Sangue Blu e Carbonio Forgiato, la folle metamorfosi della Ferrari Purosangue

RDB LA reinterpreta la Ferrari Purosangue con verniciatura Azzurro La Plata, kit Venuum in forged carbon, interni bianchi e V12 da 725 CV: estetica e valore collezionistico

Sangue Blu e Carbonio Forgiato, la folle metamorfosi della Ferrari Purosangue
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Giorgio Colari
Pubblicato il 19 mag 2026

Esiste un luogo, sospeso tra il riverbero del Pacifico e le colline di Hollywood, dove il concetto di “abbastanza” viene masticato e sputato via come un chewing-gum senza sapore. A Los Angeles, se guidi una Ferrari Purosangue, sei semplicemente uno dei tanti fortunati; ma se vuoi davvero che l’asfalto tremi al tuo passaggio, devi bussare alla porta del laboratorio di RDB LA. È qui che una delle creature più discusse e desiderate di Maranello ha subito una trasformazione che definire audace sarebbe un eufemismo, diventando un manifesto di stravaganza “americanissima” pronta a superare agevolmente la barriera del milione di dollari di valore.

Un omaggio argentino avvolto nel candore californiano

Il primo impatto con questa Purosangue è uno schiaffo cromatico di rara eleganza e sfrontatezza. La carrozzeria è stata interamente rivestita nella tonalità Azzurro La Plata, un chiaro e poetico omaggio alle scuderie argentine che correvano negli anni Cinquanta, trasformando il SUV in una nuvola carica di storia. Ma non lasciatevi ingannare dalla delicatezza del colore: l’anima di questa vettura è feroce.

Per contrastare la carrozzeria pastello, il proprietario ha preteso interni bianchi come il marmo, creando un contrappunto cromatico che eleva l’auto a vera e propria installazione d’arte moderna su quattro ruote. Tuttavia, il vero “crimine” di bellezza avviene quando lo sguardo scivola sui dettagli della carrozzeria, dove la fibra di carbonio smette di essere un materiale tecnico per diventare pura decorazione visiva.

L’estasi del carbonio forgiato firmata Venuum

Per rendere la Purosangue una vera “belva" stradale, il team di RDB LA ha scelto di installare un kit widebody di Venuum, un preparatore che non teme il confronto con i nomi più blasonati del tuning mondiale. Il risultato è un’esplosione di fibra di carbonio forgiata a vista che avvolge ogni centimetro della vettura: dal frontale completamente ridisegnato agli elementi aerodinamici anteriori, fino alla sezione del cofano che protegge il monumentale V12.

Le minigonne laterali e i passaruota allargati donano alla Ferrari una presenza visiva quasi eccessiva, amplificata da alette laterali che sembrano voler tagliare l’aria anche da ferma. A completare questa scultura in movimento, l’assetto è stato sensibilmente ribassato, incastonando la carrozzeria su enormi cerchi in lega neri che lasciano intravedere il guizzo giallo delle pinze dei freni.

Il cuore sacro del V12 e l’era delle “one-off”

Sotto questo abito stravagante e muscoloso, il cuore della Purosangue è rimasto intatto, quasi come se i preparatori avessero avuto timore di profanare il tempio di Maranello. Il V12 aspirato da 725 CV continua a ruggire senza bisogno di aiuti esterni, confermandosi come il vero centro di gravità permanente dell’auto.

Questa creazione californiana si inserisce in un momento magico per il Cavallino, che tra la presentazione della supercar unica HC25 e i test sulla Luce, il suo primo modello elettrico, non smette di dominare le cronache automobilistiche. Mentre il mondo ufficiale Ferrari esplora nuovi confini, l’aftermarket di lusso ha eletto la Purosangue a suo terreno di gioco preferito, dimostrando che, con abbastanza audacia e carbonio, anche la perfezione può essere portata oltre ogni limite immaginabile.

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