Chi deve pagare il bollo auto a febbraio: le scadenze dell'anno

Tutte le novità sul bollo auto 2026: scadenze, tariffe regionali, calcolo per kW, esenzioni per elettriche e metano/gpl, superbollo e modalità di pagamento PagoPA

Chi deve pagare il bollo auto a febbraio: le scadenze dell'anno
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Giorgio Colari
Pubblicato il 3 feb 2026

Nel 2026 il bollo auto si conferma come uno degli appuntamenti fiscali più articolati per i proprietari di veicoli italiani. Tra scadenze 2026 diversificate, tariffe regionali, incentivi per i veicoli a basso impatto ambientale e il famigerato superbollo per le auto più potenti, il quadro tributario appare complesso e ricco di sfumature. Un sistema che impone attenzione ai dettagli, sia per evitare sanzioni sia per sfruttare appieno le agevolazioni elettriche e gli sconti disponibili.

Scadenze 2026: il calendario si adatta alla potenza e all’immatricolazione

Non esiste una data unica per il pagamento del bollo auto nel 2026: il termine varia in base alla potenza del veicolo e alla data di prima immatricolazione. Ad esempio, chi possiede un’auto oltre i 35 kW con scadenza originaria a dicembre 2025 potrà pagare entro il 2 febbraio 2026, mentre i proprietari di mezzi fino a 35 kW con scadenza a gennaio avranno tempo fino al 2 marzo 2026. Per i veicoli appena immatricolati, la regola prevede il pagamento entro il mese stesso, salvo registrazioni negli ultimi dieci giorni, che slittano al mese successivo. Questa differenziazione rende fondamentale la verifica puntuale delle scadenze 2026 per evitare spiacevoli sanzioni.

Calcolo bollo: potenza e classe ambientale fanno la differenza

Determinare l’importo del calcolo bollo non è affatto banale: il tributo si basa su due fattori principali, la potenza in kilowatt e la classe di emissione Euro (da Euro 0 a Euro 6). Per le vetture fino a 100 kW, l’aliquota nazionale è di 2,58 €/kW, mentre per i kW eccedenti si applica una tariffa maggiorata di 3,87 €/kW per le classi Euro 4, 5 e 6. Ma il vero elemento di complessità è rappresentato dalle differenze regionali: l’Abruzzo e la Campania, ad esempio, applicano 3,63 €/kW per i veicoli Euro 0, l’Emilia Romagna si attesta a 3,30 €/kW, mentre la Provincia Autonoma di Bolzano propone tariffe più contenute (2,70 €/kW per Euro 0) e ulteriori sconti per i veicoli meno inquinanti. Questo mosaico di regole rende indispensabile consultare le specifiche tabelle regionali prima di procedere al pagamento.

Agevolazioni elettriche e sconti per la mobilità sostenibile

Le agevolazioni elettriche rappresentano uno degli aspetti più vantaggiosi del sistema tributario 2026. A livello nazionale, i veicoli a propulsione esclusivamente elettrica godono di un’esenzione totale dal bollo per i primi cinque anni, seguita da una riduzione del 75% negli anni successivi. Alcune regioni si spingono oltre: Campania e Valle d’Aosta garantiscono otto anni di esenzione, mentre Lombardia e Piemonte prevedono addirittura l’esenzione permanente. Chi sceglie metano o GPL beneficia di uno sconto del 75% sull’intero importo a livello nazionale. Tuttavia, queste disparità regionali, se da un lato incentivano la mobilità sostenibile, dall’altro sollevano interrogativi sull’equità fiscale tra i cittadini delle diverse aree del Paese.

Superbollo: il tributo extra per le auto potenti

Il superbollo è l’addizionale statale che grava sulle vetture con potenza superiore a 185 kW, introdotta nel 2012 per tassare i cosiddetti “bolidi”. L’importo ammonta a 20 euro per ogni kW oltre i 185, ma diminuisce progressivamente con l’età del veicolo: dopo cinque anni scende al 60% (12 €/kW), dopo dieci al 30% (6 €/kW), dopo quindici al 15% (3 €/kW), fino ad azzerarsi al compimento del ventesimo anno. Questo meccanismo penalizza fortemente le auto nuove e potenti, ma alleggerisce la pressione fiscale sui modelli più datati.

Pagamenti digitali e sconti per la domiciliazione

Dal 2020 il pagamento del bollo auto deve avvenire esclusivamente tramite la piattaforma PagoPA, che offre molteplici canali: il servizio ACI Bollonet, portali regionali, sedi ACI, circuiti Mooney e Lottomatica, Poste Italiane, istituti bancari tramite home banking e le app IO e ACI Space. Le commissioni variano in base al canale scelto, ma in alcune regioni sono previsti sconti per chi opta per la domiciliazione bancaria: ad esempio, Campania e Lazio offrono una riduzione del 10%, mentre in Lombardia si arriva al 15%. Un’opportunità da valutare per risparmiare sul tributo annuale.

Ravvedimento operoso: regolarizzare il ritardo

Se il pagamento del bollo auto avviene in ritardo, è possibile ricorrere al ravvedimento operoso per limitare le sanzioni. Entro 15 giorni dalla scadenza la penale è dello 0,08% giornaliero; tra il sedicesimo e il trentesimo giorno sale all’1,25%. Gli interessi di mora maturano quotidianamente al tasso dell’1,60% annuo a partire dal 1° gennaio 2026. Una soluzione che permette di rimediare tempestivamente, evitando conseguenze più gravi.

Verso una maggiore uniformità?

Il dibattito tra uniformità e autonomia regionale resta acceso: associazioni di categoria e consumatori chiedono regole più chiare e uguali per tutti, mentre le amministrazioni locali difendono la libertà di adattare il tributo alle proprie esigenze e politiche ambientali. In questo scenario, è fondamentale che chi possiede veicoli potenti o di recente immatricolazione si informi con precisione su scadenze 2026 e criteri di calcolo. Per una stima affidabile e per verificare il diritto a eventuali agevolazioni elettriche, la soluzione migliore è consultare il sito ufficiale dell’ACI o rivolgersi alle delegazioni locali dell’Automobile Club, dove personale esperto può offrire consulenze personalizzate.

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