Volvo, c'è un paradosso: vende auto a benzina senza più produrre motori

Volvo continua a vendere auto a benzina ma ha già convertito o venduto tutte le sue fabbriche di motori termici

Volvo, c'è un paradosso: vende auto a benzina senza più produrre motori
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Giulia Darante
Pubblicato il 19 mag 2026

In un mercato automobilistico che oscilla tra proclami ambientalisti e brusche frenate sulle vendite di auto elettriche, la Volvo ha compiuto un passo che sembra uscito da un manuale di strategia d’avanguardia: il marchio svedese continua a vendere regolarmente vetture a combustione, ma non possiede più alcuna fabbrica dedicata alla produzione di motori termici. Si tratta di una scelta radicale che segna una linea di demarcazione netta rispetto al passato e che trasforma Volvo in uno dei pochi costruttori tradizionali pienamente devoti alla causa dell’elettrificazione.

Una metamorfosi industriale completa

La notizia, emersa dalle dichiarazioni di Anders Bell, Chief Engineering and Technology Officer di Volvo, rivela che i motori a combustione interna non sono più considerati parte della “tecnologia core” dell’azienda. Questo cambiamento non è rimasto solo sulla carta, ma ha avuto un impatto fisico sugli stabilimenti: le vecchie linee di produzione di motori a benzina e diesel sono state vendute o convertite per produrre motori elettrici.

Oggi, l’intera strategia manifatturiera di Volvo è pesantemente centrata sui veicoli elettrici (EV). Nonostante ciò, i listini della casa svedese pullulano ancora di modelli mild-hybrid e plug-in, specialmente in mercati come quello statunitense dove i SUV a benzina continuano a dominare le vendite.

Come sopravvive il “termico” senza fabbriche?

La domanda sorge spontanea: come può Volvo vendere auto a benzina se ha smesso di produrne i cuori meccanici? La risposta risiede in una nuova gestione della catena di fornitura. Volvo ha deciso di smettere di investire nello sviluppo di nuove unità termiche, preferendo affidarsi a partner esterni per la fornitura della tecnologia legata alla combustione, piuttosto che riavviare programmi di sviluppo interni.

Questo permette al marchio di mantenere la flessibilità necessaria per soddisfare la domanda attuale, mentre le proprie risorse ingegneristiche e produttive sono concentrate esclusivamente sull’architettura elettrica. Secondo Bell, i futuri modelli ibridi del marchio saranno comunque progettati per offrire un’esperienza di guida sempre più simile a quella di un’auto elettrica pura.

Obiettivo 2030: dritti per la propria strada

Questa ristrutturazione industriale avviene in un momento di grande incertezza in Europa, dove molti produttori chiedono di ammorbidire i divieti previsti per il 2035 a causa del rallentamento della domanda globale di EV. Tuttavia, Volvo sembra intenzionata a mantenere la rotta verso il traguardo di diventare un marchio completamente elettrico entro il 2030.

Mentre altre aziende cercano di bilanciare i propri programmi tra benzina e batterie, Volvo ha già fisicamente “tagliato i ponti” con il passato meccanico, ridisegnando fabbriche e team di ingegneri attorno a un futuro a zero emissioni. La scommessa è chiara: la fiducia che i mercati globali seguiranno l’esempio di nazioni come la Norvegia — dove l’elettrico ha già raggiunto quote di vendita vicine al 96% — è totale.

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