Semaforo giallo, la multa può scattare lo stesso: quando bisogna fermarsi
Passare con il semaforo giallo può costare una multa? Ecco cosa prevede il Codice della strada, le sanzioni, i punti sulla patente e quando è possibile fare ricorso
Il semaforo giallo non significa avere qualche secondo a disposizione per accelerare e superare rapidamente l’incrocio. Al contrario, il Codice della strada stabilisce che il conducente deve fermarsi quando può farlo in condizioni di sicurezza. Soltanto quando il veicolo è ormai così vicino alla linea d’arresto da non poter essere fermato senza rischi è possibile proseguire.
La distinzione è importante perché attraversare un incrocio senza fermarsi, pur avendone concretamente la possibilità, può esporre a una sanzione. A disciplinare il comportamento è l’articolo 41 del Codice della strada.
La regola pratica è quindi semplice: quando compare il giallo bisogna valutare se esiste lo spazio necessario per arrestare normalmente il veicolo. Se per fermarsi fosse invece necessaria una frenata improvvisa e potenzialmente pericolosa, si può completare la manovra liberando rapidamente l’intersezione.
Quanto deve durare il semaforo giallo
Un altro punto spesso discusso riguarda la durata della luce gialla. Il Codice della Strada non stabilisce un numero preciso di secondi valido indistintamente per tutti i semafori. Una nota del ministero dell’Interno del 2007 indicava durate comprese generalmente tra 3 e 5 secondi, con un orientamento di circa quattro secondi sulle strade urbane e cinque su quelle extraurbane.
Sul tema è intervenuta anche la Cassazione. Alcune pronunce hanno ritenuto valide sanzioni applicate in presenza di una fase gialla inferiore ai quattro secondi, considerando sufficiente il rispetto di una soglia minima di sicurezza di circa tre secondi. Non è quindi corretto pensare che un semaforo debba necessariamente rimanere giallo per quattro o cinque secondi affinché una successiva multa possa essere considerata valida.
Quando arriva la multa
I sistemi elettronici come i T-Red sono normalmente utilizzati per documentare il superamento della linea d’arresto quando il semaforo è già rosso. Non sanzionano quindi automaticamente il semplice passaggio durante la fase gialla. Una violazione collegata al comportamento tenuto col giallo può invece essere contestata da un agente presente sul posto, qualora il conducente prosegua pur avendo la possibilità di arrestarsi in sicurezza.
Per il passaggio con il rosso, l’articolo 146, comma 3, prevede una sanzione compresa tra 167 e 665 euro, alla quale si accompagna la decurtazione di 6 punti dalla patente. Per i neopatentati i punti sottratti diventano 12. Se la violazione viene commessa tra le 22 e le 7, l’importo viene aumentato di un terzo. In caso di recidiva nell’arco di due anni è prevista anche la sospensione della patente da uno a tre mesi.
Basta superare la linea bianca
Non è necessario attraversare completamente l’incrocio per commettere un’infrazione. La linea bianca d’arresto rappresenta infatti un riferimento fondamentale. Superarla quando il semaforo è già diventato rosso costituisce una violazione anche qualora l’automobilista si fermi immediatamente dopo e non percorra l’intera intersezione.
La strategia migliore resta quella di arrivare agli incroci con una velocità adeguata. In questo modo, quando compare il giallo, si dispone dello spazio necessario per rallentare progressivamente senza dover effettuare frenate brusche. Accelerare nel tentativo di “prendere il giallo” è invece particolarmente rischioso: bastano pochi istanti perché il semaforo diventi rosso prima del superamento della linea.
Quando si può fare ricorso
Chi ritiene di aver ricevuto una sanzione ingiusta può presentare ricorso al Prefetto entro 60 giorni dalla notifica oppure rivolgersi al Giudice di pace entro 30 giorni.
Tra gli elementi che possono essere utilizzati per contestare il verbale rientrano eventuali malfunzionamenti del dispositivo, problemi relativi ai requisiti dell’apparecchiatura, immagini che non consentano di identificare correttamente il veicolo oppure errori presenti nel verbale, per esempio nell’indicazione dell’orario, della corsia o della fase semaforica.
Può assumere rilevanza anche una durata del giallo incompatibile con i tempi minimi di sicurezza o la dimostrazione che la manovra sia stata necessaria per evitare un pericolo immediato, come una frenata che avrebbe potuto provocare un tamponamento. Il ricorso, tuttavia, deve essere sostenuto da elementi concreti. Fotografie, filmati e immagini delle telecamere possono diventare determinanti per ricostruire l’esatto momento in cui il veicolo ha oltrepassato la linea d’arresto.