La Porsche 911 più ambita di sempre è oggetto di un'asta

La Singer DLS Turbo, reinterpretazione estrema della Porsche 911 (710 CV, 3,8 litri), in asta 'The Sepang Commission' da RM Sothebys: stima 3,45-5 mln $

La Porsche 911 più ambita di sempre è oggetto di un'asta
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Giorgio Colari
Pubblicato il 25 feb 2026

Un oggetto di culto, una rivoluzione su quattro ruote, una sfida ai limiti del restauro automobilistico: così si presenta la Singer DLS Turbo, una delle reinterpretazioni più radicali della leggendaria Porsche 911. Limitata a soli 99 esemplari, questa vettura rappresenta il punto d’incontro tra tradizione e innovazione, tra l’estetica delle competizioni anni Settanta e le tecnologie più avanzate del nuovo millennio. Un capolavoro che, nella sua versione denominata Sepang Commission, si prepara a conquistare il palcoscenico dell’asta internazionale organizzata da RM Sothebys dal 18 al 25 marzo 2026, con una stima che oscilla tra i 3,45 e i 5 milioni di dollari.

Si abbevera di uno spirito leggendario

L’origine della DLS Turbo affonda le sue radici nell’immaginario delle iconiche vetture da endurance, in particolare le Porsche 934 e 935, che hanno dominato le piste negli anni Settanta. Ma qui il tributo non si ferma a una semplice citazione stilistica: la carrozzeria in fibra di carbonio, il frontale aggressivo, i passaruota posteriori scolpiti e l’alettone regolabile sono dichiarazioni di intenti, elementi che trasmettono una vocazione racing senza compromessi. Ogni dettaglio comunica una visione moderna, che supera la mera restaurazione per abbracciare una reinterpretazione audace e contemporanea.

Sotto la superficie scolpita si cela il cuore pulsante del progetto: a partire dal telaio originale della Porsche 911, gli artigiani di Singer hanno completamente ricostruito la meccanica secondo standard qualitativi d’eccellenza. Il motore boxer, punto di riferimento per gli appassionati, è stato portato a 3,8 litri, con l’introduzione di una testata raffreddata ad acqua e quattro valvole per cilindro. Il vero salto tecnologico, però, arriva con il sistema biturbo, che integra una wastegate elettronica e una geometria variabile per massimizzare l’efficienza e la reattività. Il risultato? Una potenza impressionante di 710 CV e una coppia di 750 Nm, numeri che proiettano la DLS Turbo in una dimensione prestazionale distante anni luce dalle versioni di serie.

Dentro è spettacolare

All’interno, la filosofia Singer si esprime attraverso un’abitabilità raffinata e personalizzabile, dove materiali pregiati e lavorazioni artigianali creano un ambiente esclusivo. L’abitacolo non è solo un omaggio al passato, ma una piattaforma pensata sia per l’uso in pista che su strada, soddisfacendo così le esigenze di collezionisti e intenditori che desiderano vivere la propria passione senza rinunciare al comfort e alla versatilità. La doppia anima della vettura ne amplia il fascino, rendendola una vera e propria opera d’arte su ruote, destinata a chi cerca l’eccellenza senza compromessi.

La decisione di mettere all’asta The Sepang Commission ha acceso un vivace dibattito tra gli appassionati. Da un lato, i sostenitori riconoscono nella Singer una capacità unica di valorizzare l’eredità Porsche attraverso produzioni limitate e una dedizione quasi maniacale alla qualità. Dall’altro, i puristi guardano con scetticismo a queste profonde trasformazioni di un’icona come la Porsche 911, temendo che il restomod possa snaturare il valore culturale dell’originale. Tuttavia, una verità appare evidente: il mercato delle auto d’eccezione è sempre più alla ricerca di un equilibrio tra tradizione e innovazione, tra rispetto della storia e voglia di sperimentare.

Una valutazione da record

La valutazione proposta da RM Sothebys posiziona la DLS Turbo tra i vertici dell’automobilismo di lusso. Per chi sostiene il progetto, cifre così elevate sono giustificate dalla rarità, dalla qualità costruttiva e dalle prestazioni fuori dal comune. Gli scettici, invece, vedono in queste quotazioni l’effetto di una bolla speculativa che sta trasformando il mercato dei restomod, con conseguenze sia sulla fruibilità delle vetture sia sul loro significato all’interno delle collezioni.

La presenza internazionale della DLS Turbo nei principali eventi automobilistici ha consolidato il suo status di capolavoro moderno: una fusione di estetica racing e tecnologia d’avanguardia che ridefinisce i confini del restomod. Non si tratta più di una semplice reinterpretazione, ma di un oggetto destinato a una nicchia di appassionati consapevoli, capaci di apprezzare il dialogo tra passato e futuro.

L’asta di RM Sothebys rappresenta un banco di prova cruciale: confermerà il fascino delle reinterpretazioni audaci o segnerà un ritorno verso approcci più conservativi? In attesa del verdetto, la DLS Turbo resta il simbolo di una trasformazione profonda del mondo delle auto classiche, alimentata dall’incontro tra collezionisti, artigiani specializzati e piattaforme di vendita internazionali. Un nuovo paradigma che ridefinisce cosa significhi davvero possedere un pezzo di storia, proiettato verso il futuro.

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