Elon Musk lancia la fabbrica da un terawatt per AI e satelliti

Elon Musk lancia Terafab: impianto da 20-25 miliardi ad Austin per produrre 1 terawatt di chip AI, supportare Tesla e SpaceX e alimentare una costellazione di satelliti.

Elon Musk lancia la fabbrica da un terawatt per AI e satelliti
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Giorgio Colari
Pubblicato il 25 mar 2026

“O costruiamo il Terafab, o non avremo i chip di cui abbiamo bisogno. Perciò costruiamo il Terafab”. Con questa dichiarazione netta, Elon Musk ha sintetizzato la portata strategica di un progetto che si preannuncia rivoluzionario: una mega-fabbrica di semiconduttori, destinata a sorgere ad Austin, con l’obiettivo di generare un terawatt di capacità di calcolo all’anno. Un dato che impressiona, se si considera che rappresenta circa 50 volte la produzione mondiale attuale di chip dedicati all’intelligenza artificiale. Questo ambizioso piano nasce dalla sinergia tra Tesla, SpaceX e xAI, segnando un deciso passo verso l’autosufficienza produttiva e l’integrazione verticale della filiera dei semiconduttori.

Ma la visione non si ferma qui: accanto alla fabbrica terrestre prende forma anche un piano che guarda allo spazio, con il progetto di realizzare satelliti orbitali dotati di enormi capacità computazionali. L’idea è quella di lanciare una costellazione di un milione di satelliti, ciascuno alimentato da pannelli solari giganteschi, capaci di garantire energia e potenza di calcolo continue. Questi due fronti – la fabbrica sulla Terra e l’infrastruttura nello spazio – rappresentano una sfida industriale e tecnologica senza precedenti, con implicazioni dirette sul futuro della guida autonoma, della robotica e della supremazia computazionale.

Gli impianti produttivi di Terafab saranno articolati su due linee strategiche: i processori AI5, pensati per applicazioni di guida autonoma e robotica umanoide, e i chip D3, progettati per resistere alle condizioni estreme delle applicazioni spaziali. La distribuzione della produzione sarà fortemente sbilanciata: l’80% della capacità sarà dedicata al settore spaziale, mentre il restante 20% verrà impiegato per applicazioni terrestri.

La scelta di costruire la fabbrica accanto allo stabilimento Tesla di Austin non è casuale. Si tratta di una strategia che mira a una integrazione verticale spinta: dalla progettazione alla litografia, dalla produzione delle memorie all’advanced packaging fino al collaudo finale, tutto avverrà sotto un unico tetto. Questo modello consente di ridurre drasticamente i tempi di sviluppo e di tutelare i segreti industriali, ma comporta anche rischi significativi, sia dal punto di vista finanziario che organizzativo, rispetto a chi preferisce affidarsi a giganti come TSMC o Samsung.

Dal punto di vista tecnologico, Terafab opererà con processi produttivi a 2 nanometri, tra i più avanzati oggi disponibili. Le prime produzioni in piccoli lotti sono attese entro il 2026, mentre la piena operatività dovrebbe essere raggiunta nel 2027.

L’ambizione spaziale del progetto apre scenari affascinanti ma anche controversi. SpaceX ha già presentato richiesta all’FCC per ottenere l’autorizzazione al lancio di una costellazione di circa un milione di satelliti orbitali dotati di intelligenza artificiale, ciascuno alimentato da pannelli solari lunghi fino a 150 metri e con una potenza di circa 100 kilowatt per unità. Secondo Elon Musk, nel giro di 2-3 anni il calcolo orbitale potrebbe diventare più conveniente rispetto ai data center terrestri, grazie all’energia solare continua e ai vantaggi offerti dalla posizione nello spazio.

Ancora più visionaria è l’idea di lanciare i satelliti direttamente dalla Luna, utilizzando un acceleratore elettromagnetico per sfruttare la minore gravità e ridurre così i costi di lancio. Tuttavia, questi progetti sollevano numerose sfide normative: dalla sicurezza dei lanci alla gestione dei detriti spaziali, fino alle regolamentazioni internazionali e alla sostenibilità economica, molti sono gli interrogativi ancora aperti.

Nel settore automotive, l’arrivo di processori proprietari come gli AI5 potrebbe rappresentare un’accelerazione decisiva per lo sviluppo di sistemi Full Self-Driving avanzati, robotaxi come Cybercab e il robot umanoide Optimus. Tuttavia, le previsioni produttive per Optimus – che oscillano tra 1 e 10 miliardi di unità all’anno – appaiono decisamente ottimistiche e probabilmente dovranno essere ridimensionate in futuro.

Non mancano, naturalmente, le critiche. Analisti e concorrenti sottolineano i costi colossali dell’investimento, le difficoltà tecniche di una fabbrica così integrata e i rischi geopolitici legati alla concentrazione di capacità produttiva in una sola area geografica. Elon Musk, tuttavia, continua a riconoscere l’importanza di partner strategici come TSMC, Samsung e Micron per le esigenze attuali.

In definitiva, Terafab rappresenta una scommessa di portata storica: se realizzata, potrebbe ridefinire completamente gli equilibri dell’industria dei semiconduttori e rivoluzionare l’infrastruttura computazionale globale. Tuttavia, tra la presentazione e la piena operatività si frappongono ostacoli tecnici, normativi e finanziari di rilievo. Una cosa è certa: Elon Musk ha aperto una nuova frontiera, puntando dal dominio dell’auto elettrica al controllo della potenza computazionale come vero capitale strategico del futuro.

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