Lamborghini Jalpa: l'ultima auto sportiva V8 del toro

Viene ricordata poco, ma la Lamborghini Jalpa ha avuto un ruolo importante nella storia della casa automobilistica italiana. Anche se meno coinvolgente rispetto ad altre opere del marchio, attira comunque gli sguardi.

La Lamborghini Jalpa non è una delle auto sportive del "toro" più ricordate dagli appassionati e dagli addetti ai lavori, ma ha un suo fascino particolare, anche se più sfumato rispetto ad altre proposte della casa di Sant'Agata Bolognese.

Nata come evoluzione della Silhouette, per sostituire la vecchia Urraco, la Jalpa si è ritagliata comunque uno spazio nella storia del marchio, come ultima Lamborghini spinta da un motore V8. Questa creatura, nei confronti della più coinvolgente Countach, vantava una maggiore fruibilità d'uso, grazie ad una migliore manovrabilità e a un confort di guida di più alto livello. Ma facciamo un passo indietro e partiamo dalle origini della vettura, il cui look è dovuto alla matita di Bertone.

Lo sbarco in società avvenne nel 1981, quando cominciò la sua produzione, andata avanti fino al 1988. Quest'auto sportiva di tipo targa prese forma sotto la gestione dei fratelli Mimran, che a inizio anni ottanta diedero ossigeno agli asfittici bilanci dell'epoca.

Ricordiamo che le crisi petrolifere degli anni settanta e l'anzianità dei modelli a listino avevano sfiancato i bilanci della casa di Sant'Agata Bolognese, finita sull'orlo del baratro, prima che i nuovi acquirenti mettessero risorse fresche in cassa, per il suo rilancio.

La Lamborghini Jalpa nacque come discendente della Silhouette (a sua volta evoluzione targa a due posti della Urraco). Rispetto alla progenitrice aveva un impatto scenico più felice, nonostante la strettissima parentela estetica. Per il nuovo progetto entrò in scena la dirigenza tecnica affidata a Giulio Alfieri.

Molto stretti i tempi per partorire il modello, che fece il suo debutto al Salone di Ginevra del 1981. Lamborghini, con il nuovo prodotto, diede un segno di ritrovata vitalità. Il motore della Silhouette venne portato sulla Jalpa a 3.5 litri di cilindrata, contro i 3 di partenza. La potenza raggiunse quota 255 cavalli, garantendo una discreta verve prestazionale (234 km/h di velocità massima, passaggio da 0 a 100 km/h in poco più di 7"), in un quadro emotivo degno della tradizione aziendale, nonostante il peso non proprio contenuto di 1507 chilogrammi.

Il nome, anche questa volta, trasse ispirazione dal mondo taurino, legandosi a una nota razza di animali da combattimento. Come già scritto, la Lamborghini Jalpa è stata l'ultima auto del marchio spinta da un motore V8. Gli esemplari della prima serie avevano le parti in plastica di colore nero, con luci posteriori rettangolari. Dopo il restyling del 1984, che decretò l'avvio della seconda serie, i gruppi ottici posteriori divennero rotondi, mentre paraurti, prese d'aria e cofano motore presero la tinta della carrozzeria. Il risultato fu gradevole sul piano estetico. Venne introdotto anche un nuovo volante, dal design meno sportivo ed intrigante del precedente.

In totale furono costruite 416 unità del modello, che trovò impiego in note pellicole, come "Miami Vice", dove in alcuni fotogrammi si vede un esemplare bianco triplo strato inseguito dalla finta Ferrari Daytona nera di James "Sonny" Crockett e "Rico" Tubbs. Un'altra Lamborghini Jalpa, questa volta nera, compare in "Rocky 4", con Sylvester Stallone. Ancora oggi l'auto sportiva ad 8 cilindri di Sant'Agata Bolognese ha il suo fascino. Gli appassionati del "toro" dovrebbero guardarla con gratitudine, perché ha traghettato il marchio fuori dalla palude della crisi, rilanciandolo, in un'epoca in cui la sola Countach, affascinante come poche altre, non era sufficiente da sola a reggere le casse con i suoi numeri commerciali.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail