Idrogeno, al via il maxi impianto di Falconara: sarà il più grande del Centro Italia

A Falconara Marittima è pronto a partire il più grande impianto per la produzione di idrogeno del Centro Italia. Investimento da 70 milioni di euro e oltre 500 tonnellate annue

Idrogeno, al via il maxi impianto di Falconara: sarà il più grande del Centro Italia
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Renato Terlisi
Pubblicato il 3 lug 2026

Nella città marchigiana conosciuta da decenni per la presenza della raffineria e per la produzione di carburanti tradizionali, sta per iniziare una nuova fase della transizione energetica. A Falconara Marittima, nell’area dell’ex Montedison, è ormai tutto pronto per l’avvio del più grande impianto per la produzione di idrogeno del Centro Italia.

L’investimento complessivo ammonta a 70 milioni di euro e punta a trasformare un sito industriale storico in un polo dedicato ai combustibili del futuro. L’obiettivo è produrre idrogeno verde, una delle tecnologie considerate strategiche per la decarbonizzazione dei trasporti pesanti e dell’industria.

Un investimento da 70 milioni di euro

Il progetto nasce dalla collaborazione tra la società pesarese Renco, specializzata nell’impiantistica industriale, e Avizoo, proprietaria dell’area dell’ex Montedison.

L’intervento ha richiesto un investimento di circa 70 milioni di euro, sostenuto anche attraverso 16 milioni di euro di fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), mentre la parte restante è stata finanziata direttamente dai due partner industriali. Dopo la fase di realizzazione dell’impianto, il via alla produzione è ormai imminente.

Come viene prodotto l’idrogeno

Il nuovo stabilimento utilizzerà un processo che permette di ottenere idrogeno partendo dall’acqua. Attraverso l’elettrolisi, le molecole di acqua vengono scomposte nei due elementi che le compongono: idrogeno e ossigeno. Il risultato è un combustibile che, durante il suo utilizzo, non produce emissioni di anidride carbonica ma soltanto vapore acqueo, caratteristica che lo rende una delle possibili alternative ai combustibili fossili per alcuni settori della mobilità.

Secondo le stime, l’impianto potrà arrivare a produrre oltre 500 tonnellate di idrogeno all’anno. Una quantità che, in teoria, sarebbe sufficiente ad alimentare circa 100 autobus a idrogeno, equivalenti al fabbisogno di una provincia italiana di medie dimensioni.

L’idrogeno marchigiano sarà destinato ad altre regioni

Paradossalmente, almeno nella fase iniziale, il combustibile prodotto non verrà utilizzato nelle Marche. Attualmente, infatti, il trasporto pubblico regionale non dispone ancora di autobus alimentati a idrogeno, motivo per cui la produzione verrà destinata ad altre aree del Paese dove questa tecnologia è già stata introdotta.

Le prime forniture sono previste verso:

  • Emilia-Romagna;
  • Alto Adige;
  • Friuli-Venezia Giulia.

Si tratta di territori che negli ultimi anni hanno investito maggiormente nella sperimentazione dell’idrogeno per il trasporto pubblico locale.

Un progetto che guarda anche al recupero dell’area industriale

L’intervento non riguarda esclusivamente il nuovo impianto produttivo. Il piano di riqualificazione prevede infatti anche il recupero degli edifici storici dell’ex Montedison, simbolo di una lunga stagione industriale del territorio marchigiano.

Questa seconda fase del progetto è ancora in fase di definizione, ma l’obiettivo è valorizzare il sito attraverso iniziative legate anche alla tradizione agricola delle Marche, creando un collegamento tra innovazione tecnologica e identità del territorio.

Un segnale della transizione energetica

L’avvio dello stabilimento di Falconara rappresenta un passaggio significativo per il settore energetico italiano. In una città storicamente associata alla raffinazione di petrolio e alla produzione di benzina e diesel, prende forma un impianto dedicato a uno dei combustibili più promettenti per il futuro della mobilità sostenibile.

L’idrogeno continua infatti a essere considerato una soluzione particolarmente interessante per autobus, mezzi pesanti e applicazioni industriali, dove l’elettrificazione tradizionale presenta ancora diversi limiti.

Resta ora da capire quanto rapidamente anche le Marche investiranno nello sviluppo di una rete di trasporto alimentata a idrogeno. Solo allora il carburante prodotto a Falconara potrà essere utilizzato direttamente sul territorio che lo genera, completando così il percorso di riconversione di uno dei siti industriali più importanti della regione.

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