Nuove regole per gli autovelox, quali restano attivi e cosa cambia per gli automobilisti

Entrano in vigore le nuove regole sugli autovelox: 850 dispositivi vengono disattivati, mentre oltre 3.100 restano operativi. Ecco cosa cambia

Nuove regole per gli autovelox, quali restano attivi e cosa cambia per gli automobilisti
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Giorgio Colari
Pubblicato il 20 lug 2026

Da luglio 2026 cambia il panorama degli autovelox in Italia. Con l’entrata in vigore del nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), i dispositivi che non rispettano i requisiti previsti per l’omologazione non potranno più essere utilizzati per rilevare le infrazioni ai limiti di velocità. La misura punta a fare chiarezza su una questione che negli ultimi anni ha generato numerosi ricorsi e un ampio dibattito sulla validità delle multe elevate tramite apparecchi non omologati.

Secondo i dati diffusi dal Ministero, sono circa 850 gli autovelox che dovranno essere disattivati nell’immediato perché privi dei requisiti richiesti. Restano invece operativi circa 3.150 dispositivi, già conformi alle nuove disposizioni oppure rientranti tra quelli che possono continuare a funzionare secondo il decreto.

L’obiettivo dichiarato è uniformare le regole su tutto il territorio nazionale e garantire maggiore certezza giuridica sia agli enti locali sia agli automobilisti.

La riforma sugli autovelox entra in vigore

Il nuovo decreto introduce, per la prima volta dopo decenni di attesa, una disciplina organica dedicata all’omologazione, alla taratura e alla verifica periodica degli autovelox utilizzati per il controllo della velocità.

Negli ultimi anni il tema era finito più volte davanti ai giudici, con diverse pronunce che avevano evidenziato la differenza tra un dispositivo semplicemente approvato e uno omologato, aprendo la strada a numerosi ricorsi contro le sanzioni elevate tramite apparecchi privi di una procedura di omologazione formalmente definita.

Con il nuovo quadro normativo vengono stabiliti criteri tecnici uniformi per l’intero Paese, con l’obiettivo di rendere più trasparente l’utilizzo dei dispositivi di rilevazione della velocità e rafforzare la solidità delle contestazioni. Per gli autovelox che non soddisfano i nuovi requisiti è previsto lo spegnimento fino al completamento della procedura di omologazione.

Quanti dispositivi restano operativi

Secondo il censimento effettuato dal MIT, attualmente risultano circa 3.150 autovelox conformi, mentre 850 apparecchi dovranno ottenere l’omologazione prima di poter tornare in funzione.

Il Ministero ha inoltre diffuso i dati regione per regione, evidenziando come il numero dei dispositivi disattivati vari sensibilmente sul territorio nazionale. In alcune regioni, come la Campania, sono stati spenti solo pochi impianti, mentre in altre il numero dei dispositivi interessati è più elevato.

Per gli apparecchi esclusi non si tratta necessariamente di una dismissione definitiva. I produttori potranno infatti avviare la procedura prevista dal decreto, presentando la documentazione tecnica necessaria per ottenere l’omologazione e consentire la riattivazione degli impianti.

Cosa cambia per gli automobilisti e per i Comuni

Per gli automobilisti la novità principale riguarda la certezza che le infrazioni vengano rilevate esclusivamente da dispositivi conformi alle nuove regole. Per i Comuni, invece, sarà necessario verificare la situazione dei propri impianti e, se necessario, avviare le procedure di adeguamento previste dal decreto per evitare la sospensione delle attività di controllo.

Il Ministero sottolinea che la riforma non modifica i limiti di velocità, ma interviene esclusivamente sulle caratteristiche tecniche e amministrative degli strumenti utilizzati per accertare le violazioni. Negli ultimi anni il tema degli autovelox è stato spesso al centro del confronto tra esigenze di sicurezza stradale e contestazioni relative alla regolarità delle apparecchiature. Il nuovo impianto normativo punta proprio a ridurre le incertezze, fissando procedure uniformi per omologazione, verifiche periodiche e tarature.

Con l’entrata in vigore della riforma, il sistema dei controlli della velocità entra quindi in una nuova fase. Gli autovelox non conformi dovranno essere adeguati prima di poter tornare operativi, mentre quelli già in regola continueranno a svolgere la loro funzione di controllo. Per gli automobilisti non cambiano gli obblighi previsti dal Codice della Strada, ma aumenta la certezza che le sanzioni vengano emesse attraverso dispositivi rispondenti ai requisiti stabiliti dalla nuova normativa.

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