Benzina pronta a superare il diesel come carburante più caro
Il diesel scende e la benzina sale: impatto sui consumatori e sulle imprese. Come cambiano gli scenari al distributore
Il mercato dei carburanti in Italia sta vivendo una fase di profonda mutazione, caratterizzata da un progressivo riavvicinamento dei listini che potrebbe presto sfociare in un ribaltamento delle gerarchie. Quello che fino a pochi mesi fa appariva come un assetto consolidato — con il gasolio stabilmente sopra la “verde” — sta lasciando il posto a una nuova dinamica: la benzina continua la sua corsa al rialzo, mentre il diesel prosegue in una parabola discendente. Questo scenario apre le porte a un imminente “controsorpasso”, riportando i prezzi a una configurazione che non si vedeva dall’inizio dell’anno, prima che il riallineamento delle accise rimescolasse le carte.
La forbice si restringe
Le ultime rilevazioni sulla rete ordinaria confermano che la distanza tra i due prodotti è ormai ridotta ai minimi termini. La benzina in modalità self-service ha toccato quota 1,936 euro/litro, con un incremento di 6 millesimi che segnala una pressione costante verso l’alto. Di contro, il gasolio mostra segni di stanchezza, scendendo a 1,988 euro/litro grazie a un calo di 4 millesimi.
Questa tendenza è alimentata da una duplice spinta: da un lato la recente rimodulazione fiscale, dall’altro un lieve calo delle quotazioni dei prodotti raffinati sui mercati internazionali. Se si analizzano i prezzi medi complessivi elaborati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), la benzina self si attesta a 1,932 euro/litro, mentre il diesel resiste ancora sopra la soglia psicologica a 1,994 euro/litro. È interessante notare come le “pompe bianche” riescano a mantenere profili leggermente più bassi, con la verde a 1,926 e il diesel a 1,989 euro/litro.
Le mosse delle compagnie e il caso autostrade
Le strategie dei grandi marchi riflettono fedelmente questa incertezza del mercato. Eni ha recentemente ritoccato il prezzo consigliato della benzina di un centesimo, mentre Q8 e Tamoil hanno optato per un aumento più deciso, pari a tre centesimi. Sul fronte opposto, proprio Tamoil ha dato un segnale di distensione sul fronte del gasolio, riducendo il listino di due centesimi.
Chi viaggia in autostrada deve però fare i conti con cifre più impegnative, dove la soglia dei due euro è stata abbondantemente superata per entrambi i carburanti:
- Benzina self: 2,011 euro/litro (+7 millesimi).
- Diesel self: 2,067 euro/litro (-1 millesimo).
Il lusso del “servito” e le alternative gassose
Per chi preferisce non scendere dall’auto, i costi lievitano sensibilmente. In modalità servito, la benzina raggiunge una media di 2,068 euro/litro, mentre il diesel si spinge fino a 2,133 euro/litro. Tra i singoli brand, si registrano punte massime per il gasolio servito che arrivano a toccare i 2,199 euro/litro presso le stazioni Eni, a fronte di una benzina che nello stesso circuito si ferma a 2,147 euro.
In questo panorama di rincari per i combustibili liquidi, i gas mantengono una stabilità maggiore. Il GPL si attesta mediamente a 0,810 euro/litro al self (0,818 al servito), mentre il metano oscilla tra 1,565 euro/kg sulla rete ordinaria e 1,596 euro/kg in autostrada.
Il mercato si trova dunque a un bivio: se il trend della verde rimarrà rialzista e le quotazioni del gasolio continueranno a riflettere la flessione dei raffinati, il ritorno a una benzina più costosa del diesel — situazione storicamente considerata la “normalità” prima delle recenti turbolenze fiscali — potrebbe diventare realtà nel giro di pochissimi giorni.