Bugatti Tourbillon, Volkswagen la voleva elettrica: Rimac ha imposto il motore V16

La Bugatti Tourbillon doveva essere elettrica, ma Mate Rimac ha cambiato i piani Volkswagen. Ecco perché ha scelto un V16 ibrido da 1.800 CV

Bugatti Tourbillon, Volkswagen la voleva elettrica: Rimac ha imposto il motore V16
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Giorgio Colari
Pubblicato il 23 ott 2026

La Bugatti Tourbillon avrebbe potuto essere un’hypercar completamente elettrica. Nessun motore a sedici cilindri, nessuna colonna sonora meccanica e una parentela tecnica molto più stretta con la Rimac Nevera. Era questa la direzione immaginata inizialmente dal Gruppo Volkswagen, prima che Mate Rimac decidesse di cambiare radicalmente il progetto.

A raccontare il retroscena è stato proprio l’amministratore delegato di Bugatti Rimac, intervenuto in un’intervista ad Automotive News Europe. Una decisione sorprendente, soprattutto perché arriva dall’imprenditore croato che ha costruito la propria reputazione sviluppando alcune delle automobili elettriche più potenti al mondo.

La scelta di mantenere un motore termico, tuttavia, non nasce da una contrarietà all’elettrificazione. Rimac riteneva semplicemente che una Bugatti dovesse offrire qualcosa di profondamente diverso dalla sua hypercar elettrica.

Volkswagen voleva sfruttare la tecnologia della Rimac Nevera

Quando nel 2021 nacque la nuova struttura societaria Bugatti Rimac, con il coinvolgimento di Porsche, il Gruppo Volkswagen stava accelerando gli investimenti nella mobilità elettrica. Realizzare una Bugatti a batteria sembrava quindi una soluzione coerente con quella strategia industriale.

La strada più semplice sarebbe stata utilizzare l’architettura della Rimac Nevera, adattandone tecnologia e caratteristiche al marchio francese. La Nevera aveva già dimostrato le potenzialità dell’elettrico ad altissime prestazioni, grazie a quattro motori capaci di sviluppare complessivamente oltre 1.900 CV.

Riutilizzarne la piattaforma avrebbe consentito di ridurre tempi e costi di sviluppo, evitando di progettare da zero una nuova meccanica. Ma proprio l’esperienza commerciale della sportiva croata contribuì a modificare le valutazioni.

Secondo quanto dichiarato da Rimac, erano stati venduti 71 esemplari della Nevera rispetto ai 150 inizialmente previsti. Un risultato che evidenziava quanto fosse difficile conquistare una clientela estremamente esclusiva puntando soltanto su accelerazione e potenza elettrica.

Perché Mate Rimac ha scelto un V16 aspirato

Per il manager croato, Bugatti doveva conservare un’identità autonoma, costruita attorno a caratteristiche che andassero oltre le prestazioni assolute. Da questa convinzione è nata la decisione di sviluppare un propulsore completamente nuovo, anziché ricorrere a una piattaforma elettrica già disponibile.

Il risultato è un V16 aspirato da 8,3 litri, realizzato in collaborazione con Cosworth e abbinato a tre motori elettrici. Il sedici cilindri sviluppa 1.000 CV, mentre la componente elettrica contribuisce con ulteriori 800 CV, portando la potenza complessiva della Tourbillon a 1.800 CV.

L’architettura ibrida plug-in permette di combinare l’erogazione del motore atmosferico con la risposta immediata della propulsione elettrica. La scelta tecnica introduce anche una netta discontinuità rispetto alla Chiron, che utilizzava un W16 quadriturbo da 8,0 litri.

La Tourbillon rinuncia dunque alla sovralimentazione, ma conserva un elemento fondamentale della tradizione Bugatti: la presenza di un motore a combustione straordinario per architettura, complessità e prestazioni. Il contributo elettrico non sostituisce questa componente, bensì ne amplia le possibilità.

Tourbillon già esaurita: tutti i 250 esemplari assegnati

La differenziazione tra i due marchi emerge chiaramente confrontando le rispettive filosofie. Rimac continua a rappresentare la ricerca delle massime prestazioni attraverso la propulsione elettrica, mentre Bugatti punta su un’esperienza meccanica più articolata.

Per una clientela che acquista hypercar anche come oggetti da collezione, esclusività e carattere del propulsore possono risultare importanti quanto i dati di accelerazione. La strategia sembra aver trovato riscontro negli ordini.

Secondo le informazioni riportate, tutti i 250 esemplari previsti della Bugatti Tourbillon sono già stati assegnati ai clienti. Un dato che contrasta con l’andamento commerciale della Nevera, pur trattandosi di automobili con caratteristiche e posizionamenti differenti.

Il retroscena raccontato da Mate Rimac dimostra così come l’elettrificazione non debba necessariamente tradursi nell’abbandono del motore termico, soprattutto quando quest’ultimo costituisce una parte essenziale dell’identità del marchio.

La Bugatti Tourbillon nasce proprio da questa scelta: utilizzare l’elettrico per rendere ancora più straordinario un sedici cilindri, anziché eliminarlo.

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