BMW iX5 Hydrogen, l'auto a idrogeno si avvicina: la sfida è la rete di rifornimento
BMW iX5 Hydrogen si avvicina alla produzione mentre Volvo, Toyota e Daimler Truck lavorano a una rete europea per i veicoli a idrogeno
L’idrogeno potrebbe avere ancora un futuro nel settore automobilistico, nonostante decenni di sperimentazioni e una diffusione commerciale rimasta marginale. A riaccendere l’attenzione è la BMW iX5 Hydrogen, il SUV a celle a combustibile con cui la casa tedesca punta a portare questa tecnologia oltre la fase dei prototipi. Il progetto arriva mentre alcuni grandi gruppi industriali stanno cercando di affrontare il principale ostacolo alla diffusione dell’idrogeno: la mancanza di una rete capillare di distributori.
Una nuova iniziativa europea, presentata in Germania, punta infatti a sviluppare infrastrutture e veicoli alimentati a idrogeno, partendo soprattutto dal trasporto pesante. Per BMW potrebbe essere un passaggio importante, anche se la diffusione delle automobili a celle a combustibile resta tutt’altro che scontata.
BMW iX5 Hydrogen, il SUV che punta sulle celle a combustibile
La tecnologia delle celle a combustibile non è una novità. Già circa venticinque anni fa diversi costruttori avevano avviato programmi sperimentali, immaginando un’alternativa ai tradizionali motori a benzina e gasolio. I risultati commerciali, tuttavia, sono rimasti limitati. L’assenza di infrastrutture adeguate ha impedito all’idrogeno di raggiungere una diffusione paragonabile a quella delle automobili elettriche a batteria.
BMW ha continuato a investire in questa soluzione, sviluppando la iX5 Hydrogen come piattaforma per verificare le possibilità di utilizzo della tecnologia. Il principio di funzionamento prevede che l’idrogeno immagazzinato a bordo venga utilizzato da una cella a combustibile per generare elettricità, destinata ad alimentare il sistema di trazione.
Le ruote sono quindi azionate da un motore elettrico, senza ricorrere alla combustione tradizionale dell’idrogeno. Il vantaggio potenziale riguarda soprattutto la rapidità del rifornimento rispetto alla ricarica di una batteria, purché siano disponibili distributori adeguati.
La vicinanza alla produzione rappresenta un passaggio significativo, ma non basta da sola a garantire il successo commerciale del modello.
Volvo, Toyota e Daimler Truck insieme per rilanciare l’idrogeno
Un segnale importante arriva dall’IAA Transportation di Hannover, dove il 15 settembre è stata presentata un’iniziativa industriale dedicata alla diffusione dei veicoli a idrogeno in Europa. Tra i partecipanti figurano Volvo, Daimler Truck, Toyota, Air Liquide, TotalEnergies, Teal Mobility e MB Energy.
L’obiettivo dichiarato è accelerare lo sviluppo di un ecosistema capace di sostenere l’utilizzo dell’idrogeno nei trasporti, intervenendo contemporaneamente sui veicoli e sulle infrastrutture. La Germania è stata individuata come punto di partenza, con l’intenzione di estendere successivamente il modello ad altri Paesi europei.
Il programma guarda in particolare ai camion alimentati a idrogeno, per i quali viene prospettato uno sviluppo industriale su scala più ampia entro il 2030. Il coinvolgimento di produttori automobilistici, aziende energetiche e operatori specializzati nella distribuzione evidenzia la necessità di coordinare investimenti che un singolo costruttore difficilmente potrebbe sostenere.
L’iniziativa avrebbe inoltre il sostegno delle autorità tedesche e di rappresentanti dell’industria europea.
Auto a idrogeno, perché i distributori restano il vero ostacolo
Il problema fondamentale non riguarda soltanto la capacità di costruire automobili a celle a combustibile, ma soprattutto la possibilità di utilizzarle quotidianamente. Senza una rete di rifornimento sufficientemente estesa, anche un veicolo tecnicamente competitivo rischia di rimanere confinato a mercati molto specifici.
Per questo motivo il progetto europeo dedicato ai camion potrebbe avere conseguenze anche sulle automobili, favorendo investimenti nella produzione, nel trasporto e nella distribuzione dell’idrogeno.
Non esiste però una garanzia che le infrastrutture destinate ai mezzi pesanti siano automaticamente accessibili alle vetture private: servono compatibilità tecniche e condizioni operative appropriate. Rimane inoltre centrale la questione della produzione dell’idrogeno, perché i benefici ambientali complessivi dipendono anche dall’energia e dai processi impiegati per ottenerlo.
La BMW iX5 Hydrogen si inserisce dunque in una fase decisiva per questa tecnologia. Il suo futuro commerciale dipenderà non soltanto dalle caratteristiche del SUV, ma anche dai costi di utilizzo, dalla disponibilità del carburante e dalla capacità dell’industria europea di realizzare una rete realmente utilizzabile.
La sfida dell’idrogeno, dopo anni di promesse, si sposta sempre più dai laboratori alle infrastrutture.