Taglio accise carburanti, cosa succede dopo il 22 maggio
Il taglio delle accise sui carburanti è prorogato al 22 maggio ma a rischio proroga: possibili aumenti per benzina e diesel, pressioni dell'autotrasporto e scenari di finanziamento
Il tempo stringe per il taglio delle accise sui carburanti in Italia. Sebbene la misura abbia finora dato un po’ di respiro ai consumatori, la scadenza del 22 maggio 2026 si avvicina rapidamente, portando con sé il timore di un ritorno improvviso a prezzi record. Ecco un riepilogo dettagliato della situazione e dei motivi per cui le prossime ore saranno decisive per le tasche degli automobilisti.
La stangata alla porta: i nuovi prezzi attesi
Senza una proroga immediata da parte dell’Esecutivo, dal 23 maggio il ripristino della tassazione ordinaria provocherà un balzo automatico dei listini. Nello specifico, il prezzo della benzina salirà di 6,1 centesimi al litro, mentre per il diesel l’aumento sarà molto più pesante, pari a 24,4 centesimi.
In termini pratici, questo significa che al self-service potremmo trovare:
- la verde stabilmente intorno ai 2 euro al litro;
- il gasolio che rischia di sfondare la quota critica di 2,20 euro al litro.
Nonostante una lieve flessione del costo del diesel registrata a metà maggio, la pressione internazionale, con il Brent vicino ai 110 dollari al barile, rende lo scenario estremamente instabile.
Perché lo Stato ha le “mani legate” (per ora)
Il vero ostacolo a un rinnovo indolore dello sconto è di natura tecnica ed economica. Il Governo non può infatti attivare subito il meccanismo delle “accise mobili”, che permetterebbe di usare l’IVA incassata in più grazie ai rincari per abbassare le tasse sul carburante stesso. Questo accade perché i dati sulle entrate IVA di maggio saranno certi e disponibili solo nella seconda metà di giugno.
Per coprire un’eventuale proroga “ponte”, il Ministero dell’Economia deve quindi scovare fondi alternativi, come già fatto in precedenza utilizzando 150 milioni di euro derivanti dalle sanzioni dell’Antitrust.
Tra sciopero e decreti
La giornata del 22 maggio sarà il centro di gravità permanente della crisi. Oltre alla riunione del Consiglio dei Ministri, è fissato un incontro cruciale con le sigle dell’autotrasporto. La categoria ha già indetto uno sciopero dal 25 al 29 maggio, lamentando come i tagli alle accise siano stati classificati come “aiuti di Stato”, impedendo l’accesso ad altre forme di sostegno.
Il viceministro Edoardo Rixi ha comunque lasciato aperta una porta, annunciando la preparazione di un nuovo decreto che miri a colpire i rincari in modo più strutturato, evitando i paradossi burocratici nati con le misure precedenti.
Quantità vs Prezzo: il monito del Ministro
Mentre sul fronte della sicurezza degli approvvigionamenti il Ministro Gilberto Pichetto Fratin si dice tranquillo, confermando che il Paese non rimarrà a secco, la preoccupazione resta tutta concentrata sul valore economico. La crisi nel Golfo Persico ha sottratto circa il 20% dell’offerta mondiale di petrolio e gas, un vuoto che sta rimescolando gli equilibri globali e che rende quasi impossibile fare previsioni serene a lungo termine sul costo finale per l’utente.