Il Defender diventa militare: 32 sensori per renderlo più facile da guidare sul campo
Il Defender Wolf Series II punta al maxi contratto dell'esercito britannico: ha 32 sensori e sistemi automatici pensati per alleggerire il lavoro dei soldati
Più tecnologia per rendere la guida più semplice, non più complicata. È il principio seguito da Jaguar Land Rover con il Defender Wolf Series II, versione militare del fuoristrada britannico sviluppata anche per partecipare a una delle più importanti gare d’appalto lanciate dal Ministero della Difesa del Regno Unito.
Il MOD britannico sta cercando fino a 9.500 nuovi veicoli nell’ambito del programma Light Mobility Vehicle, con un contratto dal valore potenziale di 2 miliardi di sterline. L’obiettivo è sostituire progressivamente una flotta ormai anziana composta anche da Land Rover e Pinzgauer.
JLR vuole giocarsi la partita con l’erede di un mezzo legato da oltre settant’anni alle forze armate britanniche. Ma il nuovo Wolf è molto diverso dai fuoristrada militari essenziali del passato: dispone di 32 differenti sensori e viene apertamente presentato dall’azienda come un veicolo digitale.
Il terreno viene riconosciuto automaticamente
La complessità tecnologica potrebbe sembrare un limite per un mezzo destinato all’impiego militare. JLR sostiene esattamente il contrario: sono proprio elettronica e automazione a consentire al conducente di concentrarsi maggiormente sulla missione.
James Tooley, responsabile dell’integrazione dell’ingegneria del veicolo in JLR, ha spiegato a BFBS Forces News che utilizzando le modalità automatiche del Terrain Response il conducente non deve preoccuparsi continuamente di selezionare manualmente le impostazioni più appropriate.
Il Defender è infatti capace di riconoscere le caratteristiche del terreno e adattare di conseguenza diversi parametri della vettura. L’obiettivo dichiarato è ridurre il carico di lavoro del soldato durante gli spostamenti, soprattutto quando deve affrontare percorsi lunghi e impegnativi prima di raggiungere l’area operativa.
In altre parole, il militare dovrebbe arrivare a destinazione meno affaticato, senza dover gestire manualmente una lunga serie di regolazioni tipiche dei fuoristrada più tradizionali.
Airbag e protezione contro il ribaltamento
JLR punta anche sulla sicurezza passiva derivata dal Defender stradale. Il costruttore sottolinea la presenza di una struttura progettata per offrire un’elevata protezione in caso di ribaltamento e di diversi airbag.
La configurazione definitiva destinata eventualmente al Ministero della Difesa potrà comunque essere adattata alle esigenze operative, modificando anche alcuni dei sistemi di sicurezza presenti sulla vettura di serie.
La quantità di elettronica apre inevitabilmente anche il tema dell’affidabilità e della manutenzione. Secondo Jason Walters, specialista tecnico senior di JLR per le capacità fuoristradistiche, il vantaggio deriva proprio dall’origine commerciale della piattaforma.
Il Defender viene prodotto in grandi numeri e dispone già di strumenti diagnostici utilizzati dalla rete di assistenza internazionale. Secondo JLR, tecnologie analoghe potrebbero quindi permettere ai tecnici militari di individuare rapidamente i guasti, anziché rappresentare un ostacolo alla manutenzione sul campo.
Testato tra acqua, polvere e temperature estreme
Per dimostrare la robustezza della piattaforma, il Defender è stato sottoposto a prove dedicate all’impermeabilità, all’ingresso della polvere, alle vibrazioni e alle temperature estreme, oltre ad aver percorso migliaia di chilometri su terreni difficili.
Le varianti militari del Wolf Series II sono state mostrate al Defence Vehicle Dynamics presso il Millbrook Proving Ground, in Bedfordshire, uno dei principali centri britannici dedicati alle prove dei veicoli.
La gara, però, è tutt’altro che decisa. JLR dovrà confrontarsi con altri candidati, tra i quali figurano Ford e Team Grenadier. Il contratto da 2 miliardi di sterline resta quindi un obiettivo e non un’assegnazione già ottenuta.
Per il Defender Wolf Series II la scommessa è particolare: dimostrare che un mezzo militare moderno non debba necessariamente essere tecnologicamente semplice per risultare affidabile. Al contrario, secondo JLR, sono proprio quei 32 sensori e i sistemi automatici a poter semplificare il lavoro di chi dovrà guidarlo nelle condizioni più difficili.