Autovelox, fermato a 196 km/h su una strada con limite di 80
Un turista britannico è stato rilevato a 196 km/h sul Passo del Susten in Svizzera. Ecco cosa prevede la normativa e quali rischi corre
Guidare su una delle strade alpine più spettacolari della Svizzera può trasformarsi in un’esperienza indimenticabile, ma anche in un grave errore se si ignorano i limiti di velocità. È quanto accaduto a un automobilista britannico di 42 anni, finito sotto inchiesta dopo essere stato rilevato a 196 km/h su un tratto del Passo del Susten dove il limite è fissato a 80 km/h.
L’infrazione rappresenta il caso più grave emerso durante una serie di controlli effettuati dalla Polizia cantonale di Berna tra il 2 e il 5 luglio. Oltre al conducente britannico, sono stati individuati altri cinque automobilisti che viaggiavano a velocità ben superiori ai limiti consentiti.
Per il protagonista dell’episodio le conseguenze potrebbero andare ben oltre una semplice multa, poiché la normativa svizzera prevede sanzioni particolarmente severe per gli eccessi di velocità più gravi.
Velocità record sul Passo del Susten
I controlli sono stati eseguiti nella zona di Gadmen, nel Comune di Innertkirchen, lungo il celebre Passo del Susten, una delle strade panoramiche più apprezzate delle Alpi svizzere. Per monitorare il traffico, gli agenti hanno utilizzato un autovelox semistazionario, un dispositivo mobile installato temporaneamente lungo la carreggiata.
Tra le sei infrazioni rilevate, quella più grave riguarda il conducente britannico, al quale è stata contestata una velocità di 196 km/h, valore già calcolato al netto della tolleranza prevista dagli strumenti di rilevazione. In pratica, l’automobilista avrebbe superato di 116 km/h il limite consentito.
L’uomo è stato successivamente identificato e fermato dagli agenti del Cantone dei Grigioni, mentre l’inchiesta è stata affidata alla Procura regionale dell’Oberland. Durante la stessa operazione sono state rilevate altre cinque vetture con targhe straniere che viaggiavano a velocità comprese tra 140 e 171 km/h. In questi casi le autorità stanno ancora verificando l’identità dei conducenti.
Il Passo del Susten è una meta molto frequentata da motociclisti e automobilisti per il tracciato ricco di curve e i panorami alpini, ma resta una strada aperta al traffico ordinario, dove circolano anche autobus turistici, ciclisti e altri utenti della strada.
Cosa prevede la legge svizzera per i “pirati della strada”
In Svizzera gli eccessi di velocità più gravi non vengono trattati come semplici infrazioni amministrative. La legislazione elvetica prevede infatti il cosiddetto Raserdelikt, un reato che riguarda i conducenti sorpresi a velocità estremamente elevate.
Sulle strade extraurbane con limite di 80 km/h, questa fattispecie può scattare quando il superamento raggiunge almeno 60 km/h oltre il limite consentito. Significa che già viaggiare a 140 km/h in queste condizioni può comportare conseguenze penali.
Considerando le velocità registrate durante i controlli, tutte e sei le vetture coinvolte avrebbero oltrepassato questa soglia. Le sanzioni previste possono comprendere un procedimento penale, il divieto di circolare sul territorio svizzero e, nei casi più gravi, anche il sequestro del veicolo.
Le autorità precisano inoltre che tali provvedimenti vengono applicati indipendentemente dalla nazionalità del conducente o dal Paese di immatricolazione dell’automobile. Essere stranieri, quindi, non consente di evitare le indagini o le eventuali conseguenze giudiziarie.
Perché il rispetto dei limiti resta fondamentale
Episodi come quello avvenuto sul Passo del Susten riportano l’attenzione sul tema della sicurezza stradale, soprattutto lungo percorsi di montagna che, pur essendo molto apprezzati dagli appassionati di guida, presentano numerosi fattori di rischio.
Curve strette, carreggiate prive di vie di fuga, traffico in senso opposto, ciclisti, motociclisti e condizioni meteorologiche che possono cambiare rapidamente rendono incompatibili velocità così elevate con una guida sicura.
Le prestazioni offerte dalle moderne automobili sportive rappresentano il risultato dell’evoluzione tecnologica dell’industria automobilistica, ma non devono essere interpretate come un invito a superare i limiti imposti dal Codice della strada. Chi desidera sfruttare appieno le potenzialità di una vettura ad alte prestazioni può farlo in contesti dedicati, come autodromi e corsi di guida sportiva, dove sono presenti adeguati standard di sicurezza.
L’episodio registrato in Svizzera dimostra ancora una volta come comportamenti estremi possano avere conseguenze molto pesanti, sia sotto il profilo giudiziario sia per la sicurezza degli altri utenti della strada. Rispettare i limiti di velocità non significa rinunciare al piacere della guida, ma contribuire a preservare la sicurezza di tutti e a tutelare l’immagine degli automobilisti che utilizzano le proprie vetture in modo responsabile.