Auto in panne per gasolio contaminato: 17 segnalazioni nel Nordest
Salgono a 17 le segnalazioni di automobilisti con guasti provocati da presunto gasolio contaminato tra Treviso, Belluno, Venezia e Udine
Salgono a 17 le segnalazioni di presunto gasolio sporco raccolte tra la provincia di Treviso e le aree vicine di Belluno, Venezia e Udine. Gli automobilisti coinvolti riferiscono problemi comparsi dopo il rifornimento, con vetture entrate in avaria o costrette a fermarsi. Il numero dei casi potrebbe aumentare, perché alcune anomalie non si manifestano immediatamente e possono emergere solo dopo aver percorso diversi chilometri.
A seguire la vicenda è Adiconsum, che nelle ultime giornate ha ricevuto nuove comunicazioni da parte dei consumatori. Al momento, però, non è stata ancora individuata con certezza l’origine della contaminazione. Per questo l’associazione invita a non attribuire automaticamente la responsabilità a una singola stazione di servizio: il problema potrebbe essersi verificato in una fase precedente, per esempio durante lo stoccaggio o il trasporto del carburante.
Gasolio sporco: quali problemi può causare all’auto
Il termine gasolio sporco viene utilizzato in modo generico per indicare un carburante che contiene acqua, residui, sedimenti o altre impurità. Queste sostanze possono compromettere il corretto funzionamento dell’impianto di alimentazione, soprattutto sui motori diesel moderni.
Le vetture più recenti utilizzano sistemi di iniezione ad alta pressione molto precisi e, di conseguenza, più sensibili alla qualità del carburante. Se nel serbatoio entra gasolio contaminato, il primo componente a risentirne può essere il filtro. Nei casi più seri possono essere coinvolti anche la pompa ad alta pressione e gli iniettori, con costi di riparazione potenzialmente elevati.
I sintomi non sono sempre uguali. L’automobilista potrebbe avvertire una perdita improvvisa di potenza, difficoltà nell’avviamento, funzionamento irregolare del motore oppure l’accensione di una spia sul quadro strumenti. In altri casi la vettura può spegnersi durante la marcia e non ripartire.
Quando si verifica una di queste situazioni poco dopo un rifornimento, è consigliabile evitare ulteriori tentativi di avviamento. Continuare a far circolare il carburante contaminato potrebbe estendere il problema ad altri componenti dell’impianto.
L’ipotesi di un problema nella filiera
La diffusione delle segnalazioni in province differenti porta a considerare più scenari. Secondo Adiconsum, l’anomalia potrebbe non dipendere direttamente dai singoli gestori, che in alcuni casi potrebbero essere a loro volta danneggiati.
Una delle ipotesi è che il carburante contaminato sia arrivato agli impianti già alterato, dopo un problema nei depositi di stoccaggio oppure nella distribuzione tramite autobotte. Si tratta comunque di una possibilità ancora da verificare attraverso analisi tecniche e confronti tra i diversi casi.
Nel frattempo, un gestore della provincia di Treviso ha contestato le dichiarazioni dell’associazione, sostenendo che nessun cliente del proprio impianto avrebbe denunciato danni riconducibili al carburante. Lo stesso esercente avrebbe comunque informato la propria compagnia assicurativa per valutare come comportarsi in caso di richieste.
Questo passaggio non dimostra l’esistenza di responsabilità, ma conferma quanto la situazione sia delicata. Prima di individuare un responsabile sarà necessario ricostruire la provenienza delle forniture, le date dei rifornimenti e gli eventuali elementi comuni tra le automobili danneggiate.
Come vengono controllate le cisterne dei distributori
Dopo la consegna del carburante, il gestore può effettuare alcune verifiche sulla cisterna. Uno dei controlli consiste nell’utilizzo di un’asta dotata di una pasta specifica, capace di cambiare colore in presenza di acqua o altre anomalie.
La procedura può aiutare a individuare rapidamente una partita non conforme, ma non sempre viene eseguita nello stesso modo da tutti gli impianti. Un altro momento delicato è quello immediatamente successivo allo scarico dell’autobotte. Il movimento del carburante può sollevare eventuali sedimenti presenti sul fondo della cisterna, aumentando il rischio che vengano aspirati dalle pompe.
Per questa ragione viene generalmente considerato prudente attendere prima di riprendere la normale erogazione. Anche in questo caso, però, la presenza di impurità deve essere dimostrata attraverso analisi e controlli specifici.
Cosa fare dopo un possibile rifornimento contaminato
Chi sospetta di aver ricevuto gasolio contaminato dovrebbe conservare lo scontrino o la ricevuta del pagamento. Sono utili anche la data, l’orario, il numero della pompa utilizzata e la quantità di carburante acquistata.
La vettura dovrebbe essere portata in officina senza continuare a circolare. È importante chiedere al meccanico una diagnosi scritta, fotografie dei componenti danneggiati e, quando possibile, un campione del carburante prelevato dal serbatoio. Anche il filtro sostituito può rappresentare un elemento utile per dimostrare la contaminazione.
Conviene inoltre conservare fatture, preventivi, ricevute del carro attrezzi e qualsiasi altra spesa collegata al guasto. La segnalazione può poi essere inviata al gestore dell’impianto, alla compagnia petrolifera e a un’associazione dei consumatori.
Il rimborso non è automatico. Occorre provare il collegamento tra il rifornimento e il danno subito, motivo per cui la documentazione tecnica diventa fondamentale.
Attesi nuovi riscontri nei prossimi giorni
La vicenda potrebbe chiarirsi con l’aumento delle segnalazioni e con il confronto tra consumatori, officine e gestori. Se verranno individuate date, forniture o aree comuni, sarà più semplice risalire al punto della filiera in cui si sarebbe verificata l’anomalia.
Per ora la prudenza resta essenziale. Non ci sono elementi sufficienti per indicare un singolo distributore come responsabile, ma il numero crescente di casi rende necessari controlli più approfonditi. Gli automobilisti che hanno riscontrato problemi dopo un rifornimento recente dovrebbero evitare interventi improvvisati e raccogliere subito tutte le prove utili.