Fine della produzione del 1.2 PureTech in Francia, la decisione simbolica di Stellantis

Stellantis chiuderà entro il 2026 lo storico stabilimento di Douvrin, mettendo fine alla produzione francese del motore 1.2 PureTech a cinghia

Fine della produzione del 1.2 PureTech in Francia, la decisione simbolica di Stellantis
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Giorgio Colari
Pubblicato il 21 lug 2026

Per Stellantis si chiude un capitolo importante della propria storia industriale. Il gruppo automobilistico ha infatti annunciato la cessazione delle attività dello stabilimento di Douvrin, nel nord della Francia, entro la fine del 2026. La decisione segna anche la conclusione della produzione francese del celebre motore 1.2 PureTech a cinghia, uno dei tre cilindri più discussi degli ultimi anni per i noti problemi di affidabilità riscontrati su alcune versioni.

La chiusura dell’impianto rappresenta un passaggio simbolico per il costruttore, anche se non è direttamente collegata alle criticità tecniche del propulsore. Alla base della scelta ci sono soprattutto la riorganizzazione industriale del gruppo e la progressiva riduzione della domanda di motori termici, mentre Stellantis accelera sulla transizione verso l’elettrificazione.

Si chiude la produzione del 1.2 PureTech in Francia

Lo storico impianto di Douvrin, fondato nel 1969 grazie alla collaborazione tra Renault e Peugeot, interromperà definitivamente la produzione entro il 30 ottobre 2026. Negli ultimi anni lo stabilimento era rimasto l’ultimo sito francese dedicato all’assemblaggio del motore EB2 Gen2, meglio conosciuto come 1.2 PureTech con distribuzione a cinghia, una versione che da tempo non viene più commercializzata nei principali mercati dell’Europa occidentale.

La decisione era in parte attesa. Già nel 2025 l’impianto aveva perso la produzione del motore diesel 1.5 BlueHDi, lasciando il PureTech come ultima attività produttiva. Secondo Stellantis, la chiusura si inserisce nel piano di riorganizzazione degli stabilimenti francesi e nella trasformazione dell’area industriale di Douvrin, sempre più orientata verso la produzione di batterie per i veicoli elettrici.

Il nuovo 1.2 turbo con catena prende il posto del PureTech

Il successore del controverso 1.2 PureTech è già realtà. La nuova generazione del motore tre cilindri adotta una catena di distribuzione al posto della precedente cinghia, oltre a una serie di aggiornamenti tecnici introdotti con l’obiettivo di migliorarne affidabilità e durata nel tempo.

Questo propulsore equipaggia oggi gran parte dei modelli mild hybrid del gruppo Stellantis, diventati il cuore dell’offerta di marchi come Peugeot, Citroën, Opel, Fiat, Jeep, DS Automobiles e Alfa Romeo nelle versioni ibride leggere. La produzione è stata affidata allo stabilimento di Trémery, vicino a Metz, mentre il nome PureTech è stato progressivamente abbandonato nelle comunicazioni commerciali, una scelta che riflette la volontà del gruppo di prendere le distanze dall’immagine negativa costruita negli anni attorno al precedente motore.

Va comunque sottolineato che il 1.2 PureTech a cinghia continuerà a essere prodotto ancora per un periodo nello stabilimento polacco di Tychy, anche se non sarà più destinato ai mercati dell’Europa occidentale.

Una fabbrica simbolo dell’industria automobilistica francese

La chiusura di Douvrin non rappresenta soltanto la fine della produzione del 1.2 PureTech. Lo stabilimento ha infatti scritto una parte importante della storia dell’automobile francese. Nei suoi oltre cinquant’anni di attività sono stati prodotti più di 50 milioni di motori, molti dei quali destinati sia ai modelli Peugeot sia a quelli Renault, quando il sito era ancora gestito dalla storica società Française de Mécanique.

Tra i propulsori più celebri realizzati a Douvrin figurano il motore della Renault 14, il noto V6 PRV sviluppato insieme a Volvo e il cosiddetto motore Douvrin, utilizzato su numerose vetture francesi e anche su alcuni modelli Jeep. Successivamente lo stabilimento ha assemblato anche il motore 1.6 VTi/THP, sviluppato con BMW, anch’esso inizialmente interessato da problemi di affidabilità poi progressivamente risolti nel corso degli anni.

Per quanto riguarda il personale, Stellantis ha spiegato di aver già ricollocato gran parte dei lavoratori all’interno del gruppo o presso la vicina gigafactory ACC, dedicata alla produzione di batterie. Restano ancora da definire le ultime ricollocazioni, mentre l’azienda assicura di voler garantire una soluzione occupazionale a tutti i dipendenti coinvolti.

Con la chiusura dello stabilimento di Douvrin, Stellantis mette quindi la parola fine alla produzione francese del 1.2 PureTech a cinghia, uno dei motori che più hanno fatto discutere negli ultimi anni. La decisione non rappresenta soltanto un cambiamento industriale, ma anche il simbolo di una nuova fase per il gruppo, sempre più orientato verso propulsori aggiornati, sistemi ibridi ed elettrificazione. Per gli automobilisti europei il passaggio è già iniziato da tempo con l’arrivo del nuovo 1.2 turbo a catena, chiamato a raccogliere un’eredità tanto importante quanto complessa.

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