Suzuki Jimny Heritage, l'ultima serie saluta con il cambio automatico: solo 300 unità

Suzuki chiude la serie Jimny Heritage in Australia con 300 esemplari numerati e, per la prima volta, il cambio automatico. Confermato il 1.5 da 102 CV

Suzuki Jimny Heritage, l'ultima serie saluta con il cambio automatico: solo 300 unità
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Giorgio Colari
Pubblicato il 6 ott 2026

Il Suzuki Jimny continua a dimostrare quanto sia difficile uscire di scena quando si è conquistato un pubblico particolarmente affezionato. In Australia la domanda per la versione Heritage ha convinto Suzuki a concedere alla serie speciale un ultimo capitolo: saranno costruiti soltanto 300 esemplari, questa volta con una novità importante sotto il profilo della trasmissione.

Per la prima volta, infatti, il Jimny Heritage a tre porte viene proposto con il cambio automatico. Una scelta che non modifica la filosofia del piccolo fuoristrada giapponese, ma amplia la formula di una serie speciale nata soprattutto per giocare con la nostalgia e con l’immagine più classica del modello.

La nuova tiratura rappresenta la conclusione della Heritage australiana e prosegue la numerazione delle precedenti edizioni: le vetture saranno identificate progressivamente dal numero 301 al 600.

Il Jimny guarda agli anni Ottanta

La base tecnica e di equipaggiamento è quella del più ricco allestimento GLX. A distinguerlo immediatamente dagli altri Jimny sono soprattutto alcuni elementi estetici pensati per accentuarne il carattere rétro.

Spiccano i paraspruzzi rossi montati su entrambi gli assi e le grafiche specifiche applicate alla carrozzeria. Nell’abitacolo è prevista una vasca di protezione per il vano di carico accompagnata dalla targhetta che certifica l’appartenenza alla serie limitata. Suzuki aggiunge inoltre uno specifico kit di accessori consegnato insieme alla vettura.

Tre le tinte disponibili. Chi vuole mantenere un’impostazione particolarmente essenziale può scegliere il Superior White pastello, mentre Medium Grey e Jungle Green sono le due alternative con verniciatura metallizzata.

Non ci sono invece rivoluzioni nel design generale. Il Heritage conserva le forme squadrate e compatte che hanno trasformato questa generazione del Jimny in uno dei fuoristrada più riconoscibili sul mercato.

Il 1.5 da 102 CV resta invariato

Sotto il cofano continua a lavorare il noto quattro cilindri 1.5 aspirato, accreditato di 75 kW, equivalenti a 102 CV, e 130 Nm di coppia massima. La vera particolarità dell’ultima serie riguarda ciò che troviamo immediatamente a valle del motore.

Al posto del manuale utilizzato nelle precedenti Heritage arriva infatti un automatico a quattro rapporti con convertitore di coppia. La trasmissione trasferisce la potenza al sistema di trazione integrale inseribile, che conserva anche le marce ridotte per affrontare i percorsi più impegnativi.

Rimangono inoltre gli assali rigidi sia anteriormente sia posteriormente, una soluzione ormai rara sulle automobili moderne ma strettamente legata alle capacità fuoristradistiche del Jimny. Confermati anche i cerchi in lega da 15 pollici.

L’operazione Heritage, dunque, non cerca di trasformare tecnicamente il modello. Suzuki ha preferito conservare una meccanica semplice e già conosciuta, aggiungendo l’automatico a una configurazione costruita soprattutto attorno all’estetica vintage.

Prezzi da circa 26.400 euro

In Australia il Jimny Heritage automatico viene proposto a 42.490 dollari australiani con carrozzeria Superior White, cifra indicata come equivalente a circa 26.410 euro. Le versioni Medium Grey e Jungle Green salgono a 43.235 dollari australiani, circa 26.870 euro.

Rispetto al normale Jimny tre porte automatico, la serie speciale richiede un sovrapprezzo di 1.500 dollari australiani, poco più di 900 euro. Gli ordini sono già aperti presso la rete locale Suzuki.

Per gli appassionati europei, però, c’è una precisazione fondamentale: la Heritage non arriverà in Europa. I 300 esemplari sono destinati esclusivamente al mercato australiano. Una piccola serie d’addio che celebra il Jimny nella sua veste più nostalgica, aggiungendo per l’ultima volta una variante alla storia del compatto 4×4 giapponese.

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