Il flop delle elettriche a -31°C, l'autonomia si riduce sensibilmente
Nel test invernale NAF 2026 a -31°C nessun veicolo ha raggiunto la WLTP: Lucid 520 km, Volvo 339 km, Tesla -43%, MG 6S EV migliore con -29%. Cosa significa per consumatori e produttori
Le auto elettriche stanno rivoluzionando il modo in cui concepiamo la mobilità, ma la loro autonomia reale, soprattutto in condizioni climatiche estreme, resta uno degli interrogativi più pressanti per consumatori e costruttori. Un recente e approfondito test invernale, organizzato dalla Norwegian Automobile Federation in collaborazione con la rivista Motor, ha portato alla luce risultati sorprendenti: nessuno dei 25 modelli esaminati è riuscito a mantenere le promesse fatte sulla carta, con temperature che hanno raggiunto i -31°C. Questi dati costringono a una riflessione profonda sulle reali prestazioni delle vetture elettriche in ambienti artici e sulle strategie da adottare per affrontare le sfide del freddo.
Le analisi
Il divario tra i dati di laboratorio e la realtà su strada si fa evidente quando si analizzano le percorrenze effettive rispetto ai valori dichiarati secondo il ciclo WLTP. I numeri parlano chiaro: le auto elettriche, messe alla prova in condizioni estreme, hanno visto la loro autonomia ridursi tra il 29% e il 46%. La migliore del gruppo, la Lucid Air Grand Touring, è riuscita a coprire solo 520 chilometri rispetto ai 960 ufficialmente dichiarati, evidenziando un gap significativo. Ancora più marcato il calo per la Volvo EX90, che si è fermata a 339 km contro i 611 promessi, mentre la celebre Tesla Model Y ha registrato una diminuzione del 43% rispetto alle aspettative. Unica eccezione degna di nota è stata la MG 6S EV, che ha limitato la perdita al 29%, dimostrando come alcune strategie tecnologiche possano fare la differenza.
Le ragioni di queste prestazioni altalenanti sono da ricercare nella natura stessa delle batterie agli ioni di litio. Quando la temperatura scende, la viscosità degli elettroliti aumenta e la resistenza interna delle celle cresce, riducendo così la capacità effettiva delle batterie e incrementando la dispersione energetica. A questo si aggiunge il consumo notevole dei sistemi di riscaldamento dell’abitacolo e dei componenti critici, che, se non adeguatamente ottimizzati attraverso una efficace gestione termica, possono erodere ulteriormente la autonomia reale del veicolo.
Soluzioni che fanno la differenza
Alcuni costruttori, tuttavia, si sono distinti per aver investito in soluzioni avanzate di gestione termica. La MG 6S EV, ad esempio, si è avvalsa di pompe di calore di nuova generazione, sistemi di precondizionamento della batteria e controlli termici sofisticati. Questi accorgimenti hanno permesso di mantenere il pacco batterie in condizioni operative ottimali prima della partenza, limitando la perdita di capacità e riducendo i consumi del riscaldamento tradizionale. La differenza tra i modelli dotati di tali tecnologie e quelli privi è risultata netta, suggerendo una direzione chiara per l’innovazione futura.
Per chi vive o viaggia in regioni dal clima rigido, questi risultati impongono una nuova prudenza nell’uso quotidiano delle auto elettriche. È fondamentale prevedere ampi margini di sicurezza, sfruttare il precondizionamento quando disponibile, programmare soste di ricarica più frequenti e scegliere modelli equipaggiati con pompe di calore e sedili riscaldati. Anche una semplice riduzione della potenza del riscaldamento può influire sensibilmente sulle percorrenze effettive, permettendo di massimizzare la autonomia residua.
Un invito per tutti
Il messaggio rivolto ai costruttori è altrettanto chiaro: occorre continuare a perfezionare la chimica delle batterie agli ioni di litio, sviluppare algoritmi di gestione sempre più sofisticati e adottare sistemi di riscaldamento a basso consumo. In parallelo, l’espansione delle infrastrutture di ricarica rapida nelle aree fredde può contribuire a ridurre l’ansia da autonomia, uno dei principali ostacoli all’adozione di massa della mobilità elettrica.
Non meno importante è la necessità di una comunicazione trasparente e puntuale verso gli utenti: comprendere a fondo le specifiche ufficiali e adottare strategie operative consapevoli sono ormai fattori imprescindibili per evitare spiacevoli sorprese durante la stagione invernale. Il test della Norwegian Automobile Federation fotografa un momento di transizione: i progressi tecnologici sono evidenti, ma la gestione termica resta la vera frontiera da conquistare per rendere le auto elettriche credibili e affidabili in ogni latitudine e stagione.