Ferrari 512 BB: la Brigitte Bardot delle auto sportive

Rimpiazzata dalla splendida Testarossa, la Ferrari 512 BB resta una delle auto sportive più belle di sempre. Scopri le sue caratteristiche e sogna insieme a noi.

La Ferrari 512 BB è un'auto sportiva che ha cresciuto una generazione di appassionati del "cavallino rampante". Diretta evoluzione della 365 GT4 BB, questa magnifica creatura della casa di Maranello è stata accostata più volte al mito e alla bellezza di Brigitte Bardot. Del resto, le sue forme sono molto sinuose, oltre che decise.

Presentata al Salone di Parigi del 1976, la Berlinetta Boxer era spinta da un 12 cilindri di 5 litri a V di 180°, disposto in posizione posteriore-centrale. Una scultura meccanica, dal suono celestiale, in grado di emozionare anche il grande Herbert von Karajan.

La potenza della vettura, dotata di quattro carburatori triplo corpo Weber 40 IF 3C e di cambio manuale a 5 rapporti, era inizialmente pari a 360 cavalli: facile immaginare la verve prestazionale del modello, specie tenendo conto degli standard dell'epoca. Alcuni dati illustrano meglio il quadro: 295 km/h di velocità massima, chilometro con partenza da fermo in circa 24 secondi.

Molto bello lo stile Pininfarina, che le dona eleganza e sportività, in modo molto sensuale. Ancora oggi al suo passaggio tutti girano la testa, perché si tratta indubbiamente di un'opera d'arte, capace di superare in modo indolore le insidie del tempo e delle tendenze. Rispetto alla 365 GT4/BB è più compiuta nel design, dove trova una superiore coerenza dialettica, anche se i cambiamenti sono minimi. Il merito è dell'eccellente lavoro svolto da Leonardo Fioravanti.

Per anni la Ferrari 512 BB è stata l'auto di punta del listino del "cavallino rampante". Con lei si rafforzò il passaggio ai buoi dietro il carro, aprendo una nuova parentesi produttiva dopo la "Daytona", durata fino all'arrivo della 550 Maranello che, nel 1996, riportò in posizione anteriore il motore delle ammiraglie sportive di Maranello (escluse le tirature limitate).
 
Il telaio era a traliccio tubolare, come sulle altre "rosse" dell'epoca. Notevole il coinvolgimento sensoriale, che proiettava in una dimensione magica, frutto di un rapporto intimo col mezzo. Alla fine del 1980 l'inasprirsi delle normative sulle emissioni di scarico impose alcune modifiche che provocarono una diminuzione della potenza a 340 cavalli. Giunse così la 512 BBi, che ricevette un impianto di iniezione Bosh K-Jetronic, compagno della vettura fino al congedo del 1984. La velocità massima dichiarata era di 283 km/h, ma l'accelerazione rimaneva più o meno la stessa di prima. Molti ordinarono questa sportiva con la parte inferiore della carrozzeria in tinta, offerta in alternativa alla fascia in nero opaco: una scelta a mio avviso vincente.

Ricordiamo che la Ferrari 512 BB, sostituita in listino dalla splendida Testarossa, ebbe anche una carriera sportiva, in gran parte ascrivibile all'impegno di Luigi Chinetti, storico importatore del marchio negli Stati Uniti d'America. Lui riuscì a spingere la casa di Maranello a sviluppare la 512 BB LM, molto attenta al tema aerodinamico, grazie agli studi condotti nella galleria del vento di Pininfarina. L'auto seppe mettersi in luce. Il 14 giugno del 1981 la Ferrari 512 BB LM disputò la sua gara migliore, chiudendo al quinto posto la 24 Ore di Le Mans, con Hervé Regout, Jean-Claude Andruet e Claude Ballot-Léna. In totale furono costruite 929 Berlinetta Boxer a carburatori e 1007 esemplari a iniezione.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail