Auto elettriche, Toyota e Honda si affidano alla tecnologia cinese: cosa cambia

Toyota e Honda rivoluzionano la strategia in Cina adottando piattaforme e tecnologie dei costruttori locali per recuperare competitività nel mercato delle auto elettriche

Auto elettriche, Toyota e Honda si affidano alla tecnologia cinese: cosa cambia
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Renato Terlisi
Pubblicato il 15 lug 2026

Negli ultimi anni il mercato cinese dell’auto elettrica è cambiato profondamente. I costruttori locali hanno aumentato rapidamente qualità, tecnologia e velocità di sviluppo, mettendo in difficoltà molti marchi internazionali. Ora anche Toyota e Honda, da sempre simboli di progettazione interna e indipendenza tecnologica, stanno modificando il proprio approccio per restare competitive nel più grande mercato automobilistico del mondo.

Secondo quanto riportato dal quotidiano economico giapponese Nikkei, entrambi i costruttori hanno deciso di collaborare in modo molto più stretto con aziende cinesi, adottando piattaforme, componenti e tecnologie sviluppate localmente. Una scelta che rappresenta un importante cambio di strategia rispetto al passato e che punta soprattutto a ridurre tempi di sviluppo e costi di produzione.

Honda punta sulle piattaforme cinesi dopo il crollo delle vendite

Per Honda il cambio di rotta arriva dopo un periodo particolarmente complicato in Cina. Tra il 2023 e il 2025 le vendite nel Paese si sono ridotte in modo significativo, evidenziando le difficoltà del marchio nel competere con i produttori locali nel segmento elettrico.

Il presidente Toshihiro Mibe ha avviato una revisione della strategia dopo aver incontrato i vertici di GAC, storico partner cinese della joint venture. Da questo confronto è emersa la decisione di utilizzare, per i futuri modelli destinati al mercato cinese, piattaforme sviluppate direttamente dai costruttori locali.

La scelta nasce anche dalla consapevolezza che il precedente approccio non ha prodotto i risultati sperati. In passato Honda aveva valutato la possibilità di adottare un’architettura elettrica sviluppata da GAC, preferendo però realizzarne una proprietaria. Questa decisione avrebbe allungato i tempi di sviluppo e aumentato sensibilmente i costi.

Secondo alcune stime riportate dalla stampa giapponese, una vettura elettrica Honda risultava infatti più costosa di oltre 100.000 yuan rispetto a un modello cinese con caratteristiche simili o addirittura superiori. Un divario che ha reso difficile competere sia sul prezzo sia sulla rapidità con cui i marchi locali introducono nuovi modelli.

Anche Toyota cambia approccio per accelerare lo sviluppo

Una trasformazione simile riguarda anche Toyota. Il gruppo giapponese continua a sviluppare internamente molte delle proprie tecnologie, ma in Cina ha scelto un approccio decisamente più pragmatico.

Un esempio è rappresentato dalla Toyota bZ7, berlina elettrica destinata al mercato cinese che integra diverse soluzioni sviluppate insieme ai partner locali. Anche il sistema di infotainment e alcune tecnologie di bordo sono frutto della collaborazione con aziende cinesi specializzate nel settore digitale.

L’obiettivo non è soltanto ridurre i costi, ma soprattutto dimezzare i tempi necessari per progettare e portare sul mercato nuovi modelli elettrici. Oggi i costruttori cinesi riescono infatti a sviluppare una nuova vettura in tempi sensibilmente inferiori rispetto ai produttori tradizionali, grazie a processi industriali molto più rapidi e a una forte integrazione tra software e hardware.

Toyota considera questa collaborazione anche come un’opportunità per acquisire nuove competenze. Il gruppo ha infatti avviato un progetto dedicato a Shanghai che, a partire dal 2027, sarà impegnato nella produzione di modelli Lexus elettrici destinati al mercato cinese. L’esperienza maturata potrà poi essere trasferita anche negli altri stabilimenti del gruppo nel mondo.

La crescita dei marchi cinesi cambia gli equilibri del settore

La scelta di Toyota e Honda è la conseguenza di una trasformazione molto più ampia dell’industria automobilistica mondiale.

Negli ultimi dieci anni i costruttori cinesi hanno aumentato in modo costante la propria presenza internazionale, conquistando una quota sempre maggiore del mercato globale grazie soprattutto alle auto elettriche e alle tecnologie digitali integrate.

Per i marchi giapponesi la sfida non riguarda più soltanto la Cina. Le competenze sviluppate attraverso queste collaborazioni potrebbero infatti essere utilizzate anche in mercati strategici come Stati Uniti, India e altre aree dove Toyota e Honda mantengono ancora una posizione molto forte.

La capacità di ridurre tempi di sviluppo, contenere i costi e offrire prodotti sempre più competitivi sarà infatti determinante anche fuori dalla Cina, dove la concorrenza dei costruttori asiatici continua ad aumentare.

Nei prossimi anni sarà quindi interessante osservare se questa nuova strategia permetterà ai due colossi giapponesi di recuperare competitività senza rinunciare agli elementi che ne hanno costruito la reputazione, come affidabilità, qualità costruttiva e innovazione tecnica. Per il momento, il messaggio appare chiaro: nel mercato delle auto elettriche la collaborazione con l’industria cinese non viene più vista come un’eccezione, ma come uno strumento concreto per accelerare lo sviluppo e affrontare una competizione sempre più intensa.

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