Le cinesi in Europa, chi fa da padrone: BYD incalza MG
A gennaio 2026 le vendite di auto cinesi in Europa crescono dell'80%: 70.465 immatricolazioni. MG guida il mercato, BYD e Chery completano il podio; focus su modelli più venduti e impatto competitivo.
Il panorama automobilistico europeo si trova di fronte a una trasformazione che, dati alla mano, non può più essere ignorata: la presenza delle auto cinesi nel Vecchio Continente è ormai una realtà consolidata e in rapida ascesa. Gennaio 2026 rappresenta una data spartiacque, con le immatricolazioni provenienti dalla Cina che raggiungono quota 70.465, segnando un aumento dell’80% rispetto allo stesso mese del 2025. Questo boom, sostenuto da una quota di mercato salita al 7,4% (ben 3,4 punti percentuali in più su base annua), impone una riflessione profonda ai costruttori storici europei, ora chiamati a ridefinire le proprie strategie competitive.
Analisi delle vendite in Europa
L’analisi delle vendite Europa rivela che la penetrazione cinese non è più episodica, ma frutto di una pianificazione precisa. Tre marchi – MG, BYD e Chery – dominano la scena, accaparrandosi oltre la metà delle vetture orientali immatricolate. La ricetta del loro successo è chiara: politiche di prezzo estremamente aggressive, una gamma prodotti fortemente orientata verso l’elettrificazione e una dotazione tecnologica che spesso supera quella dei concorrenti europei nella stessa fascia di prezzo. Questi elementi hanno contribuito a rendere i brand cinesi protagonisti assoluti del nuovo scenario automotive europeo.
Nella battaglia dei modelli, spiccano alcuni nomi che stanno riscrivendo le regole del gioco. In testa si posiziona la MG ZS, con 7.550 unità vendute, seguita a breve distanza dalla BYD Seal U (7.390 unità) e dalla Jaecoo 7 (5.808 unità). Questi veicoli incarnano il nuovo standard di riferimento: propulsori ibridi plug-in, tecnologie di bordo avanzate e un prezzo d’attacco che intercetta le esigenze di un pubblico europeo sempre più attento alla transizione energetica, ma non disposto a rinunciare a comfort e autonomia. In particolare, la BYD Seal U conquista il primato nel segmento PHEV, superando competitor storici come la Skoda Kodiaq e affermandosi come simbolo della nuova ondata cinese.
Il mercato non è stabilizzato
Nonostante il dominio numerico, il mercato non appare ancora del tutto stabilizzato. La MG ZS, pur restando la regina delle vendite, segna un calo del 20% rispetto all’anno precedente, mentre altri modelli della stessa casa registrano performance positive. Questa oscillazione suggerisce che il consumatore europeo è ancora in una fase di esplorazione, alla ricerca di soluzioni innovative e non ancora legato in modo definitivo a un marchio cinese specifico. A ciò si aggiungono variazioni significative nella quota di mercato mensile: dal picco del 9,5% registrato a dicembre si scende al 7,4% di gennaio, a testimonianza di un fenomeno influenzato da fattori contingenti come promozioni, lanci di nuovi modelli e disponibilità produttiva.
Alla base di questa crescita esponenziale vi sono strategie mirate e ben calibrate. I costruttori cinesi puntano su offerte commerciali estremamente competitive, equipaggiamenti completi, garanzie prolungate e una rete di distribuzione ormai radicata in tutta Europa. Non solo: sono state avviate localizzazioni produttive e di assistenza per abbattere i costi logistici e rafforzare la fiducia del cliente finale. Tuttavia, permangono alcune criticità: le reti di assistenza restano fragili, i marchi spesso poco riconoscibili e la percezione della durabilità dei prodotti non è ancora ai livelli dei competitor storici.
Il messaggio è inequivocabile
Per i costruttori europei il messaggio è inequivocabile: il solo prezzo non basta più a garantire la leadership. Le risposte non si sono fatte attendere: lancio accelerato di versioni più accessoriate, revisione dei pacchetti di finanziamento e una strategia di elettrificazione più decisa, soprattutto nelle fasce di prezzo dove la concorrenza cinese si fa più agguerrita.
Resta però aperta la domanda sulla natura strutturale di questo trend. Un singolo mese non può offrire certezze assolute: solo il monitoraggio trimestrale e annuale permetterà di capire se siamo di fronte a un cambiamento permanente del panorama automobilistico europeo o se si tratta di una fluttuazione ciclica legata a dinamiche di mercato temporanee. Ciò che è indiscutibile, tuttavia, è che MG, BYD e Chery hanno avviato una rivoluzione che sembra solo all’inizio e che nessun player europeo può più permettersi di sottovalutare.