Stellantis chiude la fabbrica di Douvrin: qui nacquero i motori della DeLorean e di molte auto europee

Stellantis fermerà il 30 ottobre la produzione nello storico stabilimento di Douvrin, che in oltre cinquant'anni ha costruito più di 40 milioni di motori

Stellantis chiude la fabbrica di Douvrin: qui nacquero i motori della DeLorean e di molte auto europee
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Renato Terlisi
Pubblicato il 17 lug 2026

Il 30 ottobre 2026 si chiuderà ufficialmente un importante capitolo della storia dell’industria automobilistica europea. Stellantis ha confermato infatti la fine della produzione nello storico stabilimento di Douvrin, nel nord della Francia, un impianto che in oltre mezzo secolo di attività ha realizzato più di 40 milioni di motori destinati a numerosi modelli di successo dei marchi francesi e non solo.

Fondata nel 1969 con il nome di Française de Mécanique, la fabbrica è stata per decenni uno dei poli produttivi più importanti dell’automotive francese, contribuendo allo sviluppo di propulsori che hanno equipaggiato milioni di vetture Peugeot, Citroën e Renault, oltre ad alcuni modelli diventati vere icone della storia dell’automobile.

Oltre cinquant’anni di produzione

Lo stabilimento nacque dalla collaborazione tra Peugeot e Renault, in un periodo in cui il territorio del Pas-de-Calais cercava nuove opportunità industriali dopo il progressivo declino dell’attività mineraria. Nel corso degli anni dalle linee di produzione sono usciti alcuni dei motori più conosciuti dell’industria automobilistica francese.

Tra questi figura il celebre V6 PRV, propulsore che ha trovato spazio anche sulla leggendaria DeLorean DMC-12, resa famosa dalla trilogia cinematografica Ritorno al Futuro. Nello stabilimento sono stati inoltre costruiti motori destinati a modelli popolari come Renault Twingo, Renault Clio, Peugeot 104, Peugeot 205 e Citroën C15, contribuendo alla motorizzazione di milioni di automobilisti europei.

Durante il periodo di massima attività, il sito produttivo arrivò a impiegare circa 5.800 lavoratori, diventando uno dei principali poli industriali della regione.

La chiusura e il ricollocamento dei lavoratori

La decisione di interrompere definitivamente la produzione era stata annunciata già nel 2025 e rientra nel più ampio processo di trasformazione industriale del gruppo Stellantis. Secondo quanto comunicato dall’azienda, negli ultimi mesi gran parte dei dipendenti è stata coinvolta in programmi di ricollocamento interno, pensionamento o percorsi di mobilità verso altre realtà produttive del gruppo.

Una parte dei lavoratori è stata trasferita nella vicina gigafactory ACC, specializzata nella produzione di batterie per auto elettriche e partecipata da Stellantis. Con la progressiva riduzione dell’organico, la produzione dei motori è stata gradualmente diminuita fino alla decisione di fissare il termine definitivo delle attività per la fine di ottobre.

Il futuro passa dalla produzione di batterie

La chiusura di Douvrin rappresenta uno degli effetti più evidenti della trasformazione che sta interessando l’industria automobilistica europea. L’obiettivo è sostituire progressivamente la produzione dei motori termici con quella di componenti destinati ai veicoli elettrici.

Proprio accanto allo storico stabilimento è stata realizzata la gigafactory ACC, destinata alla produzione di batterie agli ioni di litio per i futuri modelli elettrici del gruppo.

Tuttavia, il nuovo impianto sta attraversando una fase di avvio complessa. La produzione delle celle richiede processi altamente sofisticati e il raggiungimento dei livelli qualitativi previsti richiede tempi più lunghi rispetto a quelli inizialmente ipotizzati. Le difficoltà produttive hanno contribuito ad allungare i tempi di consegna di alcuni modelli elettrici del gruppo equipaggiati con batterie prodotte nello stabilimento francese.

La trasformazione dell’automotive europeo

La chiusura dello stabilimento di Douvrin rappresenta il simbolo della profonda evoluzione che sta vivendo il settore automobilistico. Negli ultimi anni numerosi costruttori hanno avviato programmi di riconversione industriale per adeguare gli impianti alla crescente diffusione della mobilità elettrica e alle nuove normative sulle emissioni.

Questo processo comporta importanti investimenti nelle nuove tecnologie, ma anche una progressiva riduzione delle attività legate ai motori a combustione interna, che per decenni hanno rappresentato il cuore dell’industria automobilistica europea.

Con la fine della produzione a Douvrin si conclude così una storia lunga oltre cinquant’anni. Lo stabilimento lascia un’eredità significativa nella storia dell’automobile, avendo contribuito alla realizzazione di alcuni dei propulsori più conosciuti del panorama europeo. Allo stesso tempo, la sua trasformazione racconta il cambiamento che sta interessando l’intero settore, chiamato ad affrontare una delle più profonde rivoluzioni tecnologiche della sua storia.

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