Carburanti, inversione di tendenza, scendono benzina e diesel in Italia
Il Ministero registra un calo della benzina e del diesel in self-service. In autostrada la benzina sale; Bolzano segna i prezzi più alti per il diesel, mentre Marche e Piemonte evidenziano le maggiori differenze regionali
Dopo settimane di rincari quasi continui, arriva finalmente un piccolo segnale positivo per gli automobilisti italiani. I prezzi di benzina e diesel tornano infatti a scendere sulla rete nazionale, interrompendo almeno temporaneamente la crescita che aveva portato il gasolio oltre quota 2 euro praticamente ovunque.
A certificare il calo è il consueto monitoraggio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornato al 27 maggio 2026.
La benzina self service scende così a 1,965 euro al litro, in lieve diminuzione rispetto ai 1,968 euro registrati nei giorni precedenti. Ancora più evidente il ribasso del diesel, che cala a 2,052 euro/litro dopo il recente picco a 2,057 euro. Un arretramento favorito anche dagli effetti legati alle accise e alle ultime oscillazioni del mercato energetico.
Benzina in calo, ma autostrade ancora carissime
Se sulla rete urbana e ordinaria si registra finalmente una frenata dei prezzi, la situazione resta molto diversa in autostrada. Qui la benzina continua addirittura a salire, arrivando a 2,062 euro al litro, due millesimi in più rispetto alla rilevazione precedente.
Più coerente con il trend nazionale invece il gasolio autostradale, che scende leggermente a 2,137 euro/litro. Una differenza che conferma ancora una volta quanto il rifornimento in autostrada continui a rappresentare una delle soluzioni meno convenienti per gli automobilisti italiani.
Marche più economiche, Bolzano resta la più cara
Analizzando i dati regionali emergono differenze molto marcate tra le varie aree del Paese. Per quanto riguarda la benzina, il prezzo più basso si registra nelle Marche, dove il self service si ferma a 1,949 euro/litro.
Molto vicini anche:
- Lazio: 1,956 euro;
- Veneto: 1,959 euro;
- Campania: 1,960 euro;
- Piemonte: 1,960 euro.
All’estremo opposto troviamo invece ancora Bolzano, unica area italiana sopra i 2 euro per la benzina self service, con una media di 2,002 euro/litro. Situazione ancora più critica sul fronte diesel, dove Bolzano sale addirittura a 2,095 euro/litro, risultando l’unico territorio italiano in controtendenza rispetto al calo generale.
Diesel ancora sopra i 2 euro quasi ovunque
Nonostante la lieve discesa, il gasolio continua comunque a mantenersi su livelli molto elevati. Nella maggior parte delle regioni italiane il diesel resta stabilmente sopra quota 2 euro al litro.
Le aree più convenienti risultano:
- Campania: 2,031 euro;
- Marche: 2,032 euro;
- Veneto: 2,034 euro.
Tra le regioni più costose invece troviamo:
- Bolzano: 2,095 euro;
- Sardegna: 2,072 euro;
- Molise: 2,071 euro;
- Friuli Venezia Giulia: 2,069 euro.
Il dato conferma quanto il gasolio continui a essere il carburante più penalizzato negli ultimi mesi, soprattutto dopo la progressiva riduzione degli sconti sulle accise.
GPL e metano restano le alternative più economiche
Più stabile invece il quadro per GPL e metano, che continuano a rappresentare le opzioni più convenienti per chi percorre molti chilometri. Il GPL servito resta mediamente sotto gli 80 centesimi in diverse regioni:
- Campania: 0,768 euro/litro;
- Puglia: 0,779 euro;
- Basilicata: 0,784 euro.
Il metano mantiene invece prezzi generalmente compresi tra 1,48 e 1,65 euro/kg, con il Molise che registra il valore più basso a 1,481 euro/kg. Anche qui però le differenze territoriali restano molto ampie, soprattutto nelle isole e nelle aree meno servite.
Il mercato resta ancora molto fragile
Nonostante il calo degli ultimi giorni, il quadro generale rimane estremamente instabile. I prezzi dei carburanti continuano infatti a essere influenzati da diversi fattori:
- tensioni internazionali;
- oscillazioni del petrolio;
- politiche fiscali;
- accise;
- dinamiche speculative.
Per questo motivo gli analisti invitano alla prudenza prima di parlare di una vera inversione di tendenza. Il piccolo ribasso registrato potrebbe infatti rappresentare soltanto una pausa temporanea dopo settimane di aumenti molto pesanti. Per gli automobilisti italiani, però, vedere almeno la benzina tornare sotto quota 1,97 euro rappresenta comunque un primo segnale positivo dopo mesi estremamente complicati sul fronte dei rifornimenti.