Prezzi carburanti in aumento in Cina: ecco perché le auto elettriche non bastano

La benzina in Cina è aumentata del 30% a 8,5 yuan/litro; misure NDRC cercano di tamponare gli effetti su logistica, trasporti e inflazione mentre l'elettrificazione avanza

Prezzi carburanti in aumento in Cina: ecco perché le auto elettriche non bastano
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Giorgio Colari
Pubblicato il 13 apr 2026

Nonostante il boom delle auto elettriche, la Cina deve fare i conti con un problema ancora molto concreto: l’aumento dei prezzi della benzina, cresciuti di circa il 30% dall’inizio dell’anno.

Un paradosso solo apparente. Il Paese è oggi il più grande mercato mondiale per veicoli elettrici, con oltre la metà delle nuove immatricolazioni rappresentata da modelli elettrici o ibridi plug-in. Eppure, il sistema economico resta fortemente legato ai carburanti fossili.

Perché aumentano i prezzi della benzina in Cina

L’aumento dei prezzi è legato soprattutto alle tensioni internazionali e al contesto geopolitico, con effetti diretti anche sul mercato cinese. Oggi il costo della benzina si aggira intorno agli 8,5 yuan al litro, poco più di un euro. Una cifra inferiore rispetto all’Europa, ma significativa se rapportata ai redditi medi locali.

Il problema principale è strutturale:

  • la Cina è il secondo consumatore mondiale di petrolio;
  • importa circa il 75% del fabbisogno;
  • resta esposta agli shock esterni.

Per contenere l’impatto, il governo è intervenuto limitando gli aumenti, riducendoli a circa la metà rispetto a quanto previsto dal mercato. Ma si tratta di un intervento tampone, che non elimina il problema alla radice.

Trasporti e industria sotto pressione

Gli effetti più evidenti si vedono nel settore della logistica e dei trasporti, fondamentale per l’economia cinese. Gli autotrasportatori sono tra i più colpiti:

  • difficoltà a scaricare i costi sui clienti;
  • margini sempre più ridotti;
  • perdite fino a 2.000 yuan per viaggio in alcuni casi.

Anche gli autisti subiscono un impatto diretto, con una riduzione significativa dei guadagni variabili. Il motivo è semplice: camion e mezzi pesanti, che rappresentano il cuore del sistema logistico, sono ancora alimentati principalmente a diesel o gas naturale. Di conseguenza, ogni aumento del prezzo del carburante si riflette immediatamente lungo tutta la catena economica, incidendo su:

  • costi industriali;
  • prezzi dei beni;
  • inflazione.

Elettrico in crescita ma ancora insufficiente

La Cina ha investito molto negli ultimi anni per ridurre la dipendenza dal petrolio:

  • sviluppo massiccio delle energie rinnovabili;
  • incentivi per l’acquisto di auto elettriche;
  • espansione delle infrastrutture di ricarica.

Queste politiche stanno dando risultati evidenti. Tuttavia, il problema è il parco circolante esistente: la maggior parte dei veicoli in uso è ancora a combustione interna. Questo crea uno squilibrio:

  • le nuove immatricolazioni sono sempre più elettriche;
  • ma milioni di veicoli tradizionali restano in circolazione.

Inoltre, l’elettrificazione dei mezzi pesanti procede più lentamente, lasciando scoperti settori chiave come trasporto merci e industria. Il risultato è un sistema in piena transizione, dove l’elettrico cresce rapidamente ma non riesce ancora a compensare del tutto gli effetti dei rincari del petrolio.

La lezione è chiara: anche nel Paese più avanzato nella mobilità elettrica, il petrolio resta centrale. E finché questa dipendenza non verrà ridotta in modo strutturale, ogni shock sui prezzi dell’energia continuerà ad avere conseguenze concrete sull’economia reale.

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