Cupra Born: motore elettrico, autonomia, interni e uscita

Il programma di evoluzione del giovane marchio catalano sposa la e-mobility: la “segmento C” sportiva che condivide pianale e gruppi di propulsione con VW ID. 3 e ID.4 entrerà in produzione a settembre.

Una novità dopo l’altra dagli “ambienti” Cupra: a brevissima distanza dall’esordio di Formentor VZ5, Formentor e-Hybrid e Leon 2.0 TSI (nonché in attesa di assistere al debutto della interessante Tavascan, previsto per il 2024), i riflettori dei vertici di Martorell sono puntati sull’attesa Born. In estrema sintesi, il primo modello 100% elettrico della sua ancora giovane “carriera” in qualità di marchio autonomo.

Base di partenza per la Cupra Born è il pianale modulare Meb-Modularer Elektrobaukasten che già costituisce l’”ossatura” della nuova lineup Volkswagen ID. (nella fattispecie: VW ID.3 e ID.4), tuttavia lo stile e l’impostazione generale del progetto sono stati portati avanti ex novo dai tecnici dell’azienda catalana, specificamente con la volontà di realizzare una vettura “zero emission” di fascia media e dall’immagine marcatamente sportiva, “marchio di fabbrica” Cupra.

Quando la vedremo su strada

Cupra Born, protagonista del “vernissage” ufficiale, verrà assemblata nelle linee di montaggio di Zwickau, il polo produttivo sassone – “cuore” della rivoluzione elettrica secondo il Gruppo VAG in virtù di un articolato programma di riqualificazione -, accanto alle stesse ID.3 e ID.4. L’origine industriale è dunque la medesima anche in questo caso: tuttavia, come si accennava in apertura, il “carattere” Cupra risulta evidente nei molteplici dettagli che ne caratterizzano l’immagine.

Per il suo arrivo nelle concessionarie, se ne parlerà non prima della fine del 2021, in quanto la produzione verrà avviata il prossimo settembre. Prezzi e allestimenti saranno dunque resi noti più avanti: da tenere presente, in ogni caso, il debutto di nuove soluzioni di noleggio a canone mensile complementari alle forme di acquisto “convenzionali”.

Corpo vettura

Nel complesso, diversi elementi delle linee esterne ricordano VW ID.3: ci si riferisce, ad esempio, allo sviluppo “a cuneo” del profilo laterale, al tozzo “volume” anteriore, del resto funzionale all’esiguo ingombro del relativo vano davanti all’abitacolo, alla forma del “volume” centrale, ed alle dimensioni (4,32 m di lunghezza, 1,81 m di larghezza, 1,53 m di altezza su un passo di 2.767 mm; “contro” 4,26 m, 1,81m e 1,569 m della cugina Volkswagen).

Le differenze sono tuttavia notevoli: il disegno del frontale, così come la presenza delle prese d’aria inferiori (dalle cornici in tinta rame, colore-simbolo di Cupra) funzionali all’affinamento aerodinamico, i gruppi ottici dedicati e provvisti di una firma luminosa ad hoc, l’inclinazione del parabrezza, creata specificamente per motivi di penetrazione dell’aria ma anche per esigenze… logistiche (deve accogliere l’Head-up Display).

Da segnalare la presenza di uno spoiler di generose dimensioni sulla sommità del lunotto, e di un diffusore inferiore in tinta carrozzeria. L’esterno si completa con il ricorso a gruppi ruota di diametro che varia da 18” a 20”, e con i cerchi corredati di sottili inserti che migliorano l’aerodinamica. Le finizioni di carrozzeria disponibili saranno sei.

Abitacolo e digitalizzazione

All’interno, Cupra Born presenta i consueti accenti in tinta rame, con in più – analogamente all’esterno – una serie di dettagli sportivi che differenziano la novità 100% elettrica catalana dalla “segmento C” a zero emissioni di Wolfsburg: rivestimenti in microfibra “Dinamica” bicolore e materiali provenienti da processi di riciclo dei rifiuti di materia plastica raccolti nei mari (sistema realizzato in partnership con Seaqual Initiative), sedili anteriori semi-anatomici.

L’impostazione multimediale comprende un display touch centrale da 12” a sistema capacitivo per la visualizzazione delle funzioni di infotainment Cupra Connect a connettività wireless Full Link in abbinamento alla “suite” di servizi forniti dalla App MyCupra che permette fra l’altro il controllo di numerose funzioni (compresa la gestione dei processi di ricarica) attraverso il proprio device portatile.

Dinamiche telaio e ADAS

Fra le dotazioni dedicate, e specifiche all’impostazione sportiva del modello, l’equipaggiamento di Cupra Born prevede il ricorso ad un set di ammortizzatori con sistema Dcc-Dynamic Chassis Control a gestione elettronica, all’Esc dal settaggio rivolto al massimo dinamismo, al servosterzo progressivo e ad un impianto frenante ad alte prestazioni. Il modulo di sistemi di ausilio alla guida dispone, fra gli altri, di Travel Assist, Cruise Control adattivo ad azionamento predittivo, Side Assist ed Exit Assist, dispositivo di riconoscimento della segnaletica stradale, Pre-crash Assist ed Emergency Assist.

Moduli di alimentazione

Il layout di propulsione è analogo alla gamma VW ID. (e questo è ovvio, trattandosi del medesimo pianale): il motore elettrico è quindi collocato in posizione posteriore. Le versioni che verranno proposte al “lancio” commerciale sono due:

  • 150 CV (da 0 a 100 km/h in 8”9);
  • 204 CV (in questo caso, l’adozione del sistema e-boost – che sarà ottenibile a richiesta – garantirà un picco di 231 CV e consentirà a Cupra Born di raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo in 6”6, mentre in configurazione standard lo 0-100 richiederà 7”3).

Tre, invece, i livelli di capacità delle batterie agli ioni di litio:

  • 45 kWh;
  • 58 kWh;
  • 77 kWh.

L’autonomia annunciata è nell’ordine di, rispettivamente, 340 km (45 kWh), 420 km (58 kWh) e 540 km (77 kWh), con in più per quest’ultima versione la possibilità di avere a disposizione fino a ben 780 km nel ciclo urbano. Riguardo alla ricarica, Cupra Born verrà provvista delle Wallbox “Cupra Charger”, “Cupra Charger Connect” (per la gestione dei processi di carica mediante connessione WiFi) e “Cupra Charger Pro” (compatibile con la rete 5G) per la modalità domestica, e di cavo specifico per l’allaccio alle colonnine pubbliche di tipo Fast Charge: in questo caso, attraverso un “hub” da 125 kW sarà sufficiente una sosta di circa 7 minuti per una percorrenza di 100 km.

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