protagonista del filmato è un acquirente di Cybertruck, identificato come Ricky, che racconta di aver ricevuto dal proprio oculista il consiglio di acquistare una vettura dotata di FSD proprio perché la sua vista era in peggioramento. Il test drive con la guida autonoma lo avrebbe definitivamente convinto, secondo la narrazione promossa dall’azienda.

Ma questa storia solleva interrogativi profondi e legittimi. Da un lato, la tecnologia di Full Self Driving resta ufficialmente ancorata alla classificazione SAE Level 2. Questo significa che, per quanto avanzato, il sistema può assistere il conducente in manovre di sterzata, accelerazione e frenata, ma richiede comunque la supervisione costante di una persona pienamente in grado di intervenire. Consigliare a soggetti ipovedenti di affidarsi a tale tecnologia rappresenta un messaggio che rischia di essere non solo fuorviante, ma potenzialmente pericoloso.

Non sorprende, quindi, che la NHTSA – la massima autorità americana per la sicurezza stradale – abbia intensificato le sue indagini. L’agenzia sta analizzando oltre 80 episodi di violazioni del codice legate all’uso del sistema di guida autonoma, un’attività che spesso precede richiami di massa da parte dei costruttori.

Rischi eccessivi

Il tema dell’eccessiva fiducia riposta nei sistemi automatizzati non è nuovo. Anche figure di spicco come Raffi Krikorian, ex responsabile dei progetti di veicoli autonomi per Uber e Mozilla, sono state coinvolte in incidenti mentre utilizzavano il FSD. Gli studi di settore sottolineano che il tempo medio di reazione umana – compreso tra i 5 e gli 8 secondi – è spesso insufficiente per affrontare situazioni di emergenza che richiedono risposte immediate.

Questa situazione mette in evidenza una contraddizione normativa non da poco. Se Tesla fosse davvero convinta che il proprio sistema sia affidabile al punto da sostituire la vista umana, la scelta logica sarebbe puntare a una riclassificazione a un livello superiore rispetto all’attuale SAE Level 2, come il livello 3 o oltre, assumendosi però tutte le responsabilità legali e assicurative che ne derivano. Continuare invece a promuovere il sistema per utilizzi che presuppongono una supervisione visiva compromessa, mantenendo la classificazione attuale, crea una pericolosa discrepanza tra il messaggio pubblicitario e la normativa vigente in materia di sicurezza.

La questione resta in sospeso

Le associazioni che rappresentano persone ipovedenti e i professionisti della salute, come gli oculisti, avvertono che suggerire un’auto come compensazione per una vista non sufficiente costituisce un’esposizione a rischi inaccettabili. La questione alimenterà certamente le indagini della NHTSA e darà impulso a un confronto più ampio tra industria automobilistica, enti di controllo e società civile. Il confine tra assistenza alla guida e automazione completa resta sfumato e ricco di insidie. In attesa di un quadro normativo più chiaro, il monito degli esperti rimane valido e imprescindibile: il conducente deve mantenere sempre la massima attenzione e la capacità di intervenire prontamente, a prescindere dalle promesse della tecnologia.

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