Caro carburanti, senza il taglio delle accise è in arrivo una tempesta perfetta

A pochi giorni dalla fine dello sconto sulle accise, la benzina supera i 2 euro/litro e il diesel sale. Dati di Staffetta Quotidiana e Mimit, reazioni delle compagnie e impatto sui consumatori

Caro carburanti, senza il taglio delle accise è in arrivo una tempesta perfetta
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Giorgio Colari
Pubblicato il 20 mag 2026

Il conto alla rovescia per gli automobilisti italiani è ormai entrato nella sua fase più critica. Mentre il calendario si avvicina inesorabilmente a sabato 23 maggio 2026, la sensazione di una calma apparente ai distributori sta lasciando il posto a una realtà fatta di rincari costanti e mercati internazionali in fibrillazione. Quello che stiamo vivendo è il tramonto definitivo di una misura eccezionale, lo sconto sulle accise, che per mesi ha protetto i consumatori ma che ora, tra l’incudine dei costi di raffinazione e il martello della scadenza fiscale, minaccia di scatenare una vera e propria stangata estiva.

Il ritorno della pressione internazionale

La spinta verso l’alto non è un fenomeno puramente domestico, ma l’onda lunga di quanto sta accadendo sui mercati petroliferi globali. Secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, le quotazioni dei prodotti raffinati hanno messo a segno due forti balzi tra la fine della scorsa settimana e l’inizio di questa, annullando di fatto ogni residuo beneficio dei ribassi precedenti. In questo scenario, il dato più eclatante riguarda il gasolio: dopo una fase di stanca durata ben quaranta giorni, caratterizzata da un trend ribassista, il diesel è tornato a mostrare i muscoli, invertendo la rotta proprio nel momento meno opportuno per le tasche degli italiani.

Questa inversione di tendenza ha spinto i grandi operatori della rete a muovere i propri listini consigliati. Giganti come Eni e IP hanno già applicato rialzi di due centesimi al litro sia sulla benzina che sul diesel, seguiti a ruota da Tamoil che, pur tentando una timida manovra di compensazione con un piccolo ribasso sul gasolio, ha dovuto comunque cedere alla pressione sulla “verde“. È un segnale inequivocabile di come il sistema stia già prezzando l’incertezza dei prossimi giorni.

Le proiezioni post-sconto

L’analisi dei prezzi attuali mostra una situazione che ha già superato i livelli di allerta. Al 19 maggio, il prezzo medio nazionale della benzina in modalità self-service ha raggiunto 1,951 euro al litro, segnando un picco che non si vedeva dall’ottobre del 2023. Se si osserva la rete autostradale, la situazione è ancora più marcata, con la verde “fai-da-te” che viaggia già stabilmente oltre la soglia dei due euro, attestandosi a una media di 2,032 euro al litro.

Tuttavia, è la proiezione matematica di ciò che accadrà sabato 23 maggio a destare le maggiori preoccupazioni. A legislazione corrente, il ripristino dell’accisa piena provocherà un balzo automatico dei listini: la benzina si posizionerebbe immediatamente a una media nazionale di 2,012 euro al litro. Il colpo più duro, però, sarebbe riservato a chi guida un’auto a gasolio, con il prezzo del diesel destinato a schizzare fino a un incredibile 2,222 euro al litro.

La forbice tra self-service e servito si allarga

Le ultime rilevazioni comunicate dai gestori all’Osservatorio del Mimit evidenziano inoltre una disparità sempre più netta a seconda della modalità di rifornimento scelta. Chi opta per il “servito” si trova oggi a fronteggiare medie di 2,081 euro al litro per la benzina, con le compagnie di bandiera che arrivano a toccare punte di 2,121 euro. Il diesel servito non è da meno, con una media di 2,118 euro che supera i 2,159 euro negli impianti delle grandi società.

In questo clima di rincari generalizzati, le uniche parziali difese per il consumatore restano le “pompe bianche” o gli impianti indipendenti, dove le medie sono leggermente più contenute, fermandosi a 1,939 euro per la benzina e 1,973 euro per il diesel al self-service. Anche i carburanti alternativi mostrano segnali di volatilità: mentre il metano rimane stabile a 1,564 euro/kg, il Gpl ha registrato una lievissima flessione, posizionandosi a 0,815 euro al litro nel servito. Tutto, però, ruota attorno alla mezzanotte tra venerdì e sabato, quando il fisco riprenderà la sua quota ordinaria, trasformando ogni sosta dal benzinaio in una sfida per il budget familiare.

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