BMW domina negli USA, il divario con Audi supera le 119.000 auto nel 2026
BMW rafforza la leadership tra i marchi premium negli Stati Uniti. Nel primo semestre 2026 il divario con Audi supera le 119.000 vetture grazie al successo di SUV e berline
Il mercato automobilistico statunitense continua a premiare BMW, che nel primo semestre del 2026 rafforza la propria posizione di leader tra i marchi premium. I dati di vendita evidenziano un divario sempre più ampio rispetto ad Audi, con oltre 119.000 vetture di differenza nei primi sei mesi dell’anno.
Un risultato che conferma il buon momento del costruttore bavarese e, allo stesso tempo, mette in evidenza le difficoltà che il marchio dei Quattro Anelli sta affrontando negli Stati Uniti, soprattutto nel comparto dei modelli elettrici.
BMW cresce, Audi perde terreno
Tra gennaio e giugno 2026 BMW ha consegnato negli Stati Uniti 186.944 veicoli, registrando una crescita del 4,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nello stesso arco temporale Audi si è fermata a 67.916 immatricolazioni, con un calo del 17%.
Il distacco tra i due costruttori è così salito a 119.028 vetture, in aumento rispetto alle circa 96.500 unità registrate dodici mesi prima. Numeri che confermano come BMW stia consolidando la propria leadership nel segmento premium americano, mantenendo un ritmo di crescita superiore a quello del mercato.
SUV e Serie 3 spingono BMW
A sostenere le performance del marchio tedesco sono soprattutto i modelli più richiesti della gamma. Il BMW X5 si conferma il modello più venduto con 41.554 unità, seguito da X3 con 37.671 esemplari e dalla Serie 3, che supera quota 18.700 vetture grazie a una crescita significativa rispetto al 2025.
Anche Serie 4 e X1 continuano a registrare risultati positivi, contribuendo alla solidità della gamma. Secondo BMW, questi numeri riflettono una strategia orientata a offrire un portafoglio prodotti diversificato, capace di soddisfare sia chi cerca SUV sia chi continua a preferire berline e coupé con motorizzazioni tradizionali.
Audi rallenta soprattutto sull’elettrico
Per Audi il 2026 si sta rivelando decisamente più complesso. Oltre al rallentamento dei SUV con motore termico come Q3 e Q5, il marchio registra un netto calo anche nel comparto delle auto elettriche.
Tra i modelli che hanno sofferto maggiormente figurano Q4 e-tron Sportback, Q4 e-tron e Q6 e-tron, con una domanda in forte diminuzione rispetto allo scorso anno. Alcuni segnali positivi arrivano invece dalle berline A5, A6 e A6 Sportback e-tron, che mostrano incrementi nelle vendite. Tuttavia, i volumi rimangono insufficienti per compensare il calo registrato dal resto della gamma.
Le strategie dei due marchi
Le differenze nei risultati riflettono anche approcci diversi al mercato. BMW continua a proporre una gamma molto ampia che comprende SUV, berline, station wagon, coupé e modelli sportivi, mantenendo un’offerta equilibrata tra motorizzazioni benzina, diesel, ibride ed elettriche.
Audi, invece, negli ultimi anni ha investito con maggiore decisione sull’elettrificazione, ma negli Stati Uniti la domanda per alcuni modelli a batteria si è dimostrata inferiore alle aspettative. A incidere sono anche altri fattori, come il rallentamento generale del mercato delle auto elettriche in alcuni segmenti e il calo delle vendite di SUV tradizionalmente molto importanti per il marchio.
La sfida resta aperta
Nonostante il forte distacco registrato nella prima metà del 2026, la competizione tra BMW e Audi è destinata a proseguire. Audi sta preparando il rinnovamento di alcuni modelli strategici della gamma SUV, che potrebbero contribuire a rilanciare le vendite nel mercato nordamericano.
BMW, dal canto suo, si appresta ad avviare una nuova fase con l’arrivo della famiglia Neue Klasse, destinata a rappresentare l’evoluzione tecnologica del marchio nei prossimi anni.
Per il momento, però, i numeri parlano chiaro: negli Stati Uniti il marchio bavarese continua a rafforzare la propria leadership nel segmento premium, mentre Audi dovrà invertire rapidamente la tendenza se vorrà ridurre un divario che oggi appare più ampio che mai.