Il diesel diventa più caro della benzina: è l'effetto delle accise

Dal 1° gennaio 2026 l'uniformazione delle accise ha invertito i prezzi: il diesel supera la benzina. Codacons avverte possibili speculazioni e vigilerà sui listini

Il diesel diventa più caro della benzina: è l'effetto delle accise
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Giorgio Colari
Pubblicato il 5 gen 2026

Nel panorama dei carburanti italiani, una svolta epocale ha segnato il 2026: per la prima volta da oltre un decennio, il prezzo del diesel ha superato quello della benzina. Questo ribaltamento degli equilibri storici nasce dall’entrata in vigore della riforma delle accise, una misura che ha portato all’uniformazione della tassazione sui due principali combustibili. L’effetto è stato immediato e tangibile: la benzina ora si attesta a 1,650 euro/litro, mentre il diesel raggiunge quota 1,666 euro/litro, con un costo di 672,9 euro per mille litri.

Abolizione della differenza fiscale

L’abolizione della differenza fiscale, che per anni aveva reso il diesel più conveniente, in particolare per i professionisti del trasporto e per la logistica, ha cambiato le regole del gioco. Da gennaio 2026, la riforma delle accise ha comportato una riduzione di 4,05 centesimi al litro per la benzina e un aumento identico per il diesel, azzerando di fatto il vantaggio storico del gasolio. Le conseguenze di questa rivoluzione fiscale non si sono fatte attendere e sono state subito percepite sia dagli automobilisti sia dagli operatori del settore.

I dati raccolti da Staffetta Quotidiana mostrano che la media nazionale dei prezzi carburante self-service riflette già questo nuovo assetto. I distributori hanno rapidamente adeguato i listini, portando il diesel a superare la benzina. In parallelo, si è registrato anche un aumento del costo di miscelazione dei biocarburanti, cresciuto di 1,5-2 centesimi al litro. Tuttavia, il recente calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati ha parzialmente compensato questi rincari, mantenendo una certa stabilità generale sui prezzi finali.

Obiettivo della riforma è duplice

L’obiettivo dichiarato della riforma è duplice: semplificare il sistema di tassazione e garantire un’uniformità di pressione fiscale tra i diversi carburanti. Questo, però, non ha mancato di sollevare dubbi e preoccupazioni tra i consumatori e le associazioni di categoria. Il Codacons si è già attivato, annunciando un monitoraggio costante dei prezzi alla pompa per prevenire possibili fenomeni di speculazione al dettaglio. L’attenzione si concentra ora sulla trasparenza degli operatori di filiera, dalle raffinerie alle catene distributive, chiamati a giustificare ogni variazione dei prezzi e a garantire chiarezza nei rincari applicati.

Per gli automobilisti, il cambiamento è già evidente nella quotidianità. Chi guida veicoli diesel, tradizionalmente preferiti da chi percorre molti chilometri o lavora nei trasporti, si trova a dover rivedere i propri budget operativi. Le aziende della logistica, della distribuzione e del settore agricolo rischiano ora di vedere ridotti i propri margini, specialmente se l’aumento dei costi di trasporto verrà trasferito sui consumatori finali. Questa pressione sui costi potrebbe innescare una catena di rincari che coinvolgerà diversi comparti economici, con possibili ripercussioni sull’inflazione.

La situazione resta fluida

La situazione resta comunque fluida e strettamente legata all’andamento delle quotazioni internazionali del petrolio e alle strategie delle compagnie petrolifere. La dinamica dei prezzi carburante dipenderà infatti dalle scelte dei grandi player del settore, oltre che dai movimenti dei mercati globali. In questo contesto, per consumatori e imprese diventa fondamentale monitorare i prezzi a livello territoriale e sfruttare gli strumenti di comparazione disponibili, così da individuare le soluzioni più vantaggiose e tutelare il proprio potere d’acquisto.

Le istituzioni e le associazioni di tutela dei consumatori continueranno a vigilare affinché la riforma delle accise non si traduca in ingiustificati disallineamenti tra il mercato all’ingrosso e i listini finali. L’obiettivo condiviso è evitare speculazioni e garantire che i benefici derivanti dalla semplificazione fiscale si riflettano realmente sui prezzi praticati ai distributori. La trasparenza e il controllo costante saranno dunque le chiavi per affrontare questa nuova fase del mercato dei carburanti, in cui la parità tra benzina e diesel apre scenari inediti sia per gli utenti privati sia per gli operatori professionali.

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