Rubano la Bugatti Chiron, il CEO Mate Rimac insegue il ladro con la sua Porsche

Rubata in Croazia la Bugatti Chiron da 3 milioni di euro di Mate Rimac. Il numero uno di Bugatti partecipa all'inseguimento al volante di una Porsche 911

Rubano la Bugatti Chiron, il CEO Mate Rimac insegue il ladro con la sua Porsche
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Giulia Darante
Pubblicato il 2 nov 2026

Una Bugatti Chiron da tre milioni di euro che sparisce dal parcheggio aziendale, un ladro che riesce ad allontanarsi senza incontrare ostacoli e il proprietario che parte all’inseguimento al volante di una Porsche 911. Non è la trama di un film, ma quanto accaduto in Croazia a Mate Rimac, fondatore dell’omonima casa automobilistica e amministratore delegato di Bugatti Rimac. L’imprenditore ha raccontato personalmente l’episodio sui social, mostrando anche le immagini delle telecamere di sorveglianza. Grazie alla geolocalizzazione della vettura e all’intervento delle forze dell’ordine, il furto si è concluso con il recupero della supercar, fortunatamente danneggiata soltanto in modo lieve.

Il ladro entra nella Bugatti Chiron e parte: le chiavi erano a bordo

L’episodio è avvenuto presso la sede croata dell’azienda di Rimac. Secondo il racconto dell’imprenditore, un uomo si era presentato per chiedere un lavoro, ma avrebbe poi approfittato di una circostanza decisamente insolita.

La Bugatti Chiron era parcheggiata con le chiavi disponibili all’interno del veicolo. Una consuetudine che Rimac ha spiegato con l’elevato livello di sicurezza percepito in Croazia e con la necessità di consentire occasionalmente ai dipendenti di utilizzare l’automobile.

Le telecamere hanno ripreso il presunto responsabile mentre terminava una sigaretta, saliva sulla vettura e si allontanava senza particolari difficoltà. Un furto sorprendente soprattutto considerando il valore del mezzo. La Chiron appartiene infatti alla categoria delle hypercar più esclusive, con quotazioni che raggiungono diversi milioni di euro.

La disponibilità delle chiavi ha permesso all’uomo di partire immediatamente, senza dover forzare serrature o sistemi elettronici di avviamento. Quando Rimac si è accorto della scomparsa, però, il ladro aveva già lasciato la zona.

Decisiva la geolocalizzazione

La fuga è diventata rapidamente più complicata per il responsabile del furto. L’azienda disponeva infatti dei dati telematici della Chiron, che permettevano di controllarne diversi parametri a distanza. Tra le informazioni accessibili figuravano posizione geografica, velocità e consumo di carburante. Elementi fondamentali per seguire gli spostamenti della supercar e comunicare tempestivamente la sua posizione alla polizia.

Le autorità croate hanno organizzato un’operazione che ha coinvolto una decina di veicoli, con l’obiettivo di intercettare l’automobile prima che potesse attraversare il confine nazionale. Anche Mate Rimac ha partecipato alle ricerche, mettendosi al volante della propria Porsche 911. L’imprenditore temeva soprattutto che il ladro riuscisse a lasciare la Croazia, complicando ulteriormente il recupero.

La vicenda si è conclusa presso una stazione di servizio nelle vicinanze del confine austriaco, dove le forze dell’ordine sono riuscite a fermare il conducente. La collaborazione tra azienda e polizia ha quindi permesso di individuare la vettura e interrompere la fuga.

Bugatti recuperata con lievi danni: cosa succederà al responsabile

Una volta recuperata, la Bugatti Chiron presentava alcuni danni al paraurti anteriore, ma nessuna conseguenza particolarmente grave secondo quanto riferito dal proprietario. Rimac ha affrontato l’accaduto con una certa ironia, spiegando che riparare la vettura non avrebbe rappresentato un problema.

Più complessa, invece, la posizione dell’uomo fermato. L’imprenditore ha raccontato di non aver voluto presentare personalmente una denuncia, mostrando comprensione per le difficoltà che il responsabile sembrava attraversare.

Questo atteggiamento, tuttavia, non significa che la vicenda possa concludersi senza conseguenze giudiziarie. Il furto di un bene di valore così elevato comporta infatti possibili procedimenti penali, indipendentemente dalla disponibilità del proprietario a perdonare il responsabile.

L’episodio ha attirato attenzione anche per un particolare: la sofisticata tecnologia della Chiron non ha impedito il furto iniziale, reso possibile dalla presenza delle chiavi. Sono stati invece i sistemi di localizzazione e la rapidità dell’intervento delle autorità a rendere possibile il recupero.

Per Rimac, la vicenda si è conclusa con il ritorno della propria hypercar e una riparazione da affrontare. Resta una storia decisamente insolita per un’automobile dal valore di tre milioni di euro.

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