Trasforma un aereo da guerra in un'auto omologata: sotto il cofano c'è un V8 da 7,4 litri

In Florida un ex poliziotto ha costruito un'auto ispirata al caccia Curtiss P-40 della Seconda guerra mondiale, con motore Chevrolet V8 e componenti aeronautici

Trasforma un aereo da guerra in un'auto omologata: sotto il cofano c'è un V8 da 7,4 litri
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Giorgio Colari
Pubblicato il 3 nov 2026

Sembra un caccia della Seconda guerra mondiale pronto a decollare, ma al posto delle ali ha quattro ruote e può circolare sulle strade americane. È la straordinaria creazione di James Trudeau, un ex poliziotto della Florida che ha trasformato la propria passione per l’aviazione in un’automobile fuori da ogni schema.

Il progetto riproduce le forme del leggendario Curtiss P-40 Warhawk, utilizzando autentici componenti aeronautici e un poderoso motore V8 Chevrolet. Per completarlo sono serviti due anni di lavoro, numerose modifiche artigianali e una buona dose di inventiva. Il risultato ha attirato l’attenzione degli appassionati fino a convincere un collezionista europeo a presentare un’offerta particolarmente generosa.

Dal Curtiss P-40 a un’automobile costruita con pezzi di aereo

La storia comincia a Punta Gorda, in Florida, dove James Trudeau coltivava da tempo due passioni apparentemente distanti: automobili e velivoli militari. Dopo essere rimasto ferito durante il servizio in polizia nel 1986, aveva intrapreso una nuova attività nel settore dei collaudi aeronautici, continuando a lavorare sulle automobili nel tempo libero.

Nel 2008 decise di realizzare qualcosa di completamente diverso: un veicolo stradale capace di riprodurre l’aspetto del Curtiss P-40 Warhawk, uno dei caccia più riconoscibili del secondo conflitto mondiale. L’aereo originale fu costruito in circa 14.000 esemplari e utilizzato in numerosi teatri operativi. Secondo i dati riportati nella ricostruzione, oggi ne rimarrebbero soltanto 28 ancora in condizioni di volo.

Non potendo acquistare un esemplare autentico, Trudeau scelse una strada alternativa. Recuperò la lamiera di un North American T-28 Trojan, velivolo militare da addestramento, e la modellò per ottenere una carrozzeria in alluminio dalle proporzioni aeronautiche. Il lungo muso, l’abitacolo stretto e la copertura trasparente ricordano immediatamente un aereo militare, nonostante la presenza delle ruote.

Motore Chevrolet V8 e comandi aeronautici nell’abitacolo

Sotto la carrozzeria si nasconde una meccanica automobilistica tradizionale, anche se decisamente generosa nelle dimensioni. Trudeau ha installato un V8 Chevrolet da 454 pollici cubici, corrispondenti a circa 7,4 litri di cilindrata, proveniente da una Suburban del 1972.

Non sono stati comunicati dati precisi sulla potenza, ma l’originalità della costruzione riguarda soprattutto l’integrazione dei componenti aeronautici. Il parabrezza dell’abitacolo deriva dalla copertura trasparente del T-28, opportunamente accorciata, mentre il pannello elettrico conserva elementi dello stesso velivolo.

Persino l’anemometro originale è stato riutilizzato come indicatore della velocità, fornendo letture in miglia orarie. Un comando che sull’aereo serviva a regolare la miscela e il passo dell’elica è diventato invece la leva del cambio.

All’interno trovano posto due sedili disposti in tandem, anch’essi recuperati dal T-28, con paracadute utilizzati come imbottiture. L’insieme restituisce un’esperienza molto più vicina a quella di un cockpit militare che a quella di un’automobile convenzionale.

Omologata per la strada e venduta a un collezionista belga

Terminata la costruzione, Trudeau dovette affrontare un passaggio fondamentale: ottenere l’autorizzazione per circolare. Il Department of Motor Vehicles esaminò alcune fotografie del veicolo e lo classificò come show car, consentendone l’utilizzo stradale secondo le condizioni applicabili.

La particolare automobile cominciò quindi a partecipare a manifestazioni ed esposizioni, attirando inevitabilmente l’attenzione del pubblico. Durante questa fase arrivò una proposta da un acquirente belga, disposto a pagare una cifra pari a venti volte il costo sostenuto per realizzarla.

Trudeau accettò, seppure a malincuore, preferendo destinare tempo e risorse ad altri progetti. Tra questi figurano una Fiat 500 del 2014 equipaggiata con un motore Mercury Marine, una belly tanker Bonneville del 1955 e una monoposto Indy del 1939 appartenuta a Barney Oldfield.

Il prezzo effettivo della vendita non è stato reso noto. Rimane invece documentata la particolarità di una costruzione capace di portare sulle strade le forme di un caccia storico, senza rinunciare alla meccanica di un’automobile americana.

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