La microcar elettrica italiana diventa un pezzo da museo: è al MAUTO
La Microlino entra nella collezione permanente del MAUTO di Torino. La microcar elettrica ispirata alla BMW Isetta è prodotta in Italia con l'80% di componenti europei
Dalla catena di montaggio alle sale di uno dei musei automobilistici più importanti d’Europa. La Microlino, piccola vettura elettrica costruita a Torino, entra nella collezione permanente del MAUTO, il Museo Nazionale dell’Automobile, conquistando un posto accanto ai modelli che hanno segnato l’evoluzione della mobilità.
Un riconoscimento significativo per un veicolo che interpreta il trasporto urbano attraverso dimensioni ridotte, alimentazione elettrica e un design capace di richiamare immediatamente gli anni Cinquanta. La Microlino rappresenta infatti un curioso incontro tra passato e futuro: recupera l’estetica di una delle microcar più celebri del Novecento, ma la ripropone attraverso una tecnologia pensata per le esigenze contemporanee.
Microlino, l’erede elettrica della mitica Isetta
L’ispirazione stilistica della Microlino arriva dalla Isetta, la celebre microvettura degli anni Cinquanta caratterizzata da una soluzione tanto insolita quanto ingegnosa: l’accesso all’abitacolo attraverso un’unica grande porta anteriore.
Anche la Microlino conserva questa particolarità. Per salire a bordo bisogna aprire il frontale della carrozzeria, un elemento che contribuisce a renderla immediatamente riconoscibile nel traffico cittadino. La vettura misura appena 2,50 metri di lunghezza, dimensione che permette di muoversi agevolmente nelle strade congestionate e di sfruttare spazi di parcheggio difficilmente accessibili alle automobili tradizionali.
La velocità massima raggiunge i 90 km/h, un valore coerente con la sua destinazione prevalentemente urbana. Nonostante le proporzioni contenute, il progetto non si limita a riproporre nostalgicamente un modello storico.
L’alimentazione completamente elettrica e l’attenzione alla compattezza rispondono infatti a esigenze attuali, soprattutto nelle città dove spazio e mobilità individuale devono convivere. La Microlino interpreta così il concetto di microcar senza rinunciare a un’identità estetica particolarmente marcata.
Progettata e costruita a Torino con componenti europei
Uno degli aspetti più interessanti della Microlino riguarda la sua origine industriale. Il veicolo viene infatti progettato e costruito in Italia, attraverso una filiera produttiva che mantiene un forte legame con il territorio torinese.
L’assemblaggio avviene nello stabilimento di AMFI, acronimo di Automotive Micro Factory Italy, situato alle porte di Torino. La struttura produttiva occupa una superficie di circa 10.000 metri quadrati e ha già realizzato 5.000 esemplari della piccola elettrica.
Particolarmente significativa è anche la provenienza dei componenti utilizzati: secondo i dati comunicati, l’80% è di origine europea, con una quota italiana pari alla metà di questa percentuale. La costruzione adotta inoltre una struttura monoscocca in acciaio e alluminio, soluzione che richiama le tecniche impiegate nell’industria automobilistica tradizionale.
Un’impostazione che distingue il progetto da altre microcar, sottolineando la volontà di realizzare un veicolo compatto attraverso processi industriali strutturati.
Al Museo dell’Automobile tra passato e futuro
L’ingresso della Microlino nella collezione permanente del MAUTO assume un valore che va oltre la semplice esposizione di un nuovo modello. Il museo torinese custodisce infatti testimonianze fondamentali di un percorso tecnologico iniziato circa 140 anni fa, raccontando come l’automobile abbia modificato abitudini, città e società.
In questo contesto, la piccola elettrica rappresenta una nuova interpretazione della mobilità individuale, fondata sulla riduzione degli ingombri e sull’utilizzo di un sistema di propulsione a zero emissioni allo scarico. Il richiamo alla Isetta crea inoltre un collegamento diretto con una stagione storica nella quale le microvetture rispondevano alla necessità di offrire trasporti economici e accessibili.
Oggi le esigenze sono differenti, ma il principio rimane sorprendentemente attuale: utilizzare meno spazio e meno risorse per gli spostamenti quotidiani. Con la Microlino, il MAUTO aggiunge quindi alla propria raccolta un esempio contemporaneo di innovazione automobilistica italiana, dimostrando come anche una vettura lunga soltanto due metri e mezzo possa raccontare un capitolo importante della storia delle quattro ruote.