Sandro Munari, il Drago dei rally: addio alla leggenda della Lancia

Sandro Munari è scomparso a 85 anni. Campione dei rally con la Lancia Fulvia HF e la Stratos, vincitore della Coppa FIA Piloti e fondatore della Abarth Driving School

Sandro Munari, il Drago dei rally: addio alla leggenda della Lancia
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Renato Terlisi
Pubblicato il 28 feb 2026

Sette titoli mondiali, tre trionfi consecutivi al leggendario Rally di Monte Carlo (1975, 1976, 1977), la conquista della prestigiosa Coppa FIA Piloti nel 1977 e una vittoria epica alla Targa Florio del 1972 insieme ad Arturo Merzario: questi sono solo alcuni dei numeri che raccontano la grandezza di Sandro Munari. Scomparso il 28 febbraio 2026 a Bologna all’età di 85 anni, dopo una lunga malattia, Munari lascia un’eredità sportiva che ha segnato indelebilmente la storia dell’automobilismo.

Simbolo di una grande epoca

Nato a Cavarzere nel marzo del 1940, Sandro Munari rappresenta un simbolo di un’epoca in cui i rally erano ancora avvolti da un’aura di eroismo e improvvisazione tecnica. La sua avventura nei motori inizia negli anni Sessanta, quando veste i panni di navigatore. Ma è solo l’inizio di una carriera destinata a diventare leggendaria: il suo talento lo porta presto al volante, trasformando ogni gara in una saga di imprese memorabili.

Il vero salto di qualità avviene grazie al legame con due vetture che sono entrate nel mito. Prima, la Lancia Fulvia HF, autentica icona del rally, che consente a Munari di farsi conoscere come uno dei piloti più talentuosi della sua generazione. Ma è con la Lancia Stratos che il suo nome si fonde definitivamente con la storia del marchio torinese: questa vettura rivoluzionaria, pensata e realizzata appositamente per i rally, diventa lo strumento perfetto per esaltare le doti di guida di Munari e per scrivere alcune delle pagine più esaltanti dello sport automobilistico.

Una vita devota ai motori

Quello che ha reso Sandro Munari unico, però, non è stata soltanto la velocità pura. Il suo punto di forza era la versatilità: la capacità di adattarsi a qualsiasi tipo di gara, come dimostra la vittoria alla Targa Florio su Ferrari, evento che testimonia come il suo talento sapesse andare oltre i confini del rally, abbracciando anche le gare di resistenza e le competizioni su tracciati storici. Ogni gara era per lui una sfida nuova, un’occasione per affinare la tecnica e superare i limiti.

Dopo aver lasciato le competizioni, Munari ha scelto di restituire al mondo dei motori ciò che aveva ricevuto. Ha fondato la Abarth Driving School presso il circuito di Balocco, luogo divenuto punto di riferimento per chi desiderava apprendere i segreti della guida sportiva. Qui, grazie alla sua esperienza e alla sua passione, Munari ha formato generazioni di piloti, trasmettendo non solo le nozioni tecniche, ma anche quella mentalità vincente che lo aveva sempre contraddistinto.

Nella storia dei rally

Il suo stile di guida è stato studiato e ammirato da esperti e appassionati: un mix di istinto e precisione, di scelte di assetto studiate nei minimi dettagli e di un dialogo quasi telepatico con la vettura. La sua capacità di leggere la strada, di interpretare ogni curva e di reagire alle condizioni più estreme rimane ancora oggi un modello per chi si occupa di dinamica automobilistica e per chi desidera diventare un vero pilota.

La scomparsa di Sandro Munari segna la fine di un’epoca affascinante e irripetibile dello sport a motore. Tuttavia, le sue lezioni, il suo approccio e la sua passione continuano a vivere attraverso le immagini delle sue imprese e negli insegnamenti che ha lasciato a chi lo ha seguito. Oggi, chi studia la storia dei rally o si avvicina alla guida sportiva non può che riconoscere l’impronta indelebile lasciata dal “Drago” veneto, un uomo che ha saputo trasformare ogni corsa in un’opera d’arte e ogni curva in una lezione di vita.

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