Gasolio fino a 2,70 euro al litro, ecco dove costa di più in Italia

Il gasolio sfiora i 2,70 euro al litro in alcuni distributori italiani. Ecco la mappa dei rincari, le tratte più care e la richiesta del Codacons al Governo

Gasolio fino a 2,70 euro al litro, ecco dove costa di più in Italia
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Giorgio Colari
Pubblicato il 19 lug 2026

L’estate 2026 si conferma particolarmente impegnativa per chi viaggia in auto. Il caro carburanti continua infatti a spingere verso l’alto i prezzi alla pompa, con il gasolio che in alcuni impianti italiani arriva a sfiorare i 2,70 euro al litro. Un livello che alimenta le preoccupazioni di automobilisti, pendolari e vacanzieri proprio nel periodo di maggiore traffico sulle strade della Penisola.

A lanciare l’allarme è il Codacons, che ha elaborato una mappa dei rincari utilizzando i dati ufficiali comunicati dai distributori e pubblicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Dall’analisi emerge un quadro caratterizzato da forti differenze territoriali, con punte particolarmente elevate sia nei centri urbani sia lungo la rete autostradale.

Secondo l’associazione dei consumatori, la situazione rischia di incidere pesantemente sulle spese per le vacanze estive, motivo per cui viene chiesto un nuovo intervento del Governo sulle accise.

Prezzi record tra città e autostrade

Tra i distributori urbani, i prezzi più elevati sono stati rilevati a Milano, dove un impianto propone la benzina self service a 2,635 euro al litro e il gasolio a 2,695 euro al litro, uno dei valori più alti registrati in Italia.

Sempre nel capoluogo lombardo è stato rilevato un altro distributore con il diesel venduto a 2,442 euro al litro, a conferma di come alcune aree urbane presentino listini sensibilmente superiori alla media nazionale.

Anche diverse isole italiane registrano prezzi particolarmente elevati. A Pantelleria il gasolio arriva a 2,599 euro al litro, mentre la benzina raggiunge 2,499 euro. Poco distante nella classifica figurano Ponza e Isola del Giglio, dove il diesel viene venduto a 2,399 euro al litro.

Tra le altre località segnalate compaiono Scafati, in provincia di Salerno, con il gasolio a 2,398 euro, Stresa con 2,389 euro, Procida con 2,380 euro e Simeri Crichi, in Calabria, dove il diesel raggiunge 2,349 euro al litro. La situazione risulta ancora più onerosa lungo la rete autostradale, dove ai maggiori costi di gestione si aggiunge l’intenso traffico tipico del periodo estivo.

Le aree d’Italia dove fare rifornimento costa di più

L’analisi del Codacons evidenzia come i rincari siano particolarmente marcati nelle aree di servizio autostradali. Il record per il gasolio in modalità servito viene registrato lungo l’Autostrada A21 Torino-Piacenza, dove il prezzo raggiunge 2,699 euro al litro.

Seguono l’A4 Venezia-Trieste, con il diesel a 2,682 euro al litro, e l’A22 Brennero-Modena, dove il prezzo arriva a 2,609 euro. Per quanto riguarda la benzina, il prezzo più elevato è stato rilevato ancora sulla A21, con 2,549 euro al litro. Valori superiori ai 2,40 euro sono stati registrati anche sulla A28, oltre che su alcune tratte delle autostrade A1, A12 e A14.

Si tratta di prezzi che possono incidere sensibilmente sul costo complessivo di un viaggio, soprattutto per le famiglie che percorrono lunghe distanze durante le ferie estive. Per questo motivo molti automobilisti scelgono di pianificare il rifornimento prima di entrare in autostrada, dove i listini risultano generalmente più elevati rispetto alla rete urbana.

Il Codacons chiede un nuovo intervento sulle accise

Secondo il Codacons, l’aumento dei prezzi non rappresenta soltanto un problema per chi utilizza quotidianamente l’auto, ma rischia di avere effetti significativi anche sul turismo estivo. Con l’incremento degli spostamenti tipico dei mesi di luglio e agosto, infatti, milioni di italiani sono chiamati a sostenere costi di rifornimento sempre più elevati, con ripercussioni dirette sui bilanci familiari.

Per questo l’associazione dei consumatori chiede al Governo di valutare un nuovo taglio temporaneo delle accise su benzina e gasolio, da mantenere almeno fino alla conclusione dell’esodo estivo e del successivo controesodo di fine agosto. Al momento, tuttavia, non sono stati annunciati provvedimenti ufficiali in questa direzione.

L’evoluzione dei prezzi dei carburanti continuerà quindi a essere osservata con attenzione nelle prossime settimane, soprattutto se la domanda dovesse aumentare ulteriormente durante il periodo di massima mobilità estiva. Il nuovo rialzo di benzina e gasolio conferma come il costo dei rifornimenti rimanga uno dei principali fattori di spesa per gli automobilisti italiani. Le punte vicine ai 2,70 euro al litro registrate in alcune aree del Paese rappresentano casi limite, ma testimoniano un mercato ancora caratterizzato da forti oscillazioni. In attesa di eventuali interventi sul fronte fiscale, per chi si prepara a partire in vacanza diventa sempre più importante confrontare i prezzi tra i diversi impianti e programmare con attenzione i rifornimenti, soprattutto lungo le tratte autostradali dove i listini risultano generalmente più elevati.

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