Geely, prima cinese con certificazione UE per un sistema avanzato di assistenza alla guida

Geely ottiene la certificazione UN R171 per il sistema G-ASD, aprendo la strada alla vendita in Europa e segnando un passo importante per l'espansione dei sistemi di guida assistita cinesi

Geely, prima cinese con certificazione UE per un sistema avanzato di assistenza alla guida
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 17 mar 2026

L’avanzata delle tecnologie di guida assistita di origine cinese in Europa segna un cambio di paradigma nel settore automobilistico globale. Non più semplici follower, i costruttori asiatici si sono trasformati in protagonisti dell’innovazione, capaci di dettare nuove regole e tendenze. Lo scenario, delineato dalle parole di Li Chuanhai, CTO di Geely Automobile Group, mostra come l’espansione internazionale delle aziende cinesi sia ormai un processo inevitabile, sostenuto da risultati concreti e riconoscimenti ufficiali.

Un risultato importante

Il punto di svolta arriva il 12 marzo 2026, quando il sistema G-ASD (Geely Afari Smart Driving) ottiene la prestigiosa certificazione internazionale UN R171. Si tratta di un traguardo che apre le porte dell’intera area economica europea ai veicoli equipaggiati con questa tecnologia avanzata di guida assistita. Fino a quel momento, solo BMW era riuscita a raggiungere un risultato simile, a fine 2025, sottolineando così il valore e l’eccezionalità del riconoscimento ottenuto dal gruppo cinese.

Ma la certificazione non rappresenta soltanto un passaggio tecnico. È, piuttosto, il coronamento di un lungo percorso di sviluppo portato avanti da Afari Technology, società controllata dal Gruppo Lifan e con quartier generale a Chongqing. Questo lavoro apre la strada al debutto del sistema G-ASD sui modelli Lotus, previsto già per giugno 2026. Nonostante Lotus sia un marchio britannico, la sua appartenenza a Geely Holding facilita una strategia di lancio transnazionale, capace di sfruttare al meglio le sinergie tra i diversi mercati e competenze.

Alcune restrizioni

Tuttavia, Li Chuanhai evidenzia come il quadro normativo europeo imponga ancora alcune restrizioni: la guida assistita è attualmente limitata alle sole autostrade, mentre in Cina le funzionalità urbane sono già realtà consolidata. Questo non significa che le autorità europee siano ostili all’innovazione, ma piuttosto che richiedano standard di sicurezza più elevati. Un esempio lampante è rappresentato dalla Mercedes-Benz, prima al mondo a ottenere la certificazione di livello 3 per la guida autonoma.

Il potenziale di mercato in Europa è ampiamente documentato. Secondo le ricerche di McKinsey, entro il 2035 i veicoli completamente autonomi potrebbero raggiungere il 25% delle vendite automobilistiche nel continente. Una trasformazione che si traduce in una concreta opportunità per i produttori cinesi, pronti a cogliere una fetta significativa di questo nuovo mercato.

Non mancano gli ostacoli

L’espansione, però, non è priva di ostacoli. I sistemi intelligenti di guida assistita richiedono un supporto continuo lungo tutto il ciclo di vita del veicolo, andando ben oltre la semplice vendita. Chang Yanning, del China Automotive Technology and Research Centre, mette in luce una delle principali criticità: la raccolta e la gestione dei dati necessari all’addestramento dei sistemi pongono importanti sfide sia dal punto di vista normativo sia per quanto riguarda la sicurezza, soprattutto quando si tratta di trasferimenti transfrontalieri.

A questa complessità si aggiungono le crescenti tensioni geopolitiche. Nel gennaio 2025, gli Stati Uniti hanno annunciato un divieto progressivo – in vigore dal 2027 – per i veicoli connessi prodotti in Cina, esteso anche a specifici componenti software e hardware. Nel frattempo, numerosi Paesi stanno introducendo regolamentazioni proprie per i veicoli intelligenti, focalizzandosi su sicurezza stradale, protezione dei dati e controlli sulle esportazioni.

Una strategia offensiva

Nonostante questi vincoli, il gruppo Geely mantiene una strategia offensiva: i brand Geely, Zeekr e Lynk & Co saranno equipaggiati con il sistema G-ASD destinato ai mercati internazionali. Anche altri player cinesi, come XPeng e Nio, hanno già avviato esportazioni con funzioni di assistenza di base, mentre fornitori come iMotion e Zhuoyu Technology stanno costruendo solide reti estere dedicate a ricerca, sviluppo e supporto post-vendita.

Per il pubblico europeo, la situazione presenta una doppia lettura. Da un lato, l’arrivo di nuovi attori promette di accelerare l’innovazione e la diffusione di funzionalità sofisticate sui veicoli. Dall’altro, emerge l’urgenza di normative chiare e rigorose su sicurezza e privacy, indispensabili affinché l’adozione delle nuove tecnologie avvenga in modo trasparente e sostenibile.

L’assegnazione della certificazione UN R171 a Geely rappresenta quindi un vero turning point per il mercato globale. I prossimi passi – dall’allineamento normativo alla costruzione di servizi post-vendita robusti – saranno decisivi per capire se i costruttori cinesi riusciranno a trasformare questo vantaggio tecnologico in un successo commerciale duraturo nei mercati occidentali.

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