Gordon Murray: T.50, nuova supercar da sogno

Il geniale progettista delle Brabham e McLaren mondiali in Formula 1 negli anni '80 sta realizzando una nuova supercar leggerissima, con motore V12 aspirato e cambio manuale. Aerodinamica ad effetto suolo col ventilatore della famigerata Brabham del 1978. Ideata per i puristi della guida

Gordon Murray

Quando Gordon Murray mette in moto la sua creatività, ne esce sempre qualcosa di straordinario. Ad esempio la supercar su cui sta lavorando con la propria compagnia Gordon Murray Automotive. Si chiama T.50. Le specifiche potrebbero lasciare delusi, abituati come siamo alle potenze folli delle hypercar attuali e prossime. Ma il genio sudafricano trapiantato britannico non è interessato a numeri assoluti quanto inarrivabili in condizioni realistiche. Come egli stesso afferma: “Cercare velocità massime elevate aggiunge solo peso, particolarmente attraverso motori sempre più potenti, il che aumenta la necessità di accessori più grandi e pesanti. Noi cerchiamo un approccio molto diverso: minimizzare il peso in ogni componente. Questa è la chiave per migliorare prestazioni e comportamento stradale e per rifocalizzare la supercar sul pilota e l’emozione di guidare. Non siamo interessati, né lo saremo mai, ad inseguire numeri”.

 

Murray T.50: veloce perché leggera


La Murray T.50 sarà dunque velocissima non solo perché molto potente, ma soprattutto perché decisamente leggera, anzi la più leggera di tutte: solo 980 Kg. Ottenuti attraverso un largo uso della fibra di carbonio e, in misura non secondaria, togliendo dalla vettura tutto ciò che non contribuisce alla perfomance. Non di sola velocità si tratta. Poiché l’obiettivo è anche ottenere la migliore agilità possibile, il corpo vettura è compatto. Infatti la lunghezza è di soli 4.380 mm, per una larghezza di 1.850 mm. L’abitacolo è per tre persone, pilota davanti al centro e due passeggeri dietro, come la McLaren F1 del 1992.

L’aerodinamica rivestirà un ruolo centrale, naturalmente. Il carico verticale verrà ottenuto sfruttando prevalentemente l’effetto suolo ottenuto dal passaggio dell’aria sotto il fondo della vettura. Ottenuto come? Da un’altra vecchia conoscenza della ditta Murray: il ventilatore. Sì, come quello della celebre Formula 1 Brabham BT46B del 1978 che Niki Lauda portò alla vittoria nel GP di Svezia, l’unica gara a cui fu concesso a quella monoposto di correre, perché vietarono immediatamente la ventola. L’aerodinamica della T.50 viene sviluppata tramite la collaborazione con un team di F.1, non specificato, per l’accesso alla galleria del vento.

 

Il motore della T.50 di Gordon Murray


Gordon Murray

E il motore? La Murray T.50 monterà un propulsore sviluppato insieme alla Cosworth. Si tratta di un V12 3.9 aspirato montato in posizione posteriore centrale. Potenza di 659 cavalli e coppia massima di 450 Nm. Regime massimo di rotazione? 12.100 giri, una follia per un’auto stradale di oggi. Ma perché scegliere un aspirato, visti i problemi con le emissioni e la necessità della leggerezza? Perché l’obiettivo principale è ottenere la più pura esperienza di guida. Per questo è stata scartata la scelta della sovralimentazione o dell’elettrificazione. Si è lavorato molto invece sulla velocità di risposta del motore. Sempre per regalare il massimo divertimento di una guida pura, la guida per la guida, si è scelto di usare un cambio manuale a sei rapporti. Trazione naturalmente posteriore.

Di nuovo sui paralleli con la McLaren F1, Murray conclude: “Proprio come con la F1, non abbiamo obiettivi precisi su accelerazione, velocità massima o tempi sul giro. La F1 era veloce perché leggera e relativamente compatta. La T.50 offrirà prestazioni e caratteristiche dinamiche semplicemente fuori portata per le altre supercars, in misura non secondaria per il suo basso peso. Ancora una volta, mi sono concentrato sulla completa esperienza di guida, non la potenza o la velocità di punta”. Un’esperienza di guida che si pagherà a caro prezzo: circa 2 milioni di sterline tasse escluse, pari a 2,26 milioni di euro, per ciascuno dei 100 esemplari di cui è prevista la produzione. Consegne dall’inizio del 2022.

Dalla matita di Gordon Murray sono uscite tre monoposto iridate in Formula 1 (Brabham 1981 e 1983, McLaren 1988, oltre ad un apporto minimale a quelle del 1989 e 1990) e due supercar da sogno come la McLaren F1 sopra citata e la Mercedes-Benz SLR McLaren del 2003.

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