Auto dell’Anno 2022: ecco le 7 finaliste, ben sei sono elettriche

Schiacciante superiorità dei sistemi di elevata elettrificazione fra le vetture scelte dalla giuria internazionale per l’elezione del modello “Car of the Year”.

A quale modello andrà lo scettro di “regina” della più recente produzione? L’appuntamento è fissato per il prossimo 28 febbraio, con la proclamazione della vettura “Car of the Year 2022” a cura della giuria internazionale (quest’anno composta da 61 giornalisti specializzati, in rappresentanza di 23 Paesi europei) chiamata ad esprimere il proprio voto sui modelli introdotti sul mercato nei dodici mesi precedenti la data di elezione del titolo. A due settimane esatte dalla comunicazione delle 39 finaliste, una corposa “scrematura” permette di conoscere le “tradizionali” sette vetture attese al giudizio dei giornalisti che appartengono alle testate automotive europee accreditate. Ricordiamo che “Car of the Year 2021” era stata Toyota Yaris.

Le nomination

Questi i sette modelli che hanno passato le “Forche Caudine” della selezione e vanno in finale.

Cupra Born;

Ford Mustang Mach-E;

Hyundai Ioniq 5;

Kia EV6;

Peugeot 308;

Renault Mégane E-Tech;

Skoda Enyaq IV.

All’insegna dell’elevata elettrificazione

Che sia un SUV (Mustang Mach-E, Ioniq 5, Enyaq IV), un Crossover (Cupra Born, EV6), una “segmento C” (Peugeot 308, Renault Mégane E-Tech), l’indirizzo è chiaro: tutti i modelli finalisti per il premio “Car of the Year 2022” sono a basse (o del tutto assenti) emissioni allo scarico. Di più: se si esclude Peugeot 308, che nella propria gamma annovera due declinazioni ibride plug-in (1.6 Hybrid 181 CV e 1.6 Hybrid 226 CV), tutte le altre candidate sono ad alimentazione elettrica, a dimostrazione del ruolo sempre più “centrale” di PHEV e BEV in rapporto al complessivo delle vendite (le vetture ibride ed elettriche incidono ormai a quasi un esemplare su due fra quelli di prima immatricolazione).

Per di più, Cupra Born, Ford Mustang Mach-E, Hyundai Ioniq 5, Kia EV6 e Skoda Enyaq IV sono state realizzate su piattaforme ad hoc, vale a dire progettate specificamente per architetture zero emission (anzi: Born ed Enyaq IV sono “cugine”, visto che portano in dote la piattaforma MEB-Modularer Elektrobaukasten con batteria collocata all’interno del pianale, condivisa con Volkswagen ID.3 e ID.4; analogamente, Hyundai Ioniq 5 e Kia EV6 nascono sulla stessa piattaforma. Anche questo, se si considera l’importanza delle economie di scala, è un segno del “new deal” automotive, che – c’è da giurarci – prenderà sempre più piede già nell’immediato futuro, come del resto indicato dai programmi di riposizionamento strategico annunciati dai “big player”.

Le vetture che non hanno passato la seconda scrematura

Anche fra i modelli non ammessi alla finale c’è una nutrita rappresentanza (quasi il 50%) di alimentazioni elettrificate.

  • Aiways U5 (elettrica);
  • Audi Q4 e-tron ed Audi Q4 e-tron Sportback (elettriche);
  • Bmw Serie 2 Coupé;
  • Bmw Serie 2 Active Tourer;
  • Bmw i4 (elettrica);
  • Bmw iX (elettrica);
  • Dacia Spring (elettrica);
  • DS 4;
  • DS 9;
  • Honda HR-V (ibrida e ibrida plug-in);
  • Hyundai Bayon;
  • Lexus NX;
  • Lynk&Co 01 (ibrida e ibrida plug-in);
  • Maserati MC20;
  • McLaren Artura (ibrida);
  • Mercedes Classe C;
  • Mercedes EQS (elettrica);
  • Mercedes Classe T e Renault Kangoo;
  • MG EHS (ibrida plug-in);
  • MG Marvel R (elettrica);
  • Nissan Qashqai;
  • Opel Mokka;
  • Renault Arkana;
  • Skoda Fabia;
  • Subaru Outback;
  • Tesla Model Y (elettrica);
  • Toyota Yaris Cross (ibrida);
  • Toyota Highlander;
  • Volkswagen ID.4 (elettrica);
  • Volkswagen Caddy;
  • Volkswagen T7 Multivan.

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