Suzuki Jimny Nomade, addio look da 4x4: ora sembra un GMC Typhoon degli anni '90

Suzuki Jimny Nomade si trasforma in un piccolo GMC Typhoon grazie a C.L. Link: fari quadrati, assetto ribassato e debutto al Tokyo Auto Salon 2027

Suzuki Jimny Nomade, addio look da 4x4: ora sembra un GMC Typhoon degli anni '90
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Renato Terlisi
Pubblicato il 9 ott 2026

Ci sono automobili che sembrano nate per attraversare montagne, guadare torrenti e affrontare sentieri impossibili. E poi ci sono preparatori capaci di stravolgerne la personalità, trasformando un fuoristrada in qualcosa di completamente diverso. È quello che è successo alla Suzuki Jimny Nomade, la variante a cinque porte dell’iconico 4×4 giapponese, protagonista di un’elaborazione che guarda direttamente all’America degli anni Novanta.

L’idea arriva da C.L. Link, specialista di Hiroshima conosciuto per gli accessori dedicati a Jimny e Toyota Land Cruiser, che ha collaborato con Ryo Ishikawa per realizzare un progetto decisamente fuori dagli schemi. Il risultato è un piccolo SUV dall’aspetto muscoloso, ispirato a uno dei modelli più particolari della storia automobilistica statunitense: il GMC Typhoon.

Il Jimny diventa un piccolo GMC Typhoon

Il riferimento stilistico è immediatamente riconoscibile. Il GMC Typhoon, commercializzato nei primi anni Novanta, era un SUV sportivo dall’aspetto squadrato e dall’assetto relativamente basso, lontanissimo dall’immagine tradizionale dei grandi fuoristrada americani.

Per ricrearne l’atmosfera, C.L. Link ha modificato profondamente il frontale della Jimny Nomade, sostituendo i caratteristici fari rotondi con elementi quadrati. La trasformazione comprende una nuova calandra e un paraurti specifico, studiati per conferire alla vettura un’espressione più severa e geometrica. Il cambiamento è così evidente da rendere quasi irriconoscibile il modello di partenza.

Anche la parte posteriore è stata rivisitata attraverso un pannello verniciato nella tinta della carrozzeria, un emblema dedicato, gruppi ottici oscurati e catarifrangenti rossi. Completa l’intervento uno scarico C.L. Link Type 1, pensato per accompagnare il nuovo carattere estetico con una sonorità differente.

Non è la prima volta che il Jimny diventa protagonista di trasformazioni nostalgiche. Il preparatore Damd, per esempio, ha già reinterpretato il piccolo Suzuki ispirandosi a modelli come Land Rover Defender e Mercedes Classe G. Questa volta, però, il riferimento è decisamente meno scontato.

Assetto ribassato e cerchi da 16 pollici

L’elaborazione non si limita alla carrozzeria. Per avvicinare ulteriormente la Jimny Nomade all’immagine dei SUV sportivi americani, C.L. Link ha scelto di ridurre l’altezza da terra. L’assetto è stato ribassato di 25 millimetri attraverso molle Eibach abbinate ad ammortizzatori Bilstein, una combinazione studiata per rendere la risposta della vettura più sostenuta.

Una scelta controcorrente per un modello conosciuto soprattutto per le proprie capacità fuoristradistiche, che il preparatore intende comunque preservare per quanto possibile. Le ruote adottano cerchi Union Rim TX da 16 pollici, firmati C.L. Link, abbinati a pneumatici Toyo Open Country H/T II nella misura 215/70 R16.

L’insieme restituisce un’immagine più stradale, con proporzioni che ricordano quelle dei SUV compatti americani di trent’anni fa.

Debutto al Tokyo Auto Salon 2027

La Suzuki Jimny Nomade trasformata sarà presentata ufficialmente al Tokyo Auto Salon 2027, in programma dal 15 al 17 gennaio presso il Makuhari Messe di Chiba, in Giappone.

La manifestazione rappresenta uno degli appuntamenti più importanti per il mondo delle elaborazioni automobilistiche giapponesi e offrirà al progetto una vetrina particolarmente prestigiosa. C.L. Link prevede di aprire gli ordini durante il salone, anche se non sono stati ancora comunicati prezzi, modalità di vendita o eventuali limiti alla produzione.

Resta dunque da capire quanto costerà trasformare una Jimny Nomade in una piccola reinterpretazione del GMC Typhoon. Una cosa, però, è già evidente: mentre molti proprietari cercano di rendere il Jimny sempre più estremo in fuoristrada, C.L. Link ha scelto la direzione opposta. Ha abbassato la carrozzeria, cambiato il volto dell’automobile e recuperato un’estetica dimenticata, dimostrando che anche la nostalgia americana può trovare una seconda vita in un piccolo fuoristrada giapponese.

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